Moto
13 giugno 2006 | di Redazione Ruoteclassiche

IL MOTO PERPETUO

Da un secolo non si ferma mai, pur restando sempre fedele alla formula originaria: motore bicilindrico a V di 45°, potenza modesta e impostazione adatta ai lunghi viaggi. Dalle origini in una baracca del Wisconsin a fenomeno di costume, col maggior numero di imitazioni.

Non c'è niente da fare: l'Harley è unica. Per il suo aspetto e, specialmente, per la sua inconfondibile "voce". La prima motocicletta con questo marchio fu costruita a Milwaukee (Wisconsin) nel 1903 da William Harley e Arthur Davidson in una baracca di 12 metri quadrati.

Il 17 settembre 1907 fu fondata la Harley-Davidson Motor Company e nello stesso anno William Harley disegna un bicilindrico a V di 45° non certo rivoluzionario, ma robusto e affidabile, caratterizzato da un funzionamento "zoppicante" e da un tipico suono che ancora oggi contraddistingue i motori "Harley". Trasferitasi in uno stabilimento da 27.000 metri quadrati, grazie alla ingenti forniture per l'esercito l'Harley-Davidson, seconda solo alla Indian, prospera. Negli anni 20 la sorpassa e diventa la prima fabbrica motociclistica del mondo.

Nel 1928 viene presentato il nuovo motore "Flathead" a valvole laterali di 737 cm³, poi proposto nella cilindrata 1200 cm3 (1932) e 1340 (1935). Lo affianca nel '36 il motore "Knucklehead" a valvole in testa con cilindrata di 1000 cm3. Tra il '41 e il '45 la versione militare, la "45 WLA" è prodotta in 88.000 esemplari. Per affrontare la concorrenza delle moderne ed economiche moto inglesi, arriva nel '48 il motore "Panhead" di 1000 cm3, con testate in alluminio e punterie idrauliche. Nel '57 nasce la mitica "Sportster", agile ed economica, con motore di 883 cm³ da 40 CV, e nel '57 la "Electra Glide", entrambe ancora oggi a catalogo.

Gli anni 70 sono i più duri a causa della concorrenza giapponese. Dal 1981 i vertici della Casa puntano su un'immagine di prodotto molto esclusivo e sulla continuità dell'estetica. Nel 1983 viene presentato il nuovo motore in lega leggera "Blockhead". Tutti i problemi dei vecchi motori vengono risolti, ma la concezione di base rimane inalterata: V di 45°, cambio separato, carter secco e funzionamento "zoppicante". Oggi il motore è il "Twin Cam 88B" di 1450 cm³ a iniezione ma, a guardarlo da fuori, sembra lo stesso di sempre.

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