Bonhams, negli Usa auto da museo all'asta
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06/06/2026 | di Andrea Paoletti
Bonhams, negli Usa auto da museo all’asta
Quelle conosciute come “Collezione Harrah” e “Collezione Minden”, con oltre 100 veicoli, andranno all’incanto il 13 giugno nel Nevada. C'è anche un modello unico disegnato da Pininfarina su base Fiat 600
06/06/2026 | di Andrea Paoletti

Per gli appassionati di auto americane molto particolari - da quelle usate per record di velocità a versioni custom realizzate da pregiati carrozzieri - l’appuntamento del 13 giugno a Reno, nello stato del Nevada, Stati Uniti, è sicuramente da non perdere. Anche per noi italiani però, in quanto la vettura più esotica e curiosa è il frutto di ingegneria e design nostrani e spicca per la linea futuristica e le proporzioni inconsuete. Tutti i lotti, selezionati da Bonhams Cars, sono senza prezzo di riserva e provengono da collezioni storiche, la più nota delle quali è quella “Harrah”, il re dei casinò che accumulò oltre 1.400 vetture. Scorrendo le foto, emerge un ritratto della cultura automobilistica statunitense, tra lussuose cromature e volumi imponenti ed esempi concreti del desiderio assoluto di velocità che trova la sua epopea al Bonneville Speedway, il lago salato tempio dei record più coraggiosi.

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Una 600 super aerodinamica

Partiamo subito da quella che si può considerare una “intrusa”, ovvero l’italianissima Fiat 600 D Pininfarina Y Berlinetta. Disegnato dal professor Alberto Morelli, padre della M100 e della “X”, questo pezzo unico, estremamente aerodinamico, risale al 1961 e, per i tempi sfoggiava un Cx da record, pari a 0,27 che le permetteva di toccare i 128 km/h rispetto ai 110 di una normale 600 D. Il merito è sia del frontale arrotondato con i fari avvolti da uno scudo di plastica trasparente che segue la curvatura della carrozzeria, sia del parabrezza e del lunotto avvolgenti, modellati nello stesso modo, con finestrini laterali curvi e maniglie a filo. Difficile immaginare che sotto a questa forma a goccia ci sia una classica Fiat 600 D, anche se gli interni sono inequivocabilmente Fiat, con alcuni tocchi di classe, vedi il volante Nardi con corona di legno, ma anche soluzioni pensate da Pininfarina per migliorare il comfort, come i materiali assorbenti sulle superfici posteriori. Verniciata in un raffinato grigio argento, questa “Y” fu acquisita dalla Harrah's Automobile Collection nel 1970 grazie alla donazione da parte della Pininfarina e ha percorso solamente 8.032 km. Le cuciture dei sedili anteriori hanno iniziato a cedere, il pannello degli interruttori e il ripiano posteriore sono scoloriti, ma per il resto l’auto è in ottime condizioni. La stima è tra gli 86 e i 170 mila euro.

Station wagon, cabriolet o pick up

Molto originale - e considerata una delle auto più importanti della collezione – è la Scimitar EX All-Purpose Sedan, la cui carrozzeria, di alluminio, voleva mettere in luce le possibilità plastico-stilistiche di questo metallo. Realizzata nel 1961 dalla rinomata carrozzeria tedesca Reutter su disegno di Brooks Stevens e basata sul telaio di una Chrysler New Yorker del 1959, conserva elementi presi da altri modelli dell’epoca, come i sei gruppi ottici circolari posteriori di una Bel Air Impala del 1958, ma la sua particolarità è il vano posteriore con tetto retrattile. Una soluzione molto originale che trasformava la All-Purpose Sedan in una sorta di pick-up (tutti i sedili posteriori sono abbattibili) o, quasi, in una cabriolet. Acquistata dalla Harrah's Automobile Collection nel 1965, nonostante abbia percorso solo 3.910 miglia (meno di 6.300 km), necessita di varie cure: la tappezzeria è usurata, la vernice presenta microbolle, ritocchi e scheggiature, il paraurti non è allineato e molti elementi decorativi di alluminio sono graffiati. Dettagli, di fronte a un design unico, innovativo e fantasioso, che gli esperti di Bonhams hanno valutato tra i 110 e i 150 mila euro.

A tutta velocità sul lago salato

Una coppia di auto da record ci ricorda invece quanto il mito della velocità sia ben radicato anche nel mondo dell’automobile a stelle e strisce. Si tratta della Flying Caduceus del 1960, spinta da un motore a reazione, e della Steamin' Demon Steam Streamliner del 1977, detentrice del record per vetture a vapore. Quest’ultima è senza dubbio la più curiosa, visto il sistema di propulsione, costituito da una turbina a vapore Lear attivata dalla vaporizzazione di acqua scaldata dalla combustione di cherosene. Su un telaio Volkswagen era appoggiata una carrozzeria di fibra di vetro dal design molto anni 70, ma per riuscire a battere il record - risalente al 1906 - della Stanley "Rocket", si dovette aspettare il 1985, quando con una media di 234 km/h superò i 205 km/h che fino a quel momento erano la massima velocità raggiunta da un’auto a vapore. Purtroppo, causa rottura di una portiera, non poté completare il secondo passaggio e il record non fu omologato, e va anche detto che la caldaia e la turbina non sono più presenti: questo influisce sulla valutazione, compresa tra i 35 e i 52 mila euro. Sfiora invece gli 80 mila euro la più tradizionale Flying Caduceous, che, pur non avendo fatto segnare velocità da record, è un eccezionale testimonianza della sua epoca: la struttura cilindrica di 1,2 metri di diametro è composta da tubi d’acciaio e rivestita con pannelli di alluminio, mentre le sospensioni provengono da una Chevrolet. La parte più interessante però è il turbogetto General Electric J47-19, proveniente dal bombardiere strategico Convair B-36D che attualmente è smontato, ma compreso nel lotto di vendita. Notevoli anche gli pneumatici da 48 pollici di diametro, realizzati appositamente dalla Firestone dopo accurati test nei propri laboratori e montati su cerchi in alluminio da 34 pollici.

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