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15 July 2019 | di Redazione Ruoteclassiche

Mauto, arriva “L’auto vista dalla Luna”

Il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna raccontato dalle auto che hanno visto la luce nel 1969. Fino al 22 luglio al Mauto c’è “Lauto vista dalla Luna”.

Dopo l'inaugurazione dello scorso 11 luglio, domani sera alle 21.00 nell'atrio del museo si riaccenderanno i riflettori su “L’auto vista dalla Luna”. Il giornalista e curatore della rassegna Giosuè Boetto Cohen - già autore per Ruoteclassiche di uno speciale centrato sull’anno dello sbarco dell’Apollo 11 sul nostro satellite naturale - presenterà in anteprima una selezione di rarissimi filmati d’archivio. L’ingresso al pubblico è gratuito fino a un massimo di 500 posti.

Il mondo non fu più lo stesso. Le stesse vetture raccontate sulle colonne del fascicolo allegato a Ruoteclassiche di gennaio rivivono in un’esposizione fisica che punta un faro su un anno che ha segnato un prima e un dopo nella storia contemporanea dell’umanità.

Le auto nel 1969. Mentre Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins scolpivano i loro nomi nella storia, primi uomini a mettere piede sulla Luna, debuttavano e cominciavano a circolare sulle nostre strade modelli destinati a entrare nell’immaginario degli automobilisti italiani, come Autobianchi A112, Fiat 128, Fiat 130 e Autobianchi A111. È tutta per loro la prima fila della rassegna, un percorso espositivo di ampio respiro che non tratterà soltanto il tema automobile.

Con l’auto si ripassa la storia. L’esposizione delle vetture accompagnerà i visitatori indietro di mezzo secolo, alla scoperta di quell’anno epocale. Che auto si guidavano nel 1969? E come veniva vista l’auto nell’anno dell’impresa del primo uomo sulla Luna? La mostra, con un linguaggio semplice, trasversale ed evocativo, risponderà a domande come queste e a molte altre ancora. In calendario fino al 22 luglio, “L’auto vista dalla Luna” si può visitare senza costi aggiuntivi a margine dell’esposizione permanente del Mauto. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare il sito internet del museo.

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