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02 June 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Lancia Flaminia 335 Presidenziale: Landaulet all’italiana

La Lancia Flaminia 335 Presidenziale venne realizzata dalla Pininfarina nel 1961 in quattro esemplari: commissionata dal Quirinale debuttò ufficialmente durante la visita della Regina Elisabetta in Italia.

La Lancia Flaminia 335 è l’elegante limousine di Stato che accompagna i Presidenti della Repubblica il giorno dell’insediamento e nelle principali parate per le grandi cerimonie di Stato. Venne realizzata dalle maestranze Pininfarina in soli quattro esemplari sull’autotelaio della Flaminia berlina a passo allungato e prevedeva un ampio tetto posteriore apribile mediante un meccanismo idraulico, con la possibilità di montare un grande tetto fisso in plexiglass trasparente. Nel 1967 le Lancia Flaminia 335 assunsero una configurazione “Landaulet” mediante una modifica della capote: la sezione dell’abitacolo destinato all’autista prevedeva il tetto fisso, con il solo vano posteriore apribile.

Modifiche sostanziali. Rispetto alla Flaminia Berlina, le Lancia Flaminia 335 avevano un peso molto più elevato (+ 600 kg) a causa dei rinforzi strutturali necessari per far fronte all’estensione del passo e della carreggiata (Le Flaminia presidenziali erano anche più larghe: 1,89 m contro 1,75) e alla mancanza del tetto. All’aggravio di peso contribuiva anche la presenza dei servomeccanismi idraulici per l’apertura e la chiusura della capote. Il numero “335” indicava la misura del passo, 335 cm (contro i 287 della Flaminia berlina) che si traduceva in una lunghezza complessiva di ben 5,46 m (+60,5cm rispetto alla berlina). Sul fronte meccanico il motore delle Flaminia 335 era il noto V6 di 2,5 litri che garantiva una velocità massima di 120 km/h. La Lancia Flaminia 335 pensata espressamente per sfilare durante le parate, prevedeva una rapportatura del cambio modificata, a garanzia della perfetta regolarità di marcia alle velocità più basse; per assicurare il funzionamento del motore in ogni occasione ed evitare ogni possibile situazione d’imbarazzo vennero aggiunte una pompa della benzina elettrica e una bobina di riserva…

Un ospite importante. Le quattro vetture vennero commissionate dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi per sostituire le anacronistiche Fiat 2800, in servizio da più da vent’anni. Immatricolate il 27 aprile 1961, fecero il loro debutto ufficiale nel maggio 1961, sfilando con grande eleganza per le vie di Roma, accompagnando la regina Elisabetta II, in occasione della sua visita ufficiale in Italia. Come tradizione dei garage del Quirinale alle vetture ufficiali venne attribuito un nome: Belfiore (telaio 813-99-1001, targa Roma 454308), Belmonte (telaio 813-99-1002, targa Roma 454306), Belvedere (telaio 813-99-1003, targa Roma 454307) e Belsito (telaio 813-99-1004, targa Roma 474229). Il presidente Gronchi in quello stesso 1961 con un decreto ufficiale, su proposta dell’allora Ministro della giustizia Guido Gonella, concesse a Battista “Pinin” di cambiare ufficialmente il suo cognome in "Pininfarina", e chissà che quell’importante commessa delle Flaminia 335 non contribuì ulteriormente al buon esito della sua richiesta…

Per le grandi occasioni. Verniciate nel caratteristico blu notte, le Lancia Flaminia presidenziali potevano vantare un corredo adeguato al ruolo di grande prestigio, con finiture preziose e ricche dotazioni di bordo come il tipico divisorio trasparente tra il compartimento per l’autista e la zona posteriore dell'abitacolo; la selleria era in in pelle Connolly nera; interfono montato posteriormente sul lato destro consentiva all’onorevole passeggero di comunicare con l'autista e infine due autoradio Voxson. Il vano posteriore prevedeva una configurazione 5 posti con l’ampio divano posteriore e due strapuntini. Dopo il 1982 le Lancia Flaminia vennero pensionate e su di loro calò l'oblio, fino a che il Presidente Carlo Azeglio Ciampi volle ripristinarle e utilizzarle negli eventi ufficiali. Due esemplari sono affidati alle costanti attenzioni delle Scuderie del Quirinale: Belfiore e Belvedere sono infatti le vetture per le “grandi occasioni” per il Capo dello Stato e le più alte cariche; la Belsito è visionabile presso il museo storico della Motorizzazione militare di Roma mentre la Belmonte, dopo un accurato restauro è esposta dal 2001 al Museo dell’Automobile di Torino.

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