Auto
27 April 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Daimler-Mercedes 35 PS: 120 anni fa la prima vera Mercedes

Se vi siete mai chiesti perché il famoso marchio tedesco si chiama “Mercedes”, mettetevi comodi perché stiamo per fare un salto nel passato che ci riporta a 120 anni fa…

Il nome “Mercedes” accompagna dall’aprile del 1900 le vetture prodotte dalla Daimler Motoren Gesellschaft, la casa automobilistica fondata da Gottlieb Daimler nel 1886. Nel 1926 il gruppo Daimler rilevò la Benz& Cie. (Fondata da Karl Benz) che fino a quel momento era un’entità autonoma dando vita al marchio che conosciamo oggi. Si dice che un prodotto debba avere un buon nome essere d’appeal a livello internazionale: un’indicazione chiara e identitaria con la stessa valenza su tutti i mercati. Per il più antico marchio di automobili, il nome “Mercedes” è stato sicuramente tra i fattori che gli hanno consentito di portare avanti la sua tradizione per oltre un secolo.

I primordi. Emil Jellinek, papà della famosa “Mercedes” era ben consapevole dell'importanza di un nome facile da ricordare: il marchio trae origine proprio dal nome di battesimo della sua amatissima figlia, Mercédès nata nel 1889. Ma procediamo con ordine, tutto cominciò nell’aprile del 1900 quando Jellinek concluse un accordo commerciale con la Daimler Motoren Gesellschaft per la distribuzione di automobili e motori Daimler a Nizza. Diplomatico austriaco nel Principato di Monaco ed eccentrico uomo d’azione, Emil Jellinek ha sempre avuto una passione innata per le competizioni: tanto che in gioventù si rese protagonista di corse clandestine con locomotive a vapore… Con il benestare della Daimler Jellinek iniziò a sviluppare un nuovo motore per le corse, con la promessa che questo fosse marchiato con il nome di Daimler-Mercedes. Jellinek era divenuto collaudatore ufficiale Daimler nel 1899 dopo aver gareggiato nelle polverose corse pionieristiche che iniziavano a tenersi in Costa Azzurra. Il 22 dicembre 1900 gli venne consegnata la prima auto da competizione equipaggiata con il nuovo motore e il marchio “Mercedes”. La nuova Daimler-Mercedes 35 PS era il modello più potente prodotto dalla Casa di Stoccarda e riconosciuta come la prima automobile a svincolarsi dalla tradizione delle carrozze per avvicinarsi alla concezione “moderna”.

Debutto in società. Nel marzo 1901 a Nizza si svolse la “Semaine de Nice", la manifestazione motoristica internazionale più importante dell’epoca: le Mercedes si rivelarono imbattibili praticamente in tutte le discipline. A vincere la gara, la 35 PS del "Dottor Pascal", il Barone Henri de Rothschild, guidata in quell'occasione dal pilota Wilhelm Werner, divenuto poi l'autista personale dell'Imperatore Guglielmo II. Questo consentì a Jellinek e alle nuove Mercedes di ottenere un grande successo e un’eccezionale pubblicità. "I produttori francesi non offrono nulla di paragonabile attualmente", scrisse il giornale "La Presse" il 30 marzo 1901. Nel corso del 1901 furono lanciati anche i modelli 12/16 PS e l'8/11 PS. L'attività di Jellinek era in piena ascesa, nei circoli più esclusivi dell’alta società guidare una vettura Mercedes o, meglio ancora farsi accompagnare in una Mercedes era un must: da questo punto di vista, rispetto alla "Belle Epoque" non è cambiato molto in questi ultimi 120 anni… Il successo fu tale e inaspettato che lo stabilimento Daimler di Cannstatt non riusciva a tenere il passo con la domanda.

L’era Mercedes. La Mercedes 35 PS segnava un profondo cambiamento nel campo dell'ingegneria automobilistica: era stata concepita per le prestazioni, per la prima volta veniva posto l'accento sul risparmio di peso e sulla sicurezza. Il motore leggero e potente, così come il passo lungo e il baricentro basso agli albori dell’automobilismo erano soluzioni tecniche inedite e di assoluta avanguardia. Intanto Jellinek nel mondo delle corse veniva già soprannominato “Monsieur Mercedes” e Paul Meyan, socio fondatore e segretario generale del Automobile Club de France (A.C.F.) vedendo la 35 PS commentò: "Siamo entrati nell'era di Mercedes!". I successi nelle competizioni e nelle vendite delle vetture Daimler-Mercedes spinsero la dirigenza a richiedere i diritti per il nome, che fu acquistato e registrato legalmente il 26 settembre 1902. Un anno dopo, nel giugno del 1903 l’eccentrico Jellinek cambiò il suo nome in Jellinek-Mercedes. E con la sua scanzonata ironia commentò con fierezza: "Questa deve essere con ogni probabilità la prima volta che un padre porta il nome di sua figlia!".

La stella a tre punte. Quella di Mercedes-Benz è probabilmente la stella più celebre al mondo, un simbolo inequivocabile che rimanda alle auto di lusso. Il logo venne venne registrato come marchio nel giugno 1909. In realtà venne proposta anche una variante della stella a quattro punte, ma venne utilizzata solo quella con tre punte. Dal 1910 la stella a tre punte adorna i radiatori di tutti i veicoli Mercedes. Le tre punte simboleggiavano il sogno di Gottlieb Daimler, sviluppare il concetto di una “motorizzazione universale”: sulla terra, in mare e nell'aria. Una visione che venne perseguita con coerenza fin dall'inizio, con lo sviluppo di motori automobilistici, aeronautici e marini. Nel 1926 quando la Daimler Motoren Gesellschaft e la Benz & Cie. si fusero, venne creato un nuovo marchio con la corona di alloro che abbraccia la stella a tre punte della Daimler-Motoren-Gesellschaft con la scritta Mercedes e il nome della nuova confluita Benz: Daimler si era affermata come un potente gruppo industriale e Mercedes-Benz diventava così la sua divisione automobilistica.

Innovazione e tradizione. Gli oltre 130 anni del marchio sono costellati di modelli stradali e vetture da competizione che hanno segnato la storia dell’automobile. Ciò che resta invariato in un lasso di tempo così ampio è la visione iniziale di Gottlieb Daimler e Karl Benz, che pur non essendosi mai conosciuti personalmente guardavano la stessa meta, guidati dalla stessa Stella: entrambi volevano innovare il mondo nascente dell’automobile. Se siamo qui a parlarne dopo oltre cent’anni è perchè Mercedes-Benz è sempre stata sinonimo di innovazione. Lo sapeva bene Bruno Sacco, storico direttore del centro stile (congedatosi nel 1999) che si approcciava allo sviluppo dei nuovi modelli Mercedes seguendo il leitmotiv “innovare nel segno della tradizione”. E se l’innovazione era data da nuovi dispositivi per la sicurezza attiva e passiva così come per nuove formule di propulsione, la tradizione parlava il linguaggio di un’eleganza classica, a volte austera ma sempre autentica e distintiva. “Una Mercedes deve sembrare una Mercedes!” ripeteva Sacco.

Ritorno alle origini.
Lo scorso settembre 2019, il centro stile della casa guidato da Gorden Wagener ha presentato la concept car "Vision Mercedes Simplex". Il Mercedes-Benz Design Center ha creato un’autentica scultura semovente che omaggia le origini lontane del marchio e guarda al futuro, idealizzando la transizione verso una nuova era per il design e la tecnologia. In questa showcar rivive lo spirito pionieristico che nella sua estrema essenzialità fonde gli stilemi delle Daimler Simplex da corsa dei primi anni del ‘900 alle tecnologie del 21° secolo. Ritroviamo anche qui i valori centrali del brand quali la vocazione per il lusso e la costante ricerca per l'innovazione, due concetti che definiscono da sempre il DNA Mercedes-Benz. E così torniamo al principio di base, lo stesso in cui credevano Daimler e Benz: fissare nuovi standard, oggi come ieri per progettare il nuovo domani della mobilità.

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