Auto
03 luglio 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Fiat Ritmo, una passione senza frontiere

Ariel Omar Costa, argentino nato da genitori italiani, nel 2015 si è regalato una Fiat Ritmo molto particolare. Ci racconta le origini della sua passione e il rapporto che lo lega al Fiat Ritmo Club Italia.

"Dalle mie parti la Ritmo non è mai stata un'automobile molto diffusa", racconta. "Iniziai a vederne con una certa frequenza quando mi trasferii in Italia, nel 1991. Avevo un vicino di casa con una 60 CL a tre porte color arancio Messico". L'auto, del 1980, non era esattamente ben tenuta. "Era tutta scolorita dal sole", ricorda Ariel, "coi sedili consumati. Dov'era impeccabile? Nella meccanica: il proprietario continuava a dirmi che non aveva mai avuto in famiglia un'auto così affidabile".

Passione innanzitutto. Ariel, nel frattempo, prende la patente e inizia a dare sfogo alla sua passione per le quattro ruote. "Mi accorsi presto che non ero affatto attratto dai nuovi modelli: mi piacevano le macchine delle generazioni passate, le storiche", spiega. "Auto che adesso sono pezzi da collezionare gelosamente, ma all'epoca si trovavano facilmente e a prezzi molto competitivi sul mercato dell'usato".

A caccia di Ritmo. Fu così che si regalò il suo primo "ferro vecchio", una Fiat 124 Sport Coupé del 1971. "Era fantastica e ne conservo un ricordo affettuoso", afferma, "con lei ho iniziato a fare i primi raduni e a scoprire un mondo che prima conoscevo solo superficialmente". Il doppio filo che lo lega alla Ritmo, invece, si rinsalda tre anni fa. "Ricevo una telefonata", racconta. "Avevo messo in giro la voce che cercavo una Ritmo, così un mio vecchio compagno di scuola mi mise in contatto col proprietario di due Ritmo Cabrio. Una delle due, una Leader (un'edizione limitata, 250 esemplari), era in vendita".

Il consiglio del presidente. Ad Ariel non sembra vero. "Andai a vedere la macchina con un amico esperto, che mi consigliò di rivolgermi al Fiat Ritmo Club Italia per fugare ogni dubbio sull'originalità della vettura. Fu così che conobbi Marco Reggio, il presidente del sodalizio". Ariel e Marco si conoscono per telefono, per una prima consulenza. "Mi disse che sarebbe stato un peccato lasciarsela scappare", dice Ariel, "così non stetti più a pensarci e decisi di acquistarla". Da allora Ariel ha preso a partecipare ai raduni con maggior frequenza. "Ho avuto modo di conoscere tanti amici con la stessa passione", spiega. "Sono convinto che la condivisione sia tutto. Il poter parlare, confrontarsi e trascorrere il tempo libero insieme, e in compagnia delle nostre auto, non ha prezzo".

Festa di compleanno. A partire dal 2016 le conversazioni con Marco Reggio si fanno più intense: c'è da pianificare il raduno dei quarant'anni nel 2018. Il risultato incredibile dei loro sforzi è stata la festa andata in scena a Torino nel weekend del 15, 16 e 17 giugno scorsi, che ha visto la partecipazione di circa 70 vetture da tutta Europa. "Sono stati momenti molto intensi", conclude Ariel. "Tre giorni che porterò sempre nel cuore".

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