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27 May 2020 | di Marco Di Pietro

Dipartimenti storici delle Case Auto: riprendono le attività

La quarta diretta Facebook di #insiemeperilclassico ha riunito tre responsabili delle più importanti emanazioni storiche delle marche italiane: Roberto Giolito, capo della divisione Heritage di FCA, Luigino Barp di Ferrari Classiche e Paolo Gabrielli, direttore Aftersales di Lamborghini, da cui dipendono le attività del Polo Storico.

Con il coordinamento del vice-direttore di Ruoteclassiche Carlo Di Giusto, il 26 maggio alle 18.00 si è tenuta la quarta diretta Facebook di #insiemeperilclassico, l’iniziativa della nostra rivista che ha l’obiettivo di diventare una piattaforma di condivisione di intenti, iniziative e idee per rimettere in moto l’economia del settore dei veicoli da collezione. Dopo le dirette precedenti dedicate alla ripartenza degli eventi fieristici, alla riapertura dei musei dell’auto e all’aggiornamento dei calendari delle attività sportive , è stata l’occasione di fare il punto sui dipartimenti heritage delle Case automobilistiche. Hanno partecipato Roberto Giolito (FCA Heritage), Luigino Barp (Ferrari Classiche) e Paolo Gabrielli (Polo Storico Lamborghini).

Lockdown: chiusi, ma sempre attivi. La crisi pandemica ha portato alla chiusura delle attività lavorative, cogliendo tutti proprio nella fase di preparazione alla più intensa stagione delle storiche, come ha sottolineato Roberto Giolito: “quando fervevano i lavori in vista della Mille Miglia e della fiera di Essen. Per fortuna siamo riusciti a partecipare ad Automotoretrò a Torino e a Retromobile a Parigi, in un’annata importante perché ricadono i 110 anni del marchio Alfa Romeo. La ripartenza è stata lenta, come un vecchio diesel a precamera: proprio oggi abbiamo completato il restauro della prima vettura dopo lo stop forzato”. Ferrari Classiche è stato l’ultimo reparto di Maranello a chiudere i battenti e il primo a riaprire: “Abbiamo spazi grandi, adatti al distanziamento sociale imposto dalle normative – ha spiegato Barp – ora stiamo recuperando il ritardo accumulato sulla tabella di marcia d’avvicinamento a Pebble Beach e a Villa d’Este. I clienti fremono per tornare a guidare le loro auto. Il 2020 è, tra l’altro, l’anno del lancio di una nuova iniziativa importante: i corsi di guida per Ferrari Storiche. Senza dimenticare che buona parte degli eventi saltati si concentreranno a settembre e a ottobre: ci sarà da correre!”.

Due settimane di lavoro virtuale. Per il Polo Storico Lamborghini la forzata inattività è stata combattuta incrementando i contatti virtuali con i clienti, all’insegna dello “stay in touch”. Paolo Gabrielli: “li abbiamo sentiti in video-conferenza, mostrando loro le ultime foto dell’avanzamento lavori nei restauri, per frenare la loro impazienza. La ripartenza è difficile, perché l’attività di officina e carrozzeria prevede un lavoro manuale di squadra, che mal si concilia con il distanziamento sociale”.

Le conseguenze del Covid-19. Il comparto delle storiche produce un fatturato annuo di 2 miliardi di euro: occorrono nuove regole per conciliare le esigenze della moderna mobilità con un settore che deve continuare a prosperare perché è parte integrante della passione degli italiani, come ha sottolineato Giolito. Ma lo stop non ha certo frenato questa passione, ha spiegato Barp: “anzi, l’ha scatenata. La voglia di possedere un pezzo d’arte in movimento è cresciuta. Vedersi espropriare di una parte della vita non ha fatto altro che scatenare una reazione opposta: la voglia di vivere”. Il marchio Lamborghini ha spopolato sui social nel periodo del lockdown. “Si affacciano clienti sempre più giovani al mondo delle Lamborghini d’epoca – ha notato Gabrielli – perché i giovani cercano sensazioni forti e differenti da quelle che danno le supercar moderne. Non ci saranno conseguenze al mercato, perché l’auto da collezione è un bene rifugio e investire nel bello è duraturo nel tempo e permette anche di alimentare la passione”.

Dalle storiche alle moderne. Se molti collezionisti di Ferrari d’epoca sono anche affezionati clienti di Ferrari moderne, per Lamborghini, una Casa con una storia più recente, è tutto diverso. Gabrileii ha spiegato: “fino a qualche anno fa, il collezionista di Lamborghini d’epoca non era acquirente della gamma attuale: ha conosciuto i pregi del marchio attraverso i modelli storici, e poi è giunto al prodotto moderno. L’età media dei collezionisti Lamborghini è decisamente bassa”.

Lavori di aggiornamento all’Heritage Hub. Gli spettatori della diretta web hanno chiesto a Roberto Giolito quando sarà la riapertura dell’hub di Mirafiori. “Avverrà probabilmente nel 2021, perché stiamo effettuando importanti lavori di aggiornamento e miglioramento degli spazi espositivi. La filosofia della struttura accontenta tutte le tipologie di visitatore: dall’appassionato di utilitarie al fan delle grandi corse su strada, che hanno visto i marchi di FCA dominare per decenni nei rally e l’Heritage Hub comprende tutte le vetture che hanno scritto la storia”.

Qualità nelle certificazioni. FCA, Ferrari e Lamborghini puntano molto sulle certificazioni. Per FCA è un’attività inaugurata nel 2015 con il marchio Abarth e poi estesa progressivamente agli altri marchi italiani del Gruppo. Per Ferrari la certificazione è il percorso più rigoroso e complesso che possa esistere nel mondo delle auto storiche. Si avvale dell’immenso archivio di Maranello, che raccoglie dati e informazioni di tutte le vetture prodotte. Ci sono tre tipi di certificazioni: quelle per le vetture totalmente originali, quelle per le vetture da corsa, e quelle per vetture di qualità media le cui caratteristiche di conservazione non sono all’altezza di poter raggiungere la massima classificazione. Per Lamborghini, il Polo Storico ha sposato il concetto di innovazione. Un sistema di identificazione di ogni particolare che compone l’auto è contrassegnato in maniera invisibile e riconoscibile soltanto attraverso la app Lamborghini Unica nella sezione dedicata alla certificazione storica. Questa metodologia di derivazione tecnologica militare è anche un efficacissimo sistema anticontraffazione.

Restaurare gioielli, un’esperienza unica. Sono tanti gli aneddoti che i protagonisti di questa diretta Facebook hanno da raccontare, come richiesto dagli spettatori della diretta Facebook. Giolito, per esempio, ha ricordato quanto paradossalmente sia stato difficile restaurare alla perfezione un’Autobianchi Giardiniera, con l’estenuante ricerca dei cerchioni d’origine, differenti da quelli della classifica Fiat 500. Più difficile che ricostruire un motore di una Lancia Delta S4! Barp ha ricordato le emozioni di collaudare una Ferrari 312 P sul circuito di Fiorano, con il telaio nudo, privo di cofani e portiere, nella fase di svezzamento della meccanica, e poi di guidare la stessa vettura a oltre 200 all’ora sulle strade della California, con i motociclisti della Polizia Stradale come scorta, che lo incitavano a correre di più. Gabrielli ha ricordato gli sforzi di un collezionista giapponese alla spasmodica ricerca di una Countach “Periscopio” (i primi 110, rarissimi, esemplari). Quando finalmente ne ha scovata una nel classico pagliaio, tutta da restaurare, ha convocato per una expertise gli esperti del Polo Storico, che hanno sentenziato che il periscopio non era originale, e andava tolto durante il restauro. Però il collezionista è stato ugualmente molto fortunato: si tratta dell’unico esemplare destinato alle prove per sondare la vendita negli Usa, con carrozzeria tutta in acciaio anziché in alluminio e vetroresina, per resistere alle prove d’urto della legislazione americana. Non avendo superato i test, questo esemplare era stato ricondizionato in fabbrica e poi venduto normalmente a un cliente. Erano tempi duri alla Lamborghini degli anni Settanta…

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