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04 dicembre 2018 | di Luca Pezzoni

Knight Frank: L’auto d’epoca? Buon investimento

I dati aggiornati ai primi otto mesi del 2018 elaborati da Knight Frank vedono quotazioni delle auto classiche salire del 6% al terzo gradino del podio. La supremazia Ferrari e le tendenze di un mercato per ora più favorevole a chi compra che a chi vende.

Nascosti nelle pieghe di un report dedicato ai concorsi d'eleganza, i dati elaborati da Knigh Frank per monitorare le performance dei beni da collezione confermano la leadership dell'arte, con valori medi cresciuti del 25% nei primi otto mesi del 2018, seguita a lunga distanza dai vini da collezione che, con un +7%, precedono di un soffio le auto classiche che registrano un più 6%.

Secondo quadrimestre. I numeri come sempre non dicono tutto ma vanno interpretati e, secondo gli autori del report, il mercato viaggia a due velocità con alcune auto che raggiungono picchi record alle aste o in vendite private, vedi il caso della Ferrari 250 GTO passata di mano privatamentea oltre 70 milioni di dollari piuttosto che la Maserati Spyder del 1955, con il Tridente che ha superato la barriera dei 5 milioni per la prima volta.

Passi Falsi. In un mercato che cresce ci sonostati altri affari importanti come la Aston martin DB4 GT Zagato che ha superato i 10 milioni di sterline a Goodwood. Ma la realtà è che ci sono stati anche alcuni passi falsi, vedi la Lamborghini Miura appartenuta a Rod Stewart (di cui avevamo scritto qui) che è rimasta invenduta come la Aston DB4GT appartenuta all'attore Peter Sellers. Per usare le parole di Dietrich Hatlapa di HAGI contenute nel report, "la crescita del 6% non fa presagire un boom delle quotazioni come accaduto negli anni passati, e che aveva regalato per molti anni il primato alla categoria delle auto, ma piuttosto un consolidamento del mercato, che si conferma favorevole in generale a chi compra che a chi vende". Detto questo fermarsi ai dati di pochi mesi, quasi in ottica speculativa o da trader, sarebbe miope.

Prospettive e primati indiscutibili. Perché è vero, allungando la prospettiva temporale e ragionando in ottica da investimento sul medio o lungo periodo, che la classifica cambia e si ribalta nelle prime posizioni con le auto che stravincono senza troppe discussioni. Sui cinque anni sono a +81% e staccano il vino, fermo a 59% di crescita e l'arte, ancorata al 40%. Mentre su base decennale le auto classiche che arrivano al 289% di crescita staccano di oltre 100 punti percentuali le monete, piazzate al secondo posto con il 182%. Dati che fanno riflettere, non solo nella comparazione del Knight Frank index che riguarda assett class da collezione, tradotto in investimenti per ricchi o detentori di grandi patrimoni, ma anche confrontando l'andamento dell'indice riguardante le auto con altri indici tradizionali di tipo più finanziario: il grafico su base decennale dice che anche qui confrontando le auto con indice Standard and Poor 500, oro o case di lusso a New York il migliore investimento negli ultimi anni è stato di gran lunga quello a quattro ruote.

Marchi e modelli. Entrando nello specifico dei marchi e dei modelli, le elaborazioni di Knight Frank basate su dati Hagerty regalano altre informazioni importanti. Ad esempio la supremazia assoluta del Cavallinoquando si parla di grandi valori: il 58% delle auto vendute in asta sopra i 5 milioni di dollari sono Ferrari. La Casa di Maranello è seguita a grande distanzada Mercedes, Bugatti, Porsche, Alfa Romeo, Aston martin e McLaren. Mentre tra agosto 2017 e agosto 2018 i prezzi delle Ferrari hanno subito un incremento del 9,5%, quelli delle Mercedes hanno fatto segnare un +3,3%. Porsche al terzo gradino del podioè invecein leggero calo con un -1,3%. Ma quali sono le tipologie di auto che "tirano di più"? Tra le auto più richieste sul mercato americano pick up, trucks o jeep come il Ford Bronco molto amati dai giovani la fanno da padrona e occupano le prime posizioni tutte in crescita, mentre modelli più classici e vicini ai gusti dei più anziani come la Chevrolet Bel Air o la Pontiac GTO restano al palo. Sorprende anche che in questa classifica sia relegata in posizioni da zona salvezza pure la Porsche 911.

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