La seconda serie della Renault Clio arriva sul mercato nel 1998, con un telaio nuovo di zecca e un look caratterizzato da gruppi ottici di grandi dimensioni e interni più moderni e spaziosi. I motori inizialmente sono gli stessi, ma poi si evolvono, anche in occasione del restyling di metà carriera che vede interessati soprattutto le luci e il frontale. Le versioni speciali sono equamente distribuite tra i Paesi europei e riguardano tutte le motorizzazioni, da quelle più tranquille ed economiche alle sportive, che ormai superano i 180 CV (per non parlare della V6 con il 3.0 litri da 255 CV). Sono presenti classiche decorazioni adesive con i loghi del marchio partner e interni personalizzati con tessuti esclusivi, ma anche collaborazioni che prevedono gadget e altre che chiamano in causa dei campioni dei rally.
Sportiva “Limited”
Siamo nel 2001 e - sulla base della versione RS - Renault decide di allestire una serie speciale denominata “Limited”. Si distingue per un colore esclusivo, il verde Scarabeo metallizzato, abbinato a cerchi in lega BBS a 10 razze da 15" anch’essi specifici per il modello. Non sono presenti loghi o badge identificativi mentre all’interno, al posto dei rivestimenti di pelle e Alcantara, sono presenti sedili e pannelli porta solo di pelle, mentre sui battitacco è apposto il numero progressivo, pur non essendo chiaro il numero totale di esemplari prodotti. Per il resto, la “Limited” presentava le stesse caratteristiche di una normale RS, ovvero Abs, airbag anteriori e laterali, climatizzatore, strumentazione con quadranti bianchi, volante e cuffia rivestiti di pelle, pomello del cambio di alluminio così come la pedaliera. Unico il motore, il 2.0 litri da 172 CV per una velocità massima di 220 km/h.
A tutta musica
Nel 2000 la Clio si fregia del logo MTV. Disponibile nelle versioni a tre o cinque porte, in sette colori di cui uno esclusivo, “Steppa” e con una striscia decorativa con disegni astratti e scritta "MTV" che correva dai parafanghi alle portiere posteriori, di serie era dotata di copricerchi modello “Ursa”, oppure, in opzione, cerchi in lega modello “Etretat”. Per tutte, c’erano fendinebbia e calotte degli specchietti retrovisori in tinta con la carrozzeria, mentre all’interno rivestimenti di tessuto blu esclusivi con pannelli porta abbinati, tappetini con logo “MTV”, colore carrozzeria riportato su mascherina autoradio e griglie altoparlanti e un impianto stereo con lettore CD. Per finire, strumentazione con fondo bianco. Praticamente tutti i motori disponibili: l’1.2 da 60 CV oppure i due 1.4 (da 75 o 98 CV), mentre due erano i diesel, entrambi di 1.9 litri da 65 e 80 CV, quest’ultimo dotato di turbocompressore.
Estrema solo di nome
Nello stesso anno, esce la “Extreme”, disponibile anch’essa sia a tre o cinque porte, in dieci colori, nessuno esclusivo per la serie speciale. Ritroviamo gli stessi copricerchi usati sulla “MTV” così come i fendinebbia, gli specchietti retrovisori elettrici e riscaldati in tinta con la carrozzeria e, inoltre, le minigonne e gli stemmi apposti sulle modanature delle portiere anteriori. I cerchi in lega modello “Etretat" erano optional, mentre all’interno, rispetto all’allestimento standard “RXE” con rivestimenti di velluto Naïade blu o rosso, c’erano un lettore CD Radiosat 6000 con comandi al volante e il climatizzatore con filtro antiparticolato. La scelta dei motori era la medesima della serie “MTV”.
Non regala la Playstation
Nonostante il nome dedicato alla Playstation 2, l’omonima versione speciale della Renault Clio non offre in regalo la console (come ci si potrebbe aspettare), ma solo un equipaggiamento speciale. Sono addirittura 12 i colori disponibili per la carrozzeria, nessuno distintivo, ritornano i copricerchi modello "Ursa" da 14" (con i cerchi in lega optional), i paraurti in tinta con la carrozzeria e i fendinebbia, mentre il logo è posizionato sul portellone posteriore. Più caratterizzato l’abitacolo, con sedili sportivi modello "Mossa", inserti di alluminio sulla plancia e sul contorno degli strumenti, e un’autoradio con lettore CD. Tre i motori disponibili: l’1.2 benzina da 75 CV e l’1.5 dCi a gasolio in due livelli di potenza, 65 e 80 CV.
Firmata Ragnotti
Il famoso campione di rally Jean Ragnotti, “mago” della R5 Turbo, dà il nome a questa versione speciale del 2002, prodotta in 3.000 esemplari. Il colore è unico ed esclusivo, il Blu Mondial Metallizzato, così come i cerchi in lega Speedline “Turini” che calzavano pneumatici Continental ContiSport Contact 1 nella misura 195/45 R16, progettati appositamente per questa vettura. La carreggiata era stata allargata di 20 mm all'anteriore e 10 mm al posteriore, l’assetto ribassato di 3 mm e anche la risposta dello sterzo e la taratura degli ammortizzatori (più rigida) erano fatti su misura per la “Jean Ragnotti”. Per accentuare le sue caratteristiche sportive, l’allestimento era stato ridotto all’osso, facendo a meno di Abs, Esp e airbag laterali, aria condizionata, tergicristallo posteriore, ruota di scorta, lavafari, cintura di sicurezza centrale posteriore, cassetto portaoggetti. In questo modo, la riduzione di peso era di 80 kg, ottenuta anche grazie a finestrini più sottili. Inoltre, c’erano inserti in tinta con la carrozzeria sul volante e sulla plancia e la firma di Jean Ragnotti all'interno del vano portaoggetti. Il motore era quello standard, il 2.0 litri 16 valvole aspirato da 172 CV, e in Spagna questa versione fu venduta in 172 esemplari con il nome "Clio RS 2.0 16v S", mentre in Gran Bretagna con il nome di "Clio 172 Cup".
Non così limitata
La versione denominata “Billabong”, realizzata in partnership con il marchio di abbigliamento per surfisti, esce nel 2003 e viene prodotta in grandi numeri: 33 mila esemplari. Sono 6 i colori disponibili, di cui uno esclusivo, il verde limone metallizzato, mentre si può scegliere tra i copricerchi specifici modello “Jogger” oppure quelli in lega “Gradiant” disponibili in opzione. La carrozzeria presenta paraurti e specchietti retrovisori in tinta e logo “Billabong” sulle portiere posteriori. L’abitacolo sfoggia sedili anteriori sportivi con tessuto blu oceanic e seduta grigio acquamarina, mentre le tasche portaoggetti hanno una striscia catarifrangente. Il volante è di pelle, mentre la plancia ha un inserto di alluminio, come il bordo degli strumenti e il pomello del cambio, mentre i battitacco hanno il logo “Billabong”. I motori sono l’1.2 16 valvole da 75 CV e l’1.4 sempre 16 valvole da 98 CV, mentre l’1.5 dCi a gasolio è offerto in due livelli di potenza, 65 e 80 CV.
Un gran bel “Team”
Risale al 2004 la versione speciale denominata “RS Team” e prodotta in un numero limitato di esemplari. Cinque erano i colori disponibili: Grigio Titanio Metallizzato, Nero Oro Metallizzato, Blu Artico Metallizzato, Arancione Sanguigno Metallizzato e Blu Dynamo, mentre il logo era sdoppiato: "Team" sul portellone posteriore e "Clio Team" sui parafanghi anteriori, con la placca “Renault Sport” sulla plancia e sul battitacco. L’obiettivo di questa versione era offrire una versione RS a un prezzo competitivo, facendo a meno di vari accessori e con materiali meno pregiati: per esempio, non ci sono gli interni di pelle e Alcantara, il climatizzatore è manuale e manca l’impianto stereo, così come il sedile posteriore sdoppiabile e ribaltabile e i fari allo xeno con lavafari. Unica la motorizzazione, con il 2.0 passato a 182 CV.
Un “Trophy” per 182 CV
Sempre nel 2004 esce una versione altrettanto pepata della RS da 182 CV, denominata “Trophy”, basata sulla 182 Cup, ma con alcune finezze in più. Per esempio, le sospensioni che utilizzano gli ammortizzatori Sachs con il serbatoio separato, i cerchi in lega da 16 pollici Speedline modello “Turini”, lo spoiler posteriore ispirato a quello della Clio V6 e un colore rosso esclusivo abbinato alle grafiche adesive “Trophy”. All’interno, la placchetta numerata, i sedili sportivi firmati Recaro e poco altro: chi desiderava poteva ordinare lo Chassis Sport, che prevedeva una campanatura anteriore specifica, sospensioni più rigide e pneumatici Michelin Exalto 2+ con spalla rinforzata, montati su cerchi in lega color antracite.
“Getup” alla brasiliana
Il nome potrebbe far pensare al famoso spot “Getuppa”, con protagonista proprio la Clio che passava ad alta velocità di fronte a uno sperduto bar il cui cameriere riusciva solo a sentire quella parte della canzone “Sex machine” di James Brown. Invece si tratta di una serie speciale realizzata per il mercato brasiliano nel 2009 sia in versione a 3 che 5 porte, basata sulla versione “Campus” con motore 1.0 bifuel “Hi-flex” da 77 CV. In aggiunta rispetto a quest’ultima, c’erano i poggiatesta posteriori, un lunotto termico con tergicristallo e il logo "Get Up" sul parafango anteriore, sotto la luce di posizione laterale. Era inoltre provvista di cerchi in lega da 14 pollici dal design sportivo, lettore CD ed Mp3 e maniglie interne delle portiere color alluminio.
È proprio il “Max”
Torniamo indietro al 1999, quando, sul mercato italiano - e con uno spot dove Asia Argento e Libero De Rienzo erano i protagonisti - viene introdotta la versione “Max” realizzata insieme al famoso magazine. Spinta dal grintoso 1.4 16v da 98 CV, si distingueva per il logo "Max" sul portellone e sulle fiancate sopra alla banda paracolpi di plastica, oltre che per i cerchi in lega a cinque razze sdoppiate dal disegno esclusivo. Il colore era il nero, anche per paraurti e retrovisori, mentre l’abitacolo offriva sedili sportivi con rivestimento di misto pelle e tessuto. Presente il climatizzatore manuale e una strumentazione con fondo bianco. Era disponibile sia a 3 che 5 porte e anche con l’1.9 dTi turbodiesel da 80 CV.
One-O-One
Sempre nel 1999 e sempre in Italia, arriva una versione speciale dedicata alla Radio 101. L’allestimento è quello base (RT), non sono previsti colori speciali e oltre al logo dell’emittente, declinato con la scritta “One-O-One”, c’è ben poco, se non - ma questo era un classico di quegli anni - una radio con lettore CD. Per il resto è identica ad una Clio di quell’epoca, con copricerchi di plastica e due scelte di motore, entrambe a benzina, l’1.2 da 60 CV oppure l’1.4 da 75 CV.
Le Vitaminic fanno bene
Pochi ricordano “Vitaminic”, un sito che nel 1999 disponeva di un enorme archivio di canzoni in formato mp3 che si potevano scaricare in abbonamento. Un precursore di Spotify sotto certi aspetti e - per legare l’immagine della Clio a un pubblico giovane - Renault Italia sceglie proprio questa start-up per una versione speciale omonima. La caratteristica principale, oltre agli immancabili loghi adesivi sulla carrozzeria, era la presenza di un’autoradio con lettore mp3, inoltre erano presenti i cerchi in lega modello “Paimpol”, sedili dal rivestimento specifico di colore blu e il climatizzatore manuale. Otto i colori disponibili: bianco ghiaccio, blu reale, giallo paglia, blu galassia, grigio titanio, grigio boreale, nero nacré e rosso ciliegia. Unica la scelta del propulsore, l’1.2 benzina da 75 CV, mentre la carrozzeria poteva essere a 3 o 5 porte.
Regala un telefonino
Siamo nel 2004 e con l’iPhone e la rivoluzione degli smartphone ancora da venire, il cellulare più ambito è il Nokia. Renault non si fa sfuggire allora l’occasione e presenta la serie speciale “Clio Nokia”, che prevede in regalo un nuovissimo cellulare multimediale Nokia 3660, ai tempi un gioiellino tecnologico. Per quanto riguarda la vettura c’erano anche il tetto apribile e cerchi in lega a cinque razze sdoppiate, mentre la carrozzeria è a 3 o 5 porte e i motori vanno dall’1.2 benzina all’1.5 dCi da 82 CV.
Una Clio con le scarpe
Risale al 2002 la Clio Reebok, che presenta la stessa accoppiata di motori della “Nokia” ma è la prima a sfoggiare l’1.5 dCi. Tra i colori spiccava quello, esclusivo, denominato “Blu Cicladi”, mentre la dotazione, molto ricca, prevedeva tra le altre cose, volante sportivo rivestito di pelle, inserti blu sul pomello del cambio e sulla plancia, retrovisori in tinta (come paraurti e spoiler) e regolabili elettricamente, stereo con lettore CD, climatizzatore manuale e sedili sportivi di tessuto bicolore blu/antracite di cui quello lato guida regolabile in altezza.
Solo per la Francia
Prodotta nel 1999 in 5.000 esemplari per il mercato francese era stata invece la “Tech Run”, disponibile esclusivamente con il motore 1.4 16v da 95 CV che è la prima a portare al debutto. Si poteva scegliere tra la versione a 3 o 5 porte e tra 13 colori, mentre i cerchi in lega da 14” modello “Painpol” erano, insieme al logo “Tech Run” sulle modanature laterali, l’unico elemento distintivo esternamente. All’interno invece, rivestimenti misti tessuto/velluto specifici per il modello, un’autoradio con lettore di casette Radiosat 6000 e il fondo della strumentazione di colore bianco.
La versione d’addio
Seguendo una tradizione inaugurata con R4 e R5, anche la Clio 2, a fine carriera, viene venduta con l’allestimento speciale Campus “Bye Bye”. Venduta sia in versione a 3 che 5 porte, era possibile scegliere tra cinque colori: Blu Majorelle, Grigio Platino, Nero Perla, Bianco Ghiaccio e Rosso Brillante con cerchi in lamiera da 14” dotati di copricerchi modello “Cyclade”, mentre i paraurti erano in tinta così come le modanature laterali e le maniglie delle portiere, mentre le calotte degli specchietti erano di colore "Dark Metal". Non era presente nessun logo, mentre la versione 5 porte era dotata di fendinebbia e volante sportivo a tre razze rivestito di pelle. Per tutte c’erano sedili sportivi, rivestimenti di finto carbonio/grigio argento "Zébulon", climatizzatore manuale e autoradio con lettore CD.
