Auto
18 January 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Lancia Thema 6V: la più nobile.

la Lancia Thema 6V fu venduta in pochi esemplari, destinati a un clientela benestante che voleva una vettura dall’ immagine importante ma non eccessivamente vistosa.

Nel 1984 la Lancia Thema 6V era la versione di punta della famiglia "Thema", auto tutt'oggi amatissima, che evoca le suggestioni da “Prima Repubblica” con il suo fascino tipicamente anni '80. Berlina tre volumi nella più classica accezione "Lancia", è basata sul pianale "Tipo 4" che accomuna Fiat Croma, Alfa Romeo 164 e Saab 9000. Proposta in versione berlina e station wagon, nel corso dei dieci anni di produzione (1984-94), la Thema è stata equipaggiata con motori atmosferici e turbo: 4, 6 e 8 cilindri, rispettivamente da 8, 12, 16 e 32 valvole.

In abito formale. La Lancia Thema 6V è identica alle altre versioni, in aggiunta prevede di serie gli alzacristalli posteriori elettrici. Per la Thema, Giugiaro propone uno stile all'insegna dell' eleganza pura che evochi modernità: la linea è semplice e funzionale. Poche le cromature e banditi i gocciolatoi, elemento tipico delle auto anni '70. I grandi fari posteriori, la rendono subito riconoscibile mentre il baule è ampio e facilmente accessibile. All'interno, gli ampi sedili sono rivestiti in raffinati tessuti Ermenegildo Zegna o nei lussuosi pellami Poltrona Frau e Alcantara. La plancia è lineare, con gli indicatori dalla grafica semplice ed il "chek control". A richiesta, due impianti di climatizzazione, di cui uno totalmente elettronico.

Lo scambio. Nel 1984, la “nobile” Lancia Thema 6V era al vertice della gamma, equipaggiata con il motore V6 PRV. Oggi, la 6V è probabilmente il modello più raro dell'ammiraglia torinese. Il “gemellaggio” italo-francese per la propulsione della Thema 6V rientra nei termini di un piano commerciale per la fornitura dei motori SOFIM (controllata da IVECO), che prevedeva anche l'adozione di questo propulsore da parte della Lancia. L'unità motrice era infatti utilizzata sui modelli di fascia alta Peugeot, Renault, Volvo e successivamente, dal 1989 anche sulla Citroen XM. Nei piani di Fiat, la Fiat Croma sarebbe stata il modello più popolare della famiglia "Tipo4", mentre la Lancia Thema aveva una vocazione più “istituzionale”. Alle prime due si aggiungevano la Saab 9000 e successivamente, dal 1987 la più “sportiva” Alfa Romeo 164.

Scelta obbligata. Con l'uscita di scena della grande Fiat 130, il gruppo torinese, dal 1977 era rimasto sprovvisto di motori a 6 cilindri. Il progetto “Tipo 4” era partito prima dell’acquisizione di Alfa Romeo, con quest’ ultima che portava in dote i mitici V6 “Busso”. Fiat nei primissimi anni '80 era nella fase di transizione che precedette l’annessione di Alfa Romeo, e di certo non intendeva investire delle risorse importanti per sviluppare un nuovo motore 6 cilindri tout-court. Così, la Casa torinese si rivolse ai francesi di Peugeot, in quanto nemmeno la Saab, partner nel progetto “Tipo4” aveva a disposizione un motore 6 cilindri. La vicinanza tra le aziende in questione e le specifiche tecniche del V6 PRV, ci fanno capire il perché di questa scelta.

Multiuso. I rapporti commerciali che la Fiat ha con Renault e Peugeot rende le cose più facili: il PRV è un propulsore collaudato, sulla scena da una decina d’ anni e relativamente economico; compatto e leggero è l' ideale per una vettura a trazione anteriore come la Lancia Thema 6V. Inoltre erano già stati risolti i problemi di gioventù come i consumi elevati e il ciclo di accensione irregolare. Questo 6 cilindri d'Oltralpe non era un propulsore sportivo, ma essendo molto fluido e con la coppia disponibile a un basso numero di giri, si rivela perfetto per il ruolo di prestigio che riveste la Thema 6V. Questa unità denominata ZN3J era la stessa usata a partire dalla Peugeot 505 V6 (nella versione USA) e montata persino sulla mitica DeLorean. Considerati gli alti costi di gestione, le Lancia Thema 6V vengono pensate principalmente per la commercializzazione sui mercati esteri e l'uso di rappresentanza per gli enti governativi.

Arriva il Busso. Completata l’ acquisizione dell' Alfa Romeo nel 1986, (controllata fino a quel momento dall’IRI), la Lancia Thema 6V viene rinnovata. Nuovi fari, più stretti e lunghi con indicatori di direzione inglobati in una fascia sono il tratto distintivo della seconda serie, presentata alla fine del 1988. Cambia anche la denominazione della Thema 6V, ora indicata come "V6". In realtà solo la 3° serie della Thema, nel 1992, verrà equipaggiata con il 3.0 V6 Busso di origine Alfa Romeo. L’unità, è riadattata dalla Lancia in versione 12 valvole, la variante del 3.0 V6 24 valvole sarà prerogativa della "cugina" più sportiva, l' Alfa 164.

Fattore rarità. In Italia i modelli che vanno per la maggiore sono i 2 litri: 2.0 IE e 2.0 Turbo, che non sono sottoposti alla tassazione con l’IVA al 38% che colpisce i modelli con cilindrate superiori ai 2000cc. Le 6v, con una cilindrata di 2849 cc sono quindi destinate ai mercati esteri, dove tuttavia Lancia iniziava a perdere terreno… Questo decreterà in maniera decisiva la rarità della Lancia Thema 6V. Tra gli appassionati si parla inoltre di un lotto di vetture, una decina di modelli pre-serie, in allestimento base equipaggiati con il 1.6 da 100 cv. Fornite ad alcuni dirigenti Lancia per aver un riscontro diretto dall’uso quotidiano, le Thema 1.6 vennero ritirate all’ultimo momento e mai commercializzate ufficialmente. Questo per non fare concorrenza interna alla Fiat Croma, che nel gruppo Fiat era destinata ad essere il modello di accesso al “segmento superiore”. Ad oggi non c'è alcuna documentazione ufficiale a riguardo di questi esemplari.

Nobile per vocazione. Se la 2.0 i.e. aspirata era tra le preferite dei professionisti che cercavano un’ auto da famiglia comoda ed elegante, la 2.0 Turbo con scritta “i.e. Turbo” in bella vista sul radiatore, fugava ogni dubbio sul temperamento di chi la guidava... Nonostante l’ IVA pesante, anche le varianti turbodiesel (TDS) furono molto apprezzate dai commessi viaggiatori: erano tra le auto a gasolio più veloci dell’epoca. La Thema 6V, 2.8 da 150 cv, invece fu venduta in pochi esemplari, destinati a una clientela piuttosto benestante che desiderava una vettura dall’immagine importante ma non eccessivamente vistosa. Politici, diplomatici e industriali rappresentano il target d' elezione del modello. La Thema Ferrari 8.32 con il motore V8 della Ferrari Mondial, presentata nel 1986, è sicuramente più lussuosa, esclusiva e potente ma con queste prerogative non può vantare la stessa eleganza sobria e l’indole aristocratica della Thema 6V: il 6 cilindri a V garantisce un’erogazione vellutata e uno status di grande prestigio. Contrariamente alle 2.0 i.e. che possono montare una trasmissione automatica AP a 4 rapporti, la 6V può essere equipaggiata con un cambio automatico ZF a 3 rapporti.

La prova di Quattroruote. La Lancia Thema 6V viene provata da Quattroruote nel novembre del 1984 insieme alle sorelle 2.0 i.e. turbo e Turbodiesel. La Thema 6V sintetizza al meglio prestazioni, tenuta e confort. Questo modello garantisce la guida più docile e meno nervosa, evidenziando un'ottima maneggevolezza. Il motore PRV da 2849 cc eroga 150cv, rivisto dagli ingegneri Lancia per renderlo ancor più silenzioso e progressivo, nel test raggiunge i 210,6 km/h. La 6V si rivela la migliore del trio: pur avendo un rollio maggiore della sorella "turbo" (165 cv e 220 km/h di velocità massima) può contare su una miglior aderenza e un sottosterzo molto meno accentuato, specialmente nelle forti accelerazioni. Nei cambi di direzione le reazioni più lente garantiscono una maggior stabilità, definendo il comportamento dinamico tra i migliori della categoria.

Pochi ma buoni. L’agguerrita concorrenza interna delle Thema Turbo e delle varie Alfa 164 V6 mise in ombra la Lancia Thema 6V sin da subito, e nonostante le sue qualità venne prodotta in soli 4888 esemplari, molti dei quali finiti all’estero. La sua elasticità e la coppia ai bassi regimi rendevano il motore PRV la base ideale per l’esclusiva Thema Limousine, prodotta in meno di 50 esemplari. Questi modelli di grande prestigio vennero distribuiti tra enti governativi (Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Ministero della Difesa) e le holding della famiglia Agnelli, dove sono state utilizzate come auto di rappresentanza per i vertici manageriali di Fiat Auto e Toro Assicurazioni.

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