Mercedes-Benz, 1997: il nuovo volto della Stella. - Ruoteclassiche
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20 January 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Mercedes-Benz, 1997: il nuovo volto della Stella.

Il 1997, rappresenta il momento in cui Mercedes-Benz, di slancio, dà un taglio netto con il passato, modelli come la compatta Classe A, SLK, CLK (coupé e poi cabrio) e la Classe M cambiano definitivamente la percezione del marchio.

“Dopo il 1995 non si è capito più niente!” ripetono spesso i più intransigenti tra gli aficionados del marchio Mercedes-Benz. Questo infatti è l’anno del debutto della W210, sigla che identifica la Classe E: la prima vettura della Stella caratterizzata dai fari ellittici affiancati, la portabandiera di un nuovo corso stilistico che dette inizio a una vera e propria rivoluzione...

Baby Benz. Il rinnovamento estetico infatti è il primo passo di una questione “filosofica” riguardante l’immagine e l’identità stessa del marchio Mercedes-Benz. L'idea di rendere i modelli della Stella accessibili ad un pubblico più vasto venne introdotta con la “Serie 190” (W201) del 1982, chiamata affettuosamente “Baby Benz”. Le linee estremamente sobrie ed eleganti la rendevano sicuramente appetibile per gli “yuppies” che si apprestavano a comprare la loro prima Mercedes, ma ancora distante dai gusti di una clientela giovane e sportiva.
Nel corso degli anni ’90 a Stoccarda capiscono che è giunto il momento di “cambiare rotta”. Il Muro di Berlino è crollato, la società e il mercato dell’auto mutano rapidamente: tutto è diventato globale ed informatizzato. Per mantenere lo status quo bisognava fare la differenza. La sfida più grande per Mercedes-Benz arriva nel 1998: la fusione tra Daimler A.G. e il gruppo americano Chrysler Corporation darà vita ad un gigante dai piedi d’ argilla, il gruppo Daimler-Chrysler. Un matrimonio che fallisce nel 2006 per motivi gestionali, ma che ha rappresentato per entrambi i gruppi l’opportunità di entrare a pieno titolo nel 21° Secolo, con prodotti non sempre riusciti, ma gli va riconosciuto, innovativi e di rottura.

Volto nuovo. Le prime avvisaglie di questa vera e propria mutazione genetica arrivano nel 1993, con la Mercedes-Benz “Concept Coupè” presentata al Salone di Ginevra. Questo è il primissimo modello a sfoggiare il frontale “4 fari” (ripreso sulla Classe E del ’95, appunto) e le cui forme vennero tradotte con l’elegante “CLK”, prodotta a partire dal 1997. L’anno successivo è la volta della Mercedes-Benz SLK, al Salone di Torino 1994 il Concept "SLK I" prefigurava una roadster con tetto metallico a scomparsa che strizzava l’occhio a una clientela più giovane rispetto a quella della Mercedes-Benz SL (R129). Un po' come avvenne quasi 40 anni prima con la “190 SL”, sorella minore dell’iconica Gullwing e della sua variante convertibile, la 300SL Roadster. La SLK venne presentata in veste definitiva nel 1996, anche stavolta a Torino, alla presenza di un giovane Mika Hakkinen e di Bud Spencer. La nuova R170, realizzata sul pianale accorciato della Classe C W202, non vantava un telaio particolarmente "affilato", ma per il suo hardtop retrattile e l’immagine sbarazzina divenne in breve tempo una delle spider più apprezzate . Il "colpo" riuscì: la piccola roadster conquistava giovani e meno giovani, con una crescente percentuale tra la clientela femminile.

Presagio. Il 1994 è anche l’anno delle MCC Eco-Sprinter ed Eco-Speedster, dove MCC è l’ acronimo di Micro Compact Car, le show cars prefigurano la celeberrima “Smart” introdotta nell’ autunno del 1998. Mercedes-Benz aveva già affrontato il tema “mobilità del 2000” con la concept “NAFA” nel 1984, questa volta però il progetto MCC vedeva coinvolta anche l’azienda svizzera di orologi “Swatch”. L'eccentrico proprietario della Swatch, Nicolas Hayek, investì persino nella costruzione delle linee di produzione per la futura Smart (Swatch-Merced-ART) ad Hambach in Francia. Una showcar che prefigurava la supercompatta comparve persino alle Olimpiadi di Atlanta '96. Il diktat da parte di Stoccarda di produrre la vettura di serie con soli motori a combustione, contrariamente alla volontà del patron della Swatch che optava per la propulsione elettrica o ibrida, così come il prezzo molto più elevato di quello definito in origine, senza contare gli ingenti esborsi finanziari da parte di Hayek, portarono alla fine della partnership tra Mercedes-Benz e Swatch. Mercedes tuttavia portò avanti il progetto Smart, nonostante le piccole citycar venissero prodotte in perdita.

Tecnologia a piene mani. La Mercedes-Benz F200 Imagination nel 1996 prefigurava, soprattutto nel frontale, la futura ammiraglia Classe S (W220) che debuttò nel 1998. L' abitacolo era minimalista, di ispirazione aeronautica, con la plancia interamente occupata da monitor per la strumentazione e l'infotainment. Dei joystick sostituiscono il volante, si trattava di uno dei primi esperimenti di guida "by wire", cioè mediante l'elettronica, mentre delle telecamere rimpiazzano anche gli specchietti. La F200 è stata fondamentale per lo sviluppo delle tecnologie di bordo che ritroviamo sui modelli attuali. La showcar, funzionate, montava un tetto in cristallo a trasparenza variabile (ripreso nel 2002 dalle Maybach), gli airbag per la testa, le sospensioni a controllo elettronico ABC (all’esordio sulla CL del 1999) e i fari anteriori bixeno ruotabili automaticamente (proposti nel 1968 dalla Citroen DS). Una soluzione riproposta in seguito Classe E W211 del 2002. Sulla F200 era presente anche la gestione vocale dei comandi, antesignana dei recenti sistemi MBUX. Tutte soluzioni avveniristiche tutt'oggi, figurarsi più di 20 anni fa...

1997: fuga dal XX Secolo. Internet si diffonde rapidamente delineando il "villaggio globale" e segna l'avvento dell'era digitale in cui viviamo. Milioni di giovani aspettano il “2000” ascoltando pop band come le Spice Girls ed i Backstreet Boys, all’ apice della loro carriera; "Jurassic Park II: Il mondo perduto" e "Titanic" sbancano i botteghini, mentre la moda dei cellulari viene definitivamente sdoganata: in Italia c'è almeno un telefono cellulare in ogni casa. Questo è lo scenario in cui avviene il lancio della Mercedes-Benz “Classe A”, un debutto che parte con la ruota sbagliata, è il caso di dirlo, visto che la “Mercedes per i giovani” rotola goffamente durante il test dell’alce… Ma a Stoccarda corrono immediatamente ai ripari e con l’introduzione di serie dell’ESP e grazie anche a una riuscita campagna marketing, l’impasse è presto accantonato.
Dopo le prime proposte di stile come la Vision A93 (1993), anche sul fronte dello stile, la Classe A viene rimaneggiata e così diventa un must, soprattutto tra il pubblico femminile: la W168 è una monvolume compatta, pratica e molto trendy. In Italia è un successone. Il pianale a sandwich con il motore che scivola sotto il pianale in caso di impatto è una primizia assoluta (con buona pace dei meccanici…). Anche il tetto apribile lamellare è una peculiarità di questo “giocattolo per ricchi”, del resto è pur sempre una Mercedes.

Product placement. Jurassic Park dicevamo, Mercedes-Benz sfrutta abilmente l’occasione per presentare in anteprima la sua prima SUV, la Classe M, un modello che desta subito curiosità e primi ordini iniziano a sommergere le concessionarie. Lo stessoJeff Goldblum, protagonista de "Jurassic Park, Mondo Perduto", si fa regalare uno degli esemplari usati per le riprese. Il progetto venne definito nel del 1991, in partnership con Mitsubishi, inizialmente si prevedeva di basare la nuova auto sulla piattaforma della Mitsubishi Montero/Pajero. Venuta meno l'ipotesi di una joint-venture, lo stile venne rimaneggiato, a più riprese tra il 1992 ed il 93 e poi confermato nel '94. I primi prototipi vennero testati tra la primavera del 1994 ed il '95. Nel 1996, la showcar AAV prefigura (nel frontale) quello che l'anno seguente sarebbe diventato il primo SUV dell’Europa continentale: la Classe M o semplicemente “ML” (W163). Nel mentre, viene ultimato l' impianto di Vance, nella Contea di Tuscalosa (Alabama) dove vengono realizzate le prime pre-serie, mentre la produzione vera e propria inizierà nel settembre 1997. La prima SUV by Mercedes diviene l'unica competitor delle Range Rover e della Jeep Grand Cherokee, all'epoca le sole fuoristrada "di lusso" sul mercato. Per questo motivo, la Classe M viaggiava su un telaio a longheroni ed era dotata di marce ridotte mentre le sospensioni indipendenti mitigavano il comfort e la guida su strada. Secondo i piani la ML avrebbe progressivamente rimpiazzato "l’anziana" Classe G, sulla breccia dal 1979. Non fu così, ma questa è un’altra storia…

True colors. La classica calandra sormontata dalla Stella a tre punte lasciò il posto a una variante più dinamica, che si sviluppa in orizzontale e ingloba un grande logo Mercedes-Benz al centro. Nel dipartimento “color and trim” fiorirono nuovi rivestimenti dai colori vivaci, le fantasie dei sedili e inserti in simil-alluminio o carbonio vennero proposti insieme alle classiche essenze di legni pregiati come radica di Noce, Frassino, Eucalipto e l'intramontabile Zebrano. Dopo il 1993 i modelli Mercedes-Benz sono stati suddivisi in "Classi" e prevedevano, con le dovute eccezioni, 3 allestimenti: Classic, Elegance e Avantgarde. Quest'ultimo riprende il nome di un'edizione limitata della Serie 190, la "Avant-Garde" caratterizzata da interni dal forte contrasto cromatico. Sulla successiva Classe C W202 (1993), oltre ai primi due allestimenti canonici troviamo anche le linee Esprit e Sport, pensate principalmente per una clientela più dinamica e sportiva che gradiva un allestimento dalle tinte accese e vivaci. Venne potenziato l’atelier “Designo”, delegato alle personalizzazioni delle Mercedes-Benz più esclusive: Pelle Nappa per i rivestimenti, inserti in legno Vavona, Olmo e molti altri ancora danno vita a infinite combinazioni per l’allestimento dell’abitacolo. Per i più eclettici, vengono realizzati anche dei costosi inserti in sfoglia di marmo. Le campagne pubblicitarie sono accattivanti e si rivolgono a un’utenza più vasta, vengono organizzati dei grandi eventi per illustrare le novità della casa al grande pubblico. All’alba del 2000 il Marchio strizza l’occhio a una schiera di potenziali nuovi clienti, anche in vista dell’arrivo della futura Smart. La supermini che rivoluzionò il concetto di mobilità urbana (sebbene l'idea non sia nuova e ampiamente affrontata dalle vetturette del dopoguerra) e che nel bene e nel male, è forse l’auto più significativa dei nostri tempi…

Una nuova era. Nel 1997, gli ultimi modelli Mercedes-Benz realizzati sotto la guida di Bruno Sacco, come la compatta Classe A, l’SLK, le CLK (coupé e poi cabrio) e la Classe M cambiano definitivamente la percezione del marchio, avvicinandolo a una clientela “giovane”, forse non così giovane come il marketing ed i depliants raccontavano, ma sicuramente diverso dall' immagine rappresentata fino a quel momento dalla clientela delle grandi berline con la Stella a tre punte. La volontà di riconoscersi in questa nuova veste si evince da stilemi come la nuova griglia con la Stella al centro e il particolare montante posteriore a 3 vetri delle Classe A e Classe M. Modelli inediti che introducono Mercedes in segmenti del tutto nuovi, mentre fa capolino la citycar per eccellenza, la Smart, che a un anno dalla suaeffettiva commercializzazione raccoglie già 160 mila ordini. Cominciava una nuova era.
Negli anni a venire Mercedes-Benz inizi aò perdere qualche colpo tra le economie di scala conseguenti al (fallito) matrimonio Daimler-Chrysler e un massiccio uso di elettronica, fonte di guasti e malfunzionamenti. Anche lo stile andò un pò alla deriva, con modelli che "parlavano" linguaggi stilistici del tutto diversi in una gamma sempre più vasta. Tutto ciò causerà una diaspora tra i clienti, riconquistati faticosamente soltanto negli ultimi anni. Il 1997, rappresenta perciò il momento in cui Mercedes, di slancio, dette un taglio netto con il passato, rinunciando, forse (ma mai del tutto) a quell'immagine caratterizzata dall'aplomb vagamente algido. Mercedes in questo preciso momento rinunciò all’austerità che l’ha resa celebre, ma non smettendo, mai, di essere un brand capace di innovare tanto sé stesso quanto l’intero mercato automotive.

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