Auto
24 June 2020 | di Paolo Sormani

Autoitaliana racconta i 110 anni Alfa

Avete mai letto un fumetto sui grandi campioni del Portello? Volete sapere quanto andava forte la 33 Stradale nel ’67? Qual è l’Alfa personale di Antonio Giovinazzi? Cosa sapete degli uomini del Biscione? Tutte le risposte sono sul terzo numero di Autoitaliana, che dedica 90 pagine ai 110 anni di Alfa Romeo.

Uno spot divertente mostra Kimi Raikkonen mentre va a prendere la moglie Minttu Virtanen a Montecarlo, al volante di una Stelvio color blu Misano. Una curva tira l’altra e Kimi si presenta in ritardo. “Scusa, è la prima volta che guido a Monaco”, si giustifica. Potrebbe essere una scusa buona anche per Antonio Giovinazzi, il pilota del team Alfa Romeo Sauber di Formula 1. Nell’intervista concessa sul terzo numero di Autoitaliana confessa che presentarsi in ritardo (anche alla vittoria nel Circus) è il problema al quale sta lavorando con maggiore impegno. E che proprio una Stelvio Quadrifoglio da 510 cavalli in assetto sportivo è il suo daily driver a Montecarlo. Questa è una delle tante storie con cui Autoitaliana celebra i 110 anni di storia del Biscione. Lo fa a modo suo, da un punto di vista eccentrico, come non si vede spesso sulla carta stampata e sul web. In ben 90 pagine splendidamente illustrate.

Copertina rosso corsa. Gli uomini, i ricordi, i piani e i progetti per il domani, gli obiettivi, le vicende e le passioni personali, le leggende del marchio. La lettura di Autoitaliana è un lungo viaggio nel tempo e nella velocità da concedersi in un momento d’elezione di questo inizio estate. Dalla copertina rosso corsa sbuca a tutta velocità l’Alfetta 158. Con Farina, Fangio, Fagioli e Parnell è la protagonista del fumetto a colori che rievoca la mitica tripletta Alfa nel primo GP di Formula 1, a Silverstone. C’è tanto sport, e non poteva essere altrimenti, in questo numero. Di Giovinazzi sapete già. C’è un’altra intervista, quella di Luca Del Monte a Bernie Ecclestone, in cui il patron inglese svela tutto il suo amore per il marchio di Arese.

Le macchine, i motori, il design. Le auto, straordinarie. Viste in modi, tempi e luoghi preclusi al 99,9% degli innamorati dell’Alfa Romeo. Dal numero del 27 febbraio 1969 di Autoitaliana, ecco ristampata la prova della 33 Stradale, una delle creature più riuscite e meravigliose dell’Autodelta. Che rivive, in un filo rosso con il presente, nelle straordinarie GTA e GTAm “reloaded”, discendenti per sangue e lignaggio delle progenitrici degli anni Sessanta. Le prestazioni, ma soprattutto le forme sono nate sotto l’ombrello di Klaus Busse, che dall’ottobre del 2015 è responsabile del design dei marchi europei del gruppo FCA. Parla, Busse. Si confessa. Dice la sua a proposito della 33 e della Carabo; di come la Giulia GT rivive nella linea della Tonale. Perché lui, un salto al museo di Arese lo fa sempre volentieri quando cerca ispirazione. Autoitaliana fa entrare il lettore in un altro museo, stavolta privato come un caveau. È quello di Axel Marx, che custodisce una delle collezioni di Alfa Romeo più sensazionali al mondo.

I maschi Alfa. Questi 110 anni sono stati scritti soprattutto dagli uomini. Colui che del marchio detiene la metà onomastica, Nicola Romeo, rivive nel racconto intimo e inedito del suo pronipote, lo scrittore Matteo Sartori, nella dimensione da piccolo mondo antico della villa di famiglia al lago. Gli altri, quelli che nei decenni successivi si sono alternati al volante dell’azienda e della sua squadra corse, sono elencati in una serie di dieci ritratti che vanno dagli anni Venti a questo secolo. E come poteva mancare Enzo Ferrari? Come si fa a non pensare al Drake, che del Quadrifoglio fu pilota e direttore di scuderia, nel percorrere le strade della Mille Miglia su e giù per gli Appennini, splendidamente ritratte da Wolfango? In fondo, una leggenda come l’Alfa Romeo sarebbe potuta nascere soltanto in Italia. E l’Italia non sarebbe così bella senza le Alfa Romeo.

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