8.32: i 40 anni della Lancia “Thema Ferrari”
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23/04/2026 | di Andrea Paoletti
8.32: i 40 anni della Lancia “Thema Ferrari”
La più speciale tra tutte le versioni della grande berlina del Marchio torinese, un’auto veloce, elegante, esclusiva, che ai tempi rappresentava il vertice assoluto dello stile italiano
23/04/2026 | di Andrea Paoletti

23 aprile 1986. Al Salone di Torino c’è fermento intorno allo stand Lancia. Tutta la gamma è esposta insieme alla Delta S4 con livrea Martini che, con equipaggio Toivonen-Cresto, ha appena vinto il rally della Costa Smeralda. C’è il pubblico delle grandi occasioni e c’è l’Avvocato Gianni Agnelli, che verrà immortalato in una foto diventata iconica mentre parla con l’ingegner Vittorio Ghidella – al tempo amministratore della Fiat – di fronte a un grosso V8.

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Cuore Ferrari

Un motore, prodotto a Maranello, che è stato destinato all’ammiraglia di Casa Lancia. È il debutto ufficiale della Thema 8.32, la versione più prestigiosa, potente e speciale, un’auto con pochi eguali e che mostra orgogliosamente ai marchi tedeschi cosa vuol dire fare delle belle auto. La Thema 8.32 – ribattezzata subito “Thema Ferrari” – nelle cifre che compongono il suo nome ufficiale sintetizza le caratteristiche del suo nuovo e potentissimo cuore: 8 come i cilindri, 32 come le valvole. I cavalli sono 215, leggermente di meno che nell’originale ospitato dalla “308” e dalla “Mondial”, ma la sostanza, il sound e le emozioni non sono da meno, così come le prestazioni: 240 km/h di velocità massima e 6,8 secondi per passare da 0 a 100.

Sportiva, elegante, distinta

Non è solo il propulsore a rendere la 8.32 un’auto eccezionale – tra l’altro la trazione anteriore più potente dell’epoca – ma è l’insieme, dal look alla dotazione extra-lusso, ai dettagli di gusto artigianale che appagano gli intenditori. All’esterno, spiccano i cerchi a stella, di chiara ispirazione Ferrari, mentre una sottile linea gialla decora le fiancate e lo sfondo delle targhette con la scritta “8.32” collocate nei sottoporta, vicino alle ruote posteriori. Ce n’è una anche sulla griglia cromata e un’altra ancora sul baule, dove spicca lo spoiler retrattile, una primizia tecnologica che si alza e si abbassa in pochi secondi scomparendo alla vista.

Gusto italiano, cura artigianale

Se all’esterno, tutto sommato, la Thema 8.32 è un prodigio di sportiva compostezza, l’abitacolo è un vero salotto, un tripudio di raffinatezza, che profuma di pelle Poltrona Frau cucita a mano (un costoso ma richiestissimo optional), oppure di vellutata Alcantara e riveste plancia e portiere di elegantissima radica. Un lusso inaudito, che avvolge una plancia che sembra l’opera di un ebanista e coccola i passeggeri con sedili a regolazione elettrica (volendo, a pagamento, anche posteriori, una sciccheria a livelli Rolls-Royce) e poi climatizzatore, radiotelefono. Che dire, poi, dello splendido volante a tre razze, rivestito di pelle, e la strumentazione a elementi circolari con grafiche gialle su fondo nero che portano subito il pensiero a Maranello. E ancora, i pannelli di plastica dello stesso colore della selleria, per un effetto scenico irripetibile.

Costosa ed esclusiva

Cinque sono le opzioni di colore della carrozzeria: rosso, blu, nero, grigio e verde: quest’ultimo è di gran lunga il più raro ed è particolarmente ricercato dai collezionisti. Che la Thema 8.32 sia un’auto per amatori e appassionati lo si vede anche dal prezzo, circa 60 milioni, più del doppio di una Thema 2.0 litri i.e. e quando viene introdotta la seconda serie, nel 1988, i prezzi saliranno ancora. Prodotta fino al 1992, esternamente presenta gli stessi aggiornamenti estetici del restyling comune a tutte le versioni, mentre le norme antinquinamento obbligano all’installazione di un catalizzatore, che sottrae dieci cavalli e grinta al V8, per di più ormai quasi raggiunto in termini di potenza dal 4 cilindri 2.0 litri turbo, meno costoso in termini di gestione e manutenzione. L’avventura di una berlina unica per lignaggio ed esclusività meccanica si chiude così con poco meno di 3.600 esemplari costruiti, spesso trascurati una volta invecchiati, a causa dei costi di gestione e manutenzione più da Ferrari che da Lancia. Oggi, parafrasando un libro (diventato anche film) molto noto degli edonistici anni 80, dopo i suoi “primi quarant’anni”, la Thema 8.32 è a pieno titolo un’auto da collezione, una preziosa testimonianza di una stagione di superiorità tecnica e stilistica del marchio torinese che non può che riempire di malinconia.

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