Le regine del DTM all'asta con Bonhams
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19/04/2026 | di Andrea Paoletti
Le regine del DTM all’asta con Bonhams
Mercedes 190E 2.5-16, Alfa Romeo 155 V6 TI, BMW M3 e Ford Sierra RS 500 Cosworth sono le testimoni di stagioni memorabili del campionato degli anni 90, ora all'incanto a Monaco di Baviera
19/04/2026 | di Andrea Paoletti

Negli anni 90 il DTM rappresentava il vertice delle competizioni turismo, un’epoca d’oro per il motorsport europeo. Tra le ultime evoluzioni delle Gruppo C, le sfide in Formula 1 e i rally segnati dal passaggio tra Lancia Delta e le nuove protagoniste giapponesi, le gare turismo offrivano spettacolo puro, fatto di sorpassi aggressivi e assetti estremi. In questo contesto, il Deutsche Tourenwagen Masters diventò il palcoscenico principale per le berline da corsa, con marchi come Mercedes, BMW, Opel e Ford pronti a contendersi il dominio. L’arrivo dell’Alfa Romeo 155 V6 TI segnò una svolta decisiva, accendendo una rivalità iconica con la casa della Stella. Oggi, alcune delle vetture più rappresentative di quell’epoca tornano sotto i riflettori: una collezione privata di auto DTM sarà battuta all’asta da Bonhams a Monaco di Baviera il 24 aprile.

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Protagonista di un brutto incidente

Anche se probabilmente agli occhi degli appassionati italiani la si collega più facilmente al mondo dei rally, la Ford Sierra RS500 Cosworth ha calcato con un certo successo – soprattutto nel BTCC – i circuiti europei, come l’esemplare in questione, costruito con specifiche Gruppo A per la stagione 1989 e guidata da Armin Hahne con il team Wolf Racing. La berlina, famosa per l’enorme pinna posteriore, in alcune occasioni diede filo da torcere alle tedesche, e la storia di questa, che andrà all’asta con un valore stimato tra i 275 e i 375 mila euro, lo conferma. Giunse infatti seconda in gara 2 a Hockenheim, ma subì un grave incidente al Nürburgring (qui il video https://www.youtube.com/watch?v=mLnTLoTNo7U), che rese necessario acquistare un nuovo telaio dal team rivale Ford Eggenberge per ricostruirla completamente. Quanto al pilota, Armin Hahne, l’urto frontale contro una Mercedes 190E di traverso in mezzo alla pista gli provocò la frattura di un braccio e della gamba destra, mettendolo fuori gioco. Con al volante Alan Ferté per il resto della stagione, la RS500 Cosworth ottenne due vittorie nelle gare di supporto della 24 Ore del Nürburgring e un'altra al Norisring, e nel 1991 la vettura fu venduta al team Charouz, in Repubblica Ceca, e corse per due anni nel Campionato Europeo della Montagna.

L’ultima M3

Visto che quest’anno si festeggiano i 40 anni della BMW M3 E30, capostipite di una delle sportive più amate di sempre, è certo che questo esemplare da corsa, con la mitica livrea Motorsport, riscuoterà molto interesse da parte dei collezionisti. Si tratta del telaio WBA121307 del 1992, guidato dall’inglese Steve Soper nel DTM per il team Bigazzi e capace di ottenere due vittorie, una all'Avus e l'altra al Norisring, concludendo la stagione al nono posto in classifica. Pur essendo l’evoluzione finale di una delle vetture turismo di maggior successo, nel 1992 le Mercedes 190 E dominarono praticamente in ogni occasione, ma nelle stagioni 1993 e 1994, utilizzata da Josef Venc con i colori di Kaučuk Kralupy, non ottenne risultati di rilievo. Al termine della sua carriera agonistica, è entrata a far parte della Collezione Florent Moulin e ora è in cerca di un nuovo proprietario. La stima è tra i 325 e i 425 mila euro e, seppure Bonhams non abbia indicato se sia perfettamente funzionante, tra le note di accompagnamento viene menzionato il fatto che sia autografata da Steve Soper e vari membri dei team BMW Motorsport e Bigazzi.

Guidata da un campionissimo

Si parlava di lei, ed eccola qui in tutta la sua minacciosa livrea grigio-nera: la Mercedes 190E 2.5-16 Evolution II del 1990, guidata da uno dei grandi nomi dell’automobilismo tedesco: Klaus Ludwig. Un pilota capace di vincere tre 24 Ore di Le Mans, tre campionati DTM, una 12 Ore di Sebring e un Campionato del Mondo FIA GT. Anche in questo caso, Bonhams non è stata prodiga di informazioni sulla vettura, ma quello che si sa è che si tratta di una delle due assemblate per Ludwig per quella stagione, durante la quale ci fu la transizione dalla Evo I alla Evo II. Difficile dire in quali gran premi fu utilizzata questa in particolare, ma Ludwig vinse solo gara 1 a Hockenheim, battagliando tutto l’anno contro una M3 e le Audi V8 Quattro, che conquistarono il titolo grazie ad Hans-Joachim Stuck. La stima degli esperti della casa d’aste è tra i 375 e i 550 mila euro.

L’Alfa Romeo più mitica degli anni 90

Ovviamente per noi italiani non c’è gara. L’Alfa Romeo 155 V6 TI DTM è un’icona nazionale, un mito fatto di orgoglio patriottico per l’impresa in terra tedesca al debutto nel 1993: quel doppio titolo – piloti (Larini) e costruttori – fu una vera doccia fredda per la Mercedes, che negli anni successivi fece ricorso a ogni mezzo per fermare le Alfa. Quest’esemplare, con livrea Martini, risale al 1995, anno in cui il DTM, per la prima volta, venne sdoppiato in due, con l’estensione denominata ITC (International Touring Car Championship) che portò il format in giro per l’Europa, al Mugello, a Helsinki, all’Estoril, a Donington e Magny-Cours. La stagione fu avara di soddisfazioni per il team ufficiale Alfa Romeo, causa ritardi nello sviluppo della macchina, e Nannini riuscì a ottenere solo due terzi posti. Anche se il pedigree sportivo non è di primo piano e non si tratta dell’esemplare famoso per il vendicativo tamponamento di cui fu autore il pilota senese, per i curatori dell’asta non c’è alcun dubbio che sia l’auto di maggior valore, con una stima massima di 600 mila euro.

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