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James Dean e la Porsche 550 Spyder, il fascino macabro della “Piccola Bastarda”

Bella e dannata, proprio come lui, James Dean. Sessantacinque anni fa, il divo simbolo della “gioventù bruciata” perdeva la vita a bordo della sua Porsche 550 RS Spyder. La “Piccola Bastarda” lo accompagnò nell’ultimo giorno di un’esistenza breve ma intensissima, vissuta all’insegna della sregolatezza e della velocità.

Il 30 settembre 1955, James Dean Percorreva la Route 466 nella contea di Cholame, in California. Nei pressi di un incrocio, lo schianto fatale contro una Ford Custom Tudor. Negli anni 50 la sicurezza non è nemmeno un optional, ma un concetto metafisico. Non c’è niente da fare per il divo 24 enne. Con James, il suo meccanico Rolf Wütherich, che uscì un po’ malconcio dai rottami della Little Bastard, ma sopravvisse.

Quel maledetto pomeriggio. La 550 Spyder dell’incidente usciva dalla Competition Motors dopo una preparazione sportiva in vista della gara a Salinas in programma il 1 ottobre. L’idea era quella di provare la vettura e farle fare un po’ di rodaggio. A scorta della “Little Bastard” la Ford Country Squire con il fotografo Sanford Roth e lo stuntman Bill Hickman. Sono le 15.30 e Dean è alla guida diretto a Ovest, al suo fianco l’amico meccanico Rolf. In direzione opposta, una Ford Custom Tudor guidata da Donald Gene Turnupseed. Un coetaneo di James praticamente, 23 anni. Stando alle ricostruzioni Turnspeed imboccò la Route 41 immettendosi nella corsia di Dean. Mossa azzardata di Donald? Imprudenza di James? Forse entrambe.  Le due auto si scontrarono e il resto della storia è tristemente noto.

La piccola bastarda. La Porsche 550 Spyder è stata prodotta tra tra il 1953 e il 1956. La “Piccola Bastarda” di James Dean rientrava nel lotto dei primi 90  esemplari costruiti (telaio 550-0055). Dean era un patito dei modelli Porsche e dopo le riprese de “Il Gigante” scambiò la sua 356 Super Speedster con questa 550 Spyder, nuova di pacca. Il 21 settembre 1955, l’attore si iscrisse alla Salinas Road Race, un evento in programma tra l’1 e il 2 ottobre di 65 anni fa. Per questo motivo, James Dean fece dipingere il numero di gara 130 su porte e cofani. Al verniciatore Dean Jeffries venne chiesto di aggiungere anche il soprannome della vettura “Little Bastard” alle bandelle rosse sulla coda. Queste arrivavano direttamente da Stoccarda, all’epoca era consuetudine applicarle sulle Spyder durante le gare di resistenza su lunga distanza, per una migliore visibilità.

Voglia di correre. Ma facciamo un passo indietro per capire se questa “piccola” fosse così “bastarda” come si diceva. Nel 1951, Ferry Porsche decise di mettere in produzione un’auto pensata per l’uso agonistico. La 550 Spyder rappresentava un ulteriore evoluzione dei prototipi Porsche 356 con carrozzeria spider da corsa realizzati Walter Glöckler. La Porsche 550 Spyder debuttava al Salone dell’auto di Parigi del 1953. La linea non lasciava dubbi: bassa e compatta evocava subito velocità e leggerezza. A testimonianza di ciò, nel 1954 il pilota Hans Herrmann sfrecciò senza problemi sotto le sbarre chiuse di un passaggio a livello durante la Mille Miglia… La “Typ 550/550 A” era spinta da un 4 cilindri boxer raffreddato ad aria noto come “Motore Fuhrmann ” (tipo 547) dotato di doppi alberi a camme in testa con 2 valvole per cilindro. Il propulsore era dotato di due carburatori a 2 carburatori Solex tipo PJJJ a doppia accensione. Nella sua prima versione il propulsore erogava 108 CV a 6200 giri.

L’ infausta premonizione. Nell’ottica di una miglior maneggevolezza, la 550 è stata la prima Porsche stradale con il motore centrale. Ferdinand Porsche, pioniere di questo schema riprese il concetto dalle Auto Union da corsa degli anni ’30. La disposizione del motore si traduceva in un comportamento stradale neutro, ma il basso coefficiente del momento d’inerzia della massa intorno all’asse verticale del veicolo poteva portare ad una rotazione improvvisa che rendeva difficile il controllo della vettura. La prima 550 aveva un cambio a 4 marce sincronizzate. Dal 1956, venne utilizzato un cambio a cinque marce, con la prima non sincronizzata e la retromarcia solo per le manovre e la partenza.  doveva essere posizionata sopra una barriera e non sincronizzata. La trasmissione prevedeva anche un differenziale autobloccante. La Porsche 550 era un’auto impegnativa da portare al limite, l’attore inglese Alec Guinness la riteneva troppo pericolosa. Si narra che Guinness disse a James Dean: “Se la guidi ti ci troveranno morto nel giro di una settimana“. Un avviso che oggi suona tanto macabro quanto veritiero.

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