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Fiat Panda 4×4 Country Club, la scatola dei sogni

Antonio Erario, un nostro affezionato lettore, ha voluto condividere con noi una bella storia: quella della Fiat Panda 4×4 appartenuta a suo padre. L’auto, rimasta in famiglia per oltre 15 anni, è stata poi venduta. Ma, come si suol dire, a volte ritornano…

Antonio Erario è un grande appassionato di auto italiane e, tra le altre cose, è anche l’organizzatore del “Raduno di Stile”, il meeting informale in cui si ritrova buona parte degli addetti ai lavori del settore automotive di Torino e dintorni.
Per Antonio, la Fiat Panda è una parte essenziale della sua vita: “Nel 1980 avevo 6 anni, girovagando in bicicletta avvistai una nuova vettura parcheggiata in piazza Umberto I a Cancellara (PZ), era una Panda 45 Bianco Corfù. Era appena uscita, la osservai a lungo, studiandola approfonditamente ma, tutte le volte, ritornavo a guardarla per scoprirne nuovi dettagli e segreti”.
Antonio prosegue: “Con la Panda ho scoperto chi era Giorgetto Giugiaro e sognai di diventare, da grande, un designer come lui e… di avere, magari, una Panda tutta mia. Nel 1993, quando ero neopatentato in famiglia arrivò finalmente una 4×4 Country Club. La usavo in paese e quanto mi piaceva girarci! Era semplice, facile da usare e bella da guidare. Ma non era la mia, apparteneva a mio padre”.
Nel 1998 Antonio ha coronato il primo di due grandi sogni: lavorare per l’Italdesign, l’azienda di quel “tale” Giorgetto Giugiaro che tanto l’aveva ispirato nella scelta del suo excursus professionale.
 Nel 2016, Antonio ha coronato anche il secondo sogno, regalandosi una bellissima Fiat Panda 30 in color Avorio Senegal (vettura Asi Targa Oro) che custodisce gelosamente: “Per me la Panda non è solo un’auto, è un contenitore di emozioni”.

C’era una volta una Panda. Ma torniamo al 1993, quando la famiglia Erario si allargò con l’arrivo della Panda 4×4, consegnata nel mese di marzo: “Dopo un intenso periodo di nevicate, in famiglia si decise di acquistare una Panda 4×4 come seconda auto. La nostra era una ‘Country Club’ completa di optional quali orologio, gancio traino, mozzi posteriori a ruota libera ‘KIK’, autoradio”.
Il colore, Grigio Ardesia, era stato scelto dalla mamma che tra l’altro era anche l’intestataria ma la guidava papà Angelo, perché lei non aveva la patente. Antonio continua l’emozionante racconto: “Con quest’auto iniziavano tante avventure, per me e mio fratello Rocco la Panda fu una palestra. Scorribande con gli amici nel fango, nella neve, nella sabbia. Insomma, una vita intensa per la nostra Country Club che, oltretutto, svolgeva egregiamente il suo dovere accompagnando papà al lavoro per oltre dieci anni, fino alla pensione”.
Anni dopo, nel 2009, credendola un po’ stanca, il signor Erario cambiò la 4×4 con un’altra, più recente, del 1997. La seconda Country Club, seppur in buone condizioni, non soddisfò a pieno le richieste di Angelo, che non perdeva occasione per rimpiangere “la Panda di prima”.

Non è la stessa cosa. Antonio ci confida: “Devo essere sincero, mi sono sentito in colpa perché l’artefice della vendita fui io… Passano gli anni e la Country Club del ‘93 ritornava puntualmente nei ricordi e nelle discussioni estive della famiglia in occasione delle vacanze”. Angelo era solito esclamare: “la Panda che avevamo prima andava meglio”. Frase pronunciata più per nostalgia che per altro. “Ad onor del vero, la nostra Panda 4×4 del ’93, rispetto alla Country Club del ’97, era effettivamente più brillante, sia nel motore che nelle cambiate” puntualizza Antonio.

Missione Panda 4×4. Durante il lockdown, Antonio e suo fratello, dopo aver discusso un po’, convennero sull’idea di riportare a casa la Panda 4×4 Country Club, proprio quella appartenuta a loro padre. “Proviamo? Ok, dai proviamo! Ho effettuato una visura al PRA per accertarmi che se fosse ancora circolante e tentare così di recuperarla. Fortunatamente era ancora in servizio, si trovava in provincia di Salerno”. Antonio e suo fratello Rocco si accordarono per portare a termine la missione: una volta a Cancellara per le vacanze estive, avrebbero fatto un giro a Salerno nel tentativo di riportare a casa la famigerata Country Club.
“Trovammo il numero del nuovo proprietario ma il telefono squillava senza risposta. Partimmo comunque, di buon’ora e dopo 100 km arrivammo a destinazione. Tra varie peripezie avvistammo la Panda parcheggiata sotto un albero”. E qui viene il bello, racconta Antonio: “Presi dall’entusiasmo suonammo il campanello, tentando di spiegare alla signora che eravamo i vecchi proprietari della vettura ma la donna, con fare molto agitato, non volle sentire ragioni. Ci mandò via”. I due fratelli, non si persero d’animo e provarono nuovamente a rintracciare il nuovo proprietario tramite un suo conoscente. “Intorno alle 13.30 vedemmo arrivare la Panda con una 500X ‘di scorta’, erano padre e figlio e volevano assicurarsi della nostra identità dato che qualche mese prima avevano subito una rapina in casa. Comprendemmo subito la reazione della signora e palesammo le nostre buone intenzioni chiarendo che, se fossero stati interessati a venderla, noi l’avremmo comprata per fare una sorpresa a papà”. L’attuale proprietario, serafico, rispose con un secco “No”. Gli lasciammo un biglietto da visita con il numero di telefono dicendo che se avesse cambiato idea noi saremmo rimasti in Basilicata per una settimana. Dopo cinque giorni squillò il telefono: “Ragazzi se volete la Panda, ve la vendo”.

La grande sorpresa. Antonio e Rocco ne parlarono con la mamma, che immediatamente sposò il loro entusiasmo: “Ripartimmo tutti e tre per la provincia di Salerno, intestando la Panda alla sua legittima proprietaria, come in origine. Il viaggio filò liscio, giusto il tempo di una lavata alla Panda e via, alla volta di Cancellara dove papà ci aspettava per il pranzo, naturalmente ignaro di tutto”. Rocco, con una scusa, spostò la Panda 4×4 del 1997 e Antonio arrivò strombazzando con la tanto agognata Country Club del’93.
Angelo sentendo il baccano accorse a vedere cosa stesse accadendo, appena la vide apparve visibilmente emozionato: “Girava intorno come un bambino l’ accarezzava e batteva sulla carrozzeria come una pacca sulle spalle ad un vecchio amico che non vedeva da tanto tempo. Infatti erano passati 11 anni”.
Antonio puntualizza: “Dopo tutto questo tempo la vernice era un po’ sbiadita e, con 178.000 km all’attivo, i sedili erano stati sostituiti con altri di una serie successiva. Mancavano l’inclinometro e diversi altri pezzi. Anche la moquette non era la sua, ma fortunatamente aveva ancora le sue chiavi originali”. Antonio, che nelle cose che fa ci mette il cuore, promise al padre che avrebbe riportato la loro beniamina alle condizioni del 1993, quando la ritirarono da nuova.
Antonio prosegue il suo racconto: “Mentre l’auto era in carrozzeria per una rinfrescata, ho ritrovato tutte le parti mancanti, la selleria originale completa, la moquette blu, l’orologio, persino la radio con frontalino (Sony XR-C500 RDS) e gli altoparlanti Fiat che avevamo montato negli anni 90. Ad agosto 2021, dopo circa un anno di fermo, la nostra Panda 4×4 è tornata la sua configurazione d’origine. In forma smagliante, ha ripreso a pieno titolo il suo posto in famiglia”.
La Panda 4×4 Country Club tornava ad essere “La Panda di prima… quella che andava meglio!”
E la seconda Panda? Lieto fine anche per lei che, dal mese di Luglio, fa la felicità di un altro appassionato.

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