L’auto pensata per festeggiare un compleanno, quest’anno ne festeggia un altro. Il debutto della BMW Serie 02 coincise, infatti, con i 50 anni del marchio bavarese e proprio in quest’occasione molto speciale, il 7 maggio 1966, il Presidente del Consiglio di Amministrazione Gerhard Wilcke presentò la BMW 1600-2 agli ospiti riuniti nel Teatro Nazionale di Monaco di Baviera. Tre giorni più tardi avrebbe debuttato di fronte a stampa e pubblico al Salone dell’Auto di Ginevra.
Impronta sportiva
Sarebbe stato l’inizio di una carriera di grande successo, grazie alle doti dinamiche di una berlina compatta che indirizzava l’immagine della BMW verso una clientela sportiva, inaugurando un rapporto d’amore solido e duraturo. Del resto, il progetto era nato con delle specifiche molto chiare: due porte (per contenere i costi), un peso a vuoto di circa 775 kg e motori quattro cilindri, con una cilindrata tra 1.2 e 1.5 litri, anche se in realtà la Serie 02 sarebbe stata commercializzata con un 1.6 (1.573 cm³ per la precisione). Con 85 CV, però, accelerava da 0 a 100 in circa 13 secondi e toccava una velocità massima di 166 km/h, numeri rispettabili per l’epoca, anche se non eclatanti.
Arrivano Ti e Cabriolet
Basata sul telaio della Neue Klasse accorciato, ne riprendeva integralmente la meccanica: sospensioni anteriori MacPherson e retrotreno a bracci oscillanti, freni a disco anteriori e tamburi al posteriore, quanto basta per quasi eguagliare, a un anno dal debutto, i numeri di vendita della più classica 4 porte. Nel frattempo, era arrivata anche la 1600 Ti (“Turismo internazionale”) con doppio carburatore e un rapporto di compressione più alto, capace di 105 CV e, questa volta, dall’impronta decisamente sportiva, sempre supportata da una piacevolezza di guida che ormai era diventata una caratteristica distintiva del modello. Altra novità, a dimostrazione della vivacità commerciale del modello, era poi la cabriolet, realizzata dalla carrozzeria Baur di Stoccarda.
Con la 2002 si rafforza il successo
Nel 1968 viene concretizzato quello che inizialmente era solo un esperimento interno, ovvero trapiantare il propulsore di 2.0 litri della Neue Klasse anche nel corpo vettura più compatto e leggero della Serie 02: nascono così la 2002 e la 2002 Ti, quest’ultima dotata di due carburatori per una potenza di 120 CV, 20 in più di quella monocarburatore. Nello stesso anno viene aggiornata anche la cabriolet in modo anche abbastanza radicale, perché oltre al motore, la 2002 – sempre prodotta da Baur – si trasforma in una sorta di targa, con un vistoso roll bar centrale che suddivideva la parte anteriore, con tetto rigido asportabile, da quella posteriore, con capote di tela. Pochissime infatti saranno le 2002 cabriolet “classiche”, a causa dei requisiti di omologazione più severi per le auto scoperte.
La Tii è una conferma, la Touring meno
Per allargare la gamma, nel 1971 vengono introdotte nuove versioni: la 1802 (1766 cm³, 90 CV) e la 2002 Tii (1990 cm³, iniezione meccanica Kugefisher e 130 CV), che rimpiazza la 2002 Ti a carburatori, così come la 1600 Ti esce di scena e debutta la serie Touring, curiosa quanto sfortunata variante con portellone posteriore. La 2002 è un grande successo: nel solo primo anno di produzione ne vengono vendute 29 mila e quando nel 1975 termina la produzione, il totale degli esemplari costruiti segna 330.212, con una discreta fetta assorbita dal mercato statunitense, sempre più ricettivo nei confronti delle brillanti berline bavaresi.
2002 Turbo: 170 CV di cattiveria
Il bello però doveva ancora venire e ha un suffisso magico: “turbo”. Mentre nel 1972 la Serie 02 berlina era stata sottoposta a un lieve restyling (mascherina di plastica nera e luci posteriori rettangolari) con l’arrivo nel 1973 della 2002 Turbo si apre una nuova era nell’ambito delle berline sportive. È la prima vettura turbo prodotta in serie, con un look aggressivo fatto di parafanghi allargati, alettone posteriore, cerchi in lega su misura, minigonne, adesivi con i colori rosso-blu-azzurri Motorsport e quell’iconica scritta al contrario sulla parte inferiore del paraurti avvolgente. Per finire, i 170 CV scaricati brutalmente sulle ruote posteriori le donano un carattere indomabile, rendendola un’icona assoluta tra le sportive e uno dei modelli più amati dell’Elica. La vita della Serie 2 si interrompe quando già la Serie 3 E21, nel 1975, arriva sul mercato, con l’unica versione 1502 che rimarrà in listino fino al 1977, a sottolineare orgogliosamente la paternità di un format – berlina due porte dal carattere sportivo – sul quale BMW capitalizzerà per tutti gli anni 80.
