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19 January 2019 | di Daniele Bonetti

Brescia: ritrovata l’Alfa rubata prima della Mille Miglia

La Polizia di Brescia ha ritrovato in una cascina in piena pianura padana in quel di Pralboino l'Alfa Romeo 6C 2500 Sport Cabriolet rubata alla vigilia dell'ultima Mille Miglia.

Quasi al confine tra le province di Brescia, Cremona, Mantova: non lontana dal casello autostradale di Pontevico, ultimo luogo dove i ladri sono stati intercettati lo scorso maggio grazie alle telecamere di videosorverglianza del casello autostradale posto sulla A21.

Pronta a tornare a casa. L'Alfa Romeo 6C 2500 Sport Cabriolet, valore vicino agli 800mila euro, è stata recuperata nelle scorse ore dalla Polizia di Brescia che già qualche settimana fa aveva arrestato i ladri. Pochi giorni e la macchina tornerà nelle mani della famiglia Branderhorst che dallo scorso maggio aspetta di poter tornare in possesso del proprio gioiello con cui avrebbe dovuto partecipare all’ultima Mille Miglia.

Furto con sorpresa. Se del furto dello scorso maggio, avvenuto alla vigilia della corsa nella zona industriale di Brescia si sa quasi tutto, interessante risulta la ricostruzione di quanto accaduto nei mesi successivi. Pare effettivamente assodato che i malviventi, tre adulti e una bambina che usavano come palo, non sapessero del contenuto del trailer che avevano prelevato, dettaglio che di fatto escluso l’ipotesi del furto su commissione.

Un colpo imperfetto. Quando hanno scoperto di aver rubato un’Alfa Romeo di grandissimo valore, paradossalmente sono iniziati i loro problemi: impossibile piazzare la vettura seguendo i normali canali di ricettazione, il primo passo è stato quello di nascondere la macchina in un casale diroccato, poco più di una ex cascina, nei pressi di Pralboino. Un luogo isolato dove poter tenere la macchina in attesa di tempi migliori: con il passare delle settimane però le opzioni di "vendita" della famiglia rom si sono via via volatilizzate fino al tentativo di cessione su un sito specializzato giapponese. Un tentativo che non è passato inosservato agli inquirenti che tuttavia non riuscirono, per la brevità dell’inserzione, a risalire agli autori finiti comunque in manette poco tempo dopo.

Esulta il proprietario. L’arresto della banda avrebbe dovuto portare al ritrovamento della vettura e alla sua consegna ai legittimi proprietari, pronti ad arrivare in Italia da un giorno all’altro: chi si aspettava un’operazione lampo è rimasto deluso fino a quando, anche grazie alle dichiarazioni degli autori del furto, le forze dell’ordine hanno ritrovato la macchina. "Siamo felicissimi – sottolinea Jeroen Branderhorst - : una bellissima notizia, non possiamo che ringraziare la polizia italiana. Bisogna fare una grande festa, finalmente l’Alfa Romeo torna a casa". Otto mesi dopo, una storia che ha finalmente conosciuto un lieto fine.

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