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30 September 2019 | di Andrea Zaliani

Lancia Gamma Speciali, incomprese o incomprensibili?

La Gamma doveva riportare sulla breccia la Lancia. Così, vennero studiate una serie di varianti molto originali nelle linee, basate sulla meccanica dei modelli tradizionali. La loro storia, però, si limiterà alla realizzazione di prototipi unici

Presentata nel 1976, la Lancia Gamma ha il compito di insediare la vetta di un segmento parecchio competitivo, quello delle berline di alto livello, lasciato scoperto dopo l’uscita di scena (nel 1974) della 2000. Rispetto a quest’ultima e alla Flavia, sua progenitrice, la Gamma presenta un notevole cambiamento sotto il profilo estetico. L’ammodernamento stilistico porta la firma di Pininfarina, a cui è stato affidato il disegno sia della versione berlina sia della coupé. Il suo look si distingue grazie a linee capaci di trasformare in un tutt’uno l’abitacolo e la coda, accorpati a un frontale progettato secondo il nuovo canone del fast back, che comporta un’accentuata inclinazione del lunotto. Il proseguo della storia della Gamma è già stato argomento di un nostro articolo di approfondimento, pertanto ora vogliamo porre l’attenzione sullo stile adottato da delle versioni derivate. Vi avevamo già parlato dell'innovativa Lancia Megagamma: ora tocca a modelli ideati per intrigare con le loro particolari forme un vasto pubblico, rimasti però confinati nella cerchia dei prototipi mai trasformati in modelli di serie. Ci riferiamo, in particolar modo, alle Gamma Olgiata, T-Roof, Scala e 3V.

Esemplari unici. La Lancia Gamma Olgiata rappresenta un’originale station wagon, esposta per la prima volta in pubblico al Salone di Parigi del 1982. Disegnata da Pininfarina sfrutta la base meccanica della coupé seconda serie convenzionale, mossa dal propulsore di 2.5 litri da 140 cv. Le particolari forme della carrozzeria sono state pensate per esaltare l’aspetto sportiveggiante grazie a una serie di specifici dettagli come lo spoiler posteriore e i montanti neri, che si combinano sapientemente con i vetri leggermente oscurati. La porzione anteriore si contraddistingue invece per un inedito paraurti, con grandi gruppi ottici sporgenti. Altrettanto eccentrica la Gamma T-Roof, ovvero una versione “targa” della coupé. L’aspetto stilistico di maggior rilevanza, in questo caso, è rappresentato logicamente dalla modifica apportata al tetto, in quanto la restante porzione della carrozzeria rimane fedele agli stilemi convenzionali. Decisamente più sobria ed elegante la Gamma Scala, una piacevole versione berlina derivata dalla versione coupé in produzione.

L’interpretazione di Giugiaro. La Gamma 3V può essere definita come una prova di una versione a tre volumi, realizzata partendo da una Gamma berlina 2.5 I.E. del 1980. Un esercizio di stile condotto sulla falsa riga di quanto fatto in precedenza con la Beta Trevi. Anche la realizzazione in larga scala della 3V non prenderà mai il via, mentre il prototipo costruito verrà targato e utilizzato per diverso tempo da alcuni dirigenti della casa automobilistica. Dopo aver citato i progetti del famoso carrozziere torinese, non resta che ricordare la particolare interpretazione firmata da Giorgetto Giugiaro, la Lancia Megagamma: presentata al Salone di Torino del 1978, anticipa le caratteristiche delle MVP (Multi-purpose Vehicle), modelli con una configurazione a metà tra monovolume e familiare che si affermeranno sul mercato dell'auto soltanto due decenni più tardi. Giugiaro alza il tetto di 25 centimetri riuscendo, nonostante il taglio in lunghezza di circa 30 centimetri, ad aumentare lo spazio a bordo per passeggeri e bagagli: è una prima, coraggiosa esplorazione di una frontiera che, negli anni a venire, diverrà terreno di conquista per diversi costruttori automobilistici (basti pensare ai traguardi raggiunti dalla Renault Espace e dalla Fiat Multipla).

Diteci la vostra. Ora, siamo curiosi di conoscere una vostra opinione su questi originali modelli. Li ritenete dei progetti incompresi o incomprensibili? Quale vi sarebbe piaciuto, maggiormente, vedere trasformato in versione di serie? Ancora: nel più ampio discorso dei vari esercizi di stile realizzati dai vari designer nel corso degli anni, qual è il vostro prototipo preferito in assoluto?

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