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08 marzo 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Aste, uno sguardo su Amelia Island

Dopo il deserto dell’Arizona di Gennaio e la neve di Parigi  il circo delle vendite all’incanto si sposta in Florida, nell’isolotto di Amelia Island, 22 km di spiagge e pinete a ridosso dell’Atlantico. Ecco alcuni pezzi da novanta in vendita.

Si torna al caldo. Un caldo primaverile, tiepido come il mercato delle auto storiche che dopo la puntata mite di Scottsdale e quella gelida di febbraio a Parigi torna Oltreoceano nella speranza di rivitalizzarsi un po’. E di contagiare con una ventata di ottimismo anche le prossime sedute di vendita europee, da Goodwood a Montecarlo.

Ad Amelia Island come in Arizona e come a Pebble Beach le tre maggiori Case d’asta internazionali sono presenti con cataloghi di tutto rispetto, anche se questa volta manca la vettura fuoriclasse con quotazioni a otto cifre.

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La più cara in assoluto tra le 294 vetture proposte
da Bonhams, Gooding & Co. e RM Sotheby’s, è una Porsche 911 Carrera RSR 2.1 Turbo Martin Racing ex-Le Mans del 1974 quotata da Gooding&Co tra 6-8 milioni di dollari. Una delle quattro costruite, seconda assoluta alla 24 ore di Le Mans di quell’anno, tra le più importanti Porsche da competizione della storia di questo marchio.

Le Porsche dominano per numero di presenze l’elenco delle vetture in vendita. Se ne contano 73 in tutto pari al 24,8% del totale, un numero impressionante per una sessione di aste. Mentre sono stranamente poche le Ferrari, solo 25, nemmeno il 10% (erano il 18% in Arizona in gennaio). Siamo in America e la presenza di auto anteguerra e made in Usa è sempre molto più alta che altrove, ma la straripante offerta di Porsche è una assoluta novità.

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Tra queste da segnalare anche la Porsche 962C del 1990 offerta sempre da Gooding&Co, una vettura che debuttò alla 24 Ore di Le Mans del 1990 con la livrea della compagnia petrolifera spagnola Repsol. Partì in pole position e rimase in testa fino a un quarto d’ora dalla fine quando ruppe il motore. La Casa d’aste statunitense l’ha stimata tra gli 1,5 e i 2,0 milioni di dollari.

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La più prestigiosa delle Ferrari è invece una 410 Superamerica Serie I del 1956, una delle 12 costruite da Pininfarina, con soli tre proprietari e 12.000 Km percorsi fino a oggi. La stima di Gooding&Co è di 5.0 – 6.0 milioni di dollari.

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Ma tra le vetture di Maranello una probabile protagonista sarà una 275 GTB Long Nose Alluminio del 1966 targata Torino, abbandonata per 27 anni in un garage della Carolina del Nord e ritrovata casualmente un paio di mesi fa insieme a una Shelby Cobra 427 del 1967. Sembra incredibile ma le scoperte di autentici tesori nascosti nel classico fienile o abbandonati in qualche garage sono ancora possibili. Gooding&Co l’ha stimata tra i 2,5 e i 3,25 milioni di dollari. L’auto è perfettamente originale e ben conservata nonostante tutto.

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Idem per la Cobra 427, che per 38 anni è appartenuta allo stesso proprietario. Per lei la quotazione varia da 1,0 a 1,3 milioni di dollari.

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Tra le italiane presenti ad Amelia Island spicca anche una Isotta Fraschini Tipo 8A S Bottail Cabriolet realizzata dalla Carrozzeria Castagna nel 1930. Perfettamente restaurata è in vendita da RM Sotheby’s con una stima di 1,2 – 1,4 milioni di dollari.

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Altra rarità made in Italy
è una Intermeccanica Italia Spyder del 1969, una delle ultime creazioni del genio stilistico di Franco Scaglione. La propone Bonhams, che la stima tra i 120.000 e i 150.000 dollari.

Il via alle vendite avverrà giovedì 8 marzo a partire dalle 12.00 ora locale (le 18.00 in Italia) con l’incanto di Bonhams e proseguirà venerdì 9 marzo con l’asta di Gooding&C per terminare sabato 10 marzo con la vendita di RM Sotheby’s, casa d’aste ufficiale del Concorso di Eleganza di Amelia Island 2018.

Gilberto Milano

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