Personaggi
06 July 2020 | di Paolo Sormani

Quando guidava Morricone

L’automobile ha corso sulle note del maestro Ennio Morricone in più di una colonna sonora. A volte è stata veicolo di costruzione della tensione drammatica. In “Bianco, Rosso e Verdone” ha trasportato i protagonisti nei loro episodi. E poi c’è il famoso spot per la Renault 11…

È la legge dei grandi numeri a enunciare che l’auto ha attraversato di frequente i film musicati da Ennio Morricone. Il Maestro (come lo chiamano con deferenza in tutto il mondo) si è spento a Roma all’età di 91 anni, dopo aver firmato le colonne sonore di oltre cinquecento tra film e sceneggiati televisivi. Una carriera incomparabile nata nel segno della musica d’avanguardia e premiata con l’Oscar per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, dopo vinwur nomination. Proprio nel 1962, all’inizio della sua carriera cinematografica, scrive le musiche per il film a episodi “I motorizzati”, che prende bonariamente di mira le manie dell’italiano medio in seguito al boom della motorizzazione di massa. Il geometra Mario Bianchi (Nino Manfredi) vince alla lotteria una Fiat 600, la milionesima vettura immatricolata a Roma. Lui la rifiuta raccontando attraverso cinque episodi le nevrosi e le manie che accompagnano l’acquisto della fatidica utilitaria.

Una Jaguar per Eva… Di tutto’altro stile “Diabolik”, diretto da Mario Bava nel 1968 e considerato uno dei capolavori del cinema pop italiano del decennio. Dici Diabolik e pensi alla E-Type nera, ma a tirarlo fuori dai guai è Eva Kant sulla gemella bianca. La polizia? Ginko si arrangia come può su una Citroen DS 19, gli agenti con la Fiat Campagnola… A proposito di ambientazione francese, l’auto è co-protagonista del “Clan dei Siciliani” del 1969, un capolavoro del “polar” (poliziesco-noir) francese di cui Morricone ha scritto il tema celeberrimo. Oltre alla Mercedes 250 SE di Jean Gabin, le immancabili Citroën ID e le Alfa Romeo Giulia TI 1300 verde militare della polizia. Con la partecipazione straordinaria (e rara) di una Opel Rekord Caravan. La stessa auto la incrociamo brevemente in “Milano odia: la polizia non può sparare”, il violento noir di Umberto Lenzi del 1974. Gli inseguimenti brulicano di Giulia TI della Polizia, tutte addosso alla BMW 1800 bianca di Tomas Milian. Non demolisce i limiti di velocità, ma salta letteralmente per aria la Dodge 3700 GT ministeriale di “Ogro” di Gillo Pontecorvo, per il quale Ennio Morricone aveva scritto la martellante colonna sonora di “La Battaglia di Algeri” diversi anni prima. L’esplosivo dei terroristi dell’ETA è così sovrabbondante, che la Dodge che trasporta Luis Carrero Blanco vola oltre il palazzo della strada dove salta in aria.

… e una 850 Spider per Anna. Il compositore romano ha scritto anche le musiche per il film televisivo “Tre Donne”. Un episodio è intitolato proprio “L’automobile”. Anna Magnani interpreta Contessa, un’ex prostituta che per esternare lo status sociale raggiunto si regala una… squillante Fiat 850 Spider gialla. Immancabilmente, con le gioie arrivano spesso anche le paure legate al traffico, ai furti e all’immancabile incidente. Molto più leggero il tono di “Bianco, Rosso e Verdone”, la commedia on the road del 1981 in cui Carlo Verdone decide di affiancare ai tre protagonisti altrettante auto con il tricolore del titolo: l'auto di Mimmo è una Fiat 1100 D verde, quella del pignolo Furio una Fiat 131 Mirafiori Panoramica bianca nuova di zecca. E poi c’è l’indimenticabile Alfasud 1.2 rossa di Pasquale Amitrano, progressivamente spogliata di tutto mano a mano che discende l’Italia, infine abbandonata in autostrada come un cane.

Lo spot con Sergio Leone. Verdone è stato discepolo di Sergio Leone, con il quale Ennio Morricone è stato legato da una lunga complicità professionale e grande amicizia – fin da quando si erano conosciuti sui banchi delle scuole elementari. Quando nel 1981 la Renault chiese a Sergio Leone uno spot pubblicitario per la R18 Diesel, una berlina un po’ da ragionieri. Il regista romano decide di ribaltare la situazione trasformandola in gladiatore che rompe le catene che la imprigionano nel Colosseo. Morricone riprende da par suo i classici temi da spaghetti western per uno spot diventato cult.

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