Aste
19 October 2020 | di Gilberto Milano

Asta Bolaffi: i Beni Culturali bloccano l’auto più rara

Per la seconda volta in tre anni il Ministero dei Beni Culturali interviene in un’asta di Bolaffi. La prima volta è capitato due anni fa, sempre a “La Pista” di Lainate, con la notifica nei confronti di sette auto e numerosi disegni provenienti dall’archivio Bertone.

Questa volta a essere sottoposto al procedimento di interesse culturale da parte della Soprintendenza è stato il lotto più raro dell’asta che si è tenuta a Lainate (Mi) sulla ex pista Alfa Romeo: la Lancia Aprilia Spider telaio Basso del 1951, prodotta in due soli esemplari dal “mago dei telai da corsa” Giovanni Basso (se ne parla diffusamente nel numero di Ruoteclassiche in edicola) e vestita da Ghia. Di fatto bloccandole la vendita. Un fatto che Filippo Bolaffi, amministratore delegato di Aste Bolaffi, giudica in pratica persecutorio: “Questo comportamento incomprensibile è la replica di quanto già avvenuto due anni fa, in occasione della nostra prima asta di Auto, quando la Soprintendenza notificò gran parte dei lotti in catalogo, bloccandone la vendita, per poi tornare sui suoi passi”.

Comunque un successo. Bolaffi commenta, “Ignoro completamente la logica per cui un’auto prodotta in serie, con la particolarità del telaio Basso, possa diventare oggetto di notifica, altrimenti tutte le auto con caratteristiche speciali andrebbero incontro alla stessa sorte. Questo provvedimento dimostra un accanimento da parte dei singoli funzionari, perché è impensabile che tali disposizioni possano provenire direttamente dal Ministero dei Beni culturali. Ovviamente faremo ricorso per veder tutelati i nostri interessi dal momento che, dopo la notifica, abbiamo dovuto ritirare quello che sarebbe stato il top lot dell’asta, onde evitare polemiche con i potenziali acquirenti italiani e soprattutto stranieri”. Ignoriamo se questa iniziativa dei Beni Culturali abbia poi condizionato anche il resto dell’asta. Che si è chiusa comunque con un successo di vendite come forse mai prima per la Casa torinese. Al termine dell’incanto, tenutosi dal vivo con la partecipazione selezionata di diversi acquirenti presenti in sala e altri collegati via internet e via telefono, è stato infatti aggiudicato il 49% dei lotti.

Bene le piccole. Sono andate bene in particolare le vetture più rare, anche se non quelle di maggior valore; auto non facili da trovare in vendita, prodotte in numero limitato di esemplari, in buone condizioni di originalità e conservazione, e a prezzi sulla carta accessibili. Parliamo soprattutto delle microcar e delle piccole, Fiat 500 e 600 in particolare, quasi tutte aggiudicate, molte delle quali a prezzi superiori alle stime. Come, per esempio, la Vespa 400 ACMA Trasformabile del 1958, costruita su licenza da una consociata Piaggio in Francia e piuttosto rara in Italia, stimata 6.000-8.000 euro e venduta a 17.800 euro inclusi i diritti d’asta. Un record mondiale per questo modello. Record italiano invece quello raggiunto dal Mival Mivalino Extra del 1955, microvettura a tre ruote prodotta nel 1955, stimata 25.000-35.000 euro e aggiudicata a 39.100 euro. Così come un probabile record sia anche quello ottenuto dalla Ferves 500 Ranger del 1966, una 4x4 dalle linee estremamente moderne e con finiture spartane, che con una stima di 20.000-30.000 euro è stata aggiudicata a poco meno di 50.000 euro.

Invendute le prestigiose. Altre vetture ottimamente aggiudicate sono state le due Spiaggine proposte: la Fiat 500 N Ghia Jolly del 1959 battuta a 65.000 euro (era stimata 40.000-50.000) e la Fiat 500 Giardiniera Ghia Jolly del 1966, aggiudicata a 69.000 euro ma con una stima di 40.000-50.000 euro. Quando invece le stime sono cominciate a salire ma le vetture non presentavano più quei contenuti di rarità delle precedenti le vendite si sono in gran parte fermate. Tranne che per alcune, tra cui: una Porsche 911 2.4T Targa del 1972, completamente restaurata e con solo 500 km di percorrenza da fine restauro (98.900 euro) e una Lancia Flaminia GTL Touring 2.8 del 1966 (47.100 euro). Invendute di spicco, oltre alla Lancia Aprilia Spider telaio Basso del 1951, l’Alfa Romeo 6C 1750 Sport del 1929, la Ferrari 458 Speciale del 2014, le due Mercedes SL (190 del 1956 e 250 del 1967), e la Lancia Aurelia B20 GT Coupé del 1952, replica di Luciano Basso delle sette Lancia B20 da corsa poi distrutte dalla stessa Lancia nel 1955.

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