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Coppa Milano-Sanremo, in archivio (così) la decima edizione

La decima rievocazione storica della Coppa Milano-Sanremo – corsa ancor più antica della Targa Florio e svoltasi per la prima volta nel 1906 – si è conclusa con la vittoria di Salvinelli-Ceccardi, in gara con una Lancia Aprilia del 1939. L’equipaggio, apparso in gran forma sin dalle prime battute di gara, ha accumulato soltanto 314,14 punti di penalità.

Alla fine il podio della Coppa, che mancava dal calendario delle classicissime di regolarità da sette anni, è un trionfo di verde, bianco e rosso. Sono italiani, infatti, sia le vetture sia i concorrenti secondi e terzi classificati: le piazze d’onore sono andate a Salviato-Moglia su una Fiat 128 Rally 1300 del 1971 (penalità 328,32) e a Dell’Acqua-Vicari su una Fiat 850 Sport Coupé del 1970 (con appena 37,7 punti di ritardo dai vincitori).

Una tre giorni di gara intensa, vissuta all’insegna della passione per il motorismo storico – sia al volante, sia nei momenti di svago tra una tappa e l’altra -, che ha visto impegnati una settantina di equipaggi (inclusi quelli iscritti al Tributo Maserati, “gara nella gara” con protagoniste le vetture moderne della Casa del Tridente) provenienti da Svizzera, Gran Bretagna e addirittura Brasile e Giappone. Una gara dal respiro internazionale, quindi, in una cornice a dir poco suggestiva: da Monza, dove le storiche hanno fatto una prima sgambata tra i cordoli dell’autodromo, fino a Sanremo, destinazione finale dopo i passaggi in centro a Milano (prima in Via Monte Napoleone – passerella d’eccezione per l’attore romano Pierfrancesco Favino, protagonista a bordo di una Mercedes “Pagoda” – e poi al Castello Sforzesco), nel pavese (a Salice Terme) e nell’alessandrino (a Serravalle Scrivia).

Tra i momenti più salienti della gara, un’impresa che ha davvero dell’eroico: la coppia formata da Ezio e Federico Moroni, di fronte a un Passo del Turchino innevato ha deciso di non deviare dal percorso prestabilito – sebbene l’organizzazione avesse predisposto un nuovo itinerario – e di arrampicarsi quindi per i viscidi tornanti dell’Appennino Ligure sulla loro Alfa Romeo Giulia TZ. Dando prova di coraggio e di abilità di guida, i concorrenti sono giunti senza problemi al controllo orario di Acqui Terme.

Ai primi classificati assoluti sono andati in premio due pregiati orologi da tavolo messi in palio da IWC, main sponsor della Coppa Milano-Sanremo insieme a Maserati e Pirelli. Ad aggiudicarsi il Premio di Eleganza, conferito da Ermenegildo Zegna, l’equipaggio Basilico-Cappella su Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este del 1951; la Coppa delle Dame è andata invece all’equipaggio femminile russo Lepetukhina-Titova, su Fiat Abarth 750 del 1957, mentre il Trofeo degli ordini dinastici al fair play è stato consegnato dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia all’equipaggio Yukinobu-Akira, su Lancia Lambda del 1927.

Testo di Alberto Amedeo Isidoro, Foto di Roberto Deias

 

 

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