Auto
21 November 2020 | di Paolo Sormani

E io mi faccio una Moretti!

Per distinguersi dalle Fiat 850 Coupé parcheggiate davanti al bar senza tradire il “made in Torino”, si poteva ordinare una Moretti Sportiva SS. Stile italiano a tutta birra per una due posti (poi quattro) da neanche un litro, disponibile in versione Coupé e Trasformabile.

La Sportiva SS della Carrozzeria Moretti racchiude tutto il bello della produzione sportiva “media” italiana. Primo: è disegnata per distinguersi e costruita con cura. Secondo: non si dev’essere necessariamente ricchi per sfoggiarne una, anche rischiando di pagare una Fiat al prezzo di un’Alfa. Perché (ecco il terzo motivo) in caso di guasto meccanico, basta appoggiarsi all’officina Fiat più vicina, visto che la SS è realizzata sull’autotelaio della 850 Coupé. La Sportiva viene presentata nel 1967 ed è uno degli ultimi esempi di auto pensata per una clientela abituata alla personalizzazione. Ha del senso: e difatti il costruttore torinese la propone infatti sia in allestimento Coupé, sia Trasformabile con tettuccio in tela. In più, si possono ordinare à la carte i colori e i tessuti degli interni, più certe sciccherie come gli alzavetro elettrici, la tinta metallizzata o i cerchi a raggi Borrani. I clienti più sportivi possono spingersi anche a gonfiare il motore da 850 a 1000.

Vetture coi baffi. Giovanni Moretti intraprende la sua avventura tutta torinese nel 1926, giusto un paio di chilometri a nord di Mirafiori. Comincia con le moto e i motocarri, ai quali seguono le motoleggere sportive con telaio in lamiera stampata. All’ombra della Fiat, le auto non possono tardare: a metà anni Trenta ecco la Moretti 500, una piccola torpedo a tre posti a trazione posteriore. Gli anni Cinquanta e l’invasione delle utilitarie torinesi inducono l’azienda a lasciar perdere le vetture progettate e costruite in casa, per offrire ciò di cui la produzione di serie è intrinsecamente incapace: la distinzione. Negli anni Sessanta la Moretti allestisce una serie di modelli personalizzati sulle varie Fiat, Alfa Romeo e persino Maserati, grazie alla collaborazione di Giovanni Michelotti. Quando nasce la Sportiva SS, la Moretti è diventata un’azienda di medie dimensioni, con 145 dipendenti e capace di sfornare 1.500 auto all’anno. Una realtà di tutto rispetto.

Un litro di stile. La Sportiva è una “tutta dietro”, con il 4 cilindri in linea longitudinale da 843 cc e la trazione posteriori. Niente di clamoroso, ma i 150 orari li prende. A confermare il fregio SS, le sospensioni indipendenti e i freni a disco anteriori. All’inizio è venduta in allestimento S2, cioè due posti secchi, che diventano 2+2 quando la clientela risente dell’esiguità dello spazio nell’abitacolo. Sempre per la stessa ragione, sulla S2 la ruota di scorta è collocata nel vano anteriore, per lasciare lo spazio a un minimo di bagagliaio tra i sedili e il motore. Per le finiture e i gruppi ottici, Moretti sfrutta un minimo di componentistica Fiat originale, per il resto è tutto su misura. Il prezzo base di 1.095.000 lire (centomila più di una 850 Coupé, trentamila più della berlina 124) lievita proporzionalmente al grado di allestimento desiderato, fino a lambire i due milioni. Ciò spiega perché se ne costruiscono appena trecento esemplari, contro circa trecentomila tra Fiat 850 Coupé e Sport Coupé. La S2 e la S4 ne seguono la sorte quando sono pensionate nello stesso anno, il 1971. La Moretti la segue nel 1989 dopo averci lasciato, fra le altre, la Panda Rock.

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