La Panda Integral-e di Garage Italia - Ruoteclassiche
Auto
12 April 2021 | di Paolo Sormani

La Panda Integral-e di Garage Italia

La serie Icon-e dell’atelier milanese si rinnova con la Integral-e, la Panda 4x4 con doppio motore elettrico italiano Newtron. Teoricamente inarrestabile!

Ormai mancava solo un Pandino che riunisse le tendenze dominanti degli ultimi tempi: la trazione integrale, l’elettrificazione e… la Panda, naturalmente. Garage Italia corona la sua personalissima serie continuation dell’utilitaria Fiat con la Integral-e, che segue (conclude?) un quintetto di Panda elettriche strepitose come le Panderis, Pandoro, Pandina Jones, 00 Panda e Pand’Art, realizzata in un gioco a due con il parigino Arthur Kar del marchio L’Art de l’Automobile. A sua volta, il restomod elettrico della serie Icon-e si aggiunge alla vecchia-Nuova 500, la Fiat Muson-e, la 500 Jolly e la Duetto Spider rimasta, per ora, solo allo stato di buona idea. E chissà quale sarà la prossima vettura ad aggiungersi al progetto di rilettura in chiave eco-sostenibile dell’auto italiana.

Quattro per quattro per due. Sapete già che per la Panda la vita è ricominciata a 40 anni. Una generazione di giovani collezionisti ha riscoperto l’utilitaria che per molti è stata una palestra di guida e di vita. Soprattutto l’allestimento 4x4 ha conosciuto un vero e proprio ritorno di fiamma: da uno di questi, Garage Italia ha realizzato la Integral-e sistemando un motore elettrico su ogni asse. Batte bandiera tricolore in tutto e per tutto, visto che il propulsore è realizzto dal Newtron Group. Probabilmente sapete già che l’utilitaria si trasformò in offroad tascabile pronto-sterro grazie all’adozione del sistema di trazione integrale Steyr-Puch. Della Panda 4x4 originale, la Icon-e mantiene nulla della meccanica endotermica originale. Entrambi i motori di ciascun asse sono abbinati al riduttore/differenziale dedicato. Via il cambio a 5 marce, via l’albero di trasmissione e il differenziale posteriore. Nel vano motore, però, resta il posto per la ruota di scorta. Per gestire l’erogazione della coppia possono essere selezionate due modalità di guida, Eco e Sport. La prima privilegia la trazione sull’asse anteriore con ripartizione 80-20%. Per divertirsi in fuoristrada basta premere il pulsante Sport e… giù il gettone! La trazione integrale diventa classica sui due assi. Da vera Icon-e, la Panda Integral-e sarà accompagnata da una collezione di capi e accessori ad hoc, secondo la lezione di stile dell’Avvocato, che della Panda 4x4 fu grande e divertito sostenitore.
L'Integral-e è dotata di pneumatici estivi BFGoodrich gamma Touring e, nella versione invernale, dei Kormoran. Sono entrambi marchi del gruppo Michelin, partner di Garage Italia nel progetto Icon-e. I colori delle auto sono sviluppati insieme a R-M di Basf, con interni in Alcantara. Come per le prime 4×4 della serie, l’impianto audio è composto da quattro altoparlanti JBL Club 4020 installati all’interno dell’abitacolo, più un subwoofer JBL Basspro SL active per completare il paesaggio sonoro d'interni.

Per prima fu l’Elettra. Integrale no, ma in Italia fu proprio la Panda ad aprire ufficialmente la via alla mobilità non inquinante. Mentre la nazione, lato calcistico, impazziva per Schillaci & co. nelle notti magiche del Mondiale ’90, Fiat buttò una fiche – di omologazione – sul tappeto verde con la Elettra, il primo modello prodotto in serie da un grande Costruttore. Allestita dalla Fiat sempre in collaborazione con l’austriaca Steyr-Puch sulla versione CL di base, la Elettra fa sorridere, se vista con gli occhi di adesso. Al posto dell’efficiente Fire 750 a benzina, nel vano anteriore fu sistemato un motore elettrico a corrente continua con eccitazione in serie da 9,2 kW di potenza. L’alimentazione era fornita da 12 pesantissime batterie al piombo da 6V, due nel vano motore, le altre dieci corazzate da uno scatolone di acciaio che fungeva da base del baule. Per reggere i kg in più e la coppia immediatamente disponibile, furono rinforzati i freni e le sospensioni, maggiorati gli pneumatici. Curiosamente, il serbatoio della benzina fu mantenuto per alimentare l’impianto di riscaldamento. Anche la trasmissione mantenne il normale cambio a 4 marce di serie, con tanto di frizione. Con la tecnologia di trent’anni fa, la Elettra poteva raggiungere i 70 kmh con autonomia di 100 km su velocità di crociera a 50 kmh. La pionieristica Fiat era già dotata del dispositivo automatico di recupero dell’energia in frenata e in discesa. Nel 1992 la Panda Elettra fu aggiornata portando il motore a 17,7 kW, mentre le batterie al piombo vennero sostituite da elementi al nickel-cadmio. Era nata la Elettra 2, che resterà in produzione fino al 1998.

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