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Retromobile, aste: la top ten della fiera di Parigi

Si è chiusa ieri, con l’incanto di Artcurial, la settimana delle aste parigine, i primi dell’anno in territorio europeo. Ecco come sono andati e le prime indicazioni emerse.

Nel complesso i segnali che si possono trarre da questo primo test europeo sulla salute del mercato delle auto da collezione possono essere improntate a un cauto ottimismo, anche se gli indicatori sono tutti di segno meno. Visti i risultati delle aste del 2018, realizzare in Europa percentuali di vendita superiori al 65% dell’offerta totale è comunque un risultato incoraggiante. Se poi queste percentuali sono accompagnate anche da fatturati in crescita, si può dire che l’anno in corso sia iniziato nel segno dell’ottimismo.

 

ARTCURIAL

Un’Alfa da record. Tra i più soddisfatti sicuramente i responsabili di Artcurial, che hanno piazzato l’ennesimo colpo da maestro con la vendita record dell’Alfa Romeo 8C 2900 B Touring del 1938, aggiudicata a 16,7 milioni di euro (compreso il premio d’asta), il terzo prezzo più alto mai raggiunto da un’auto anteguerra, oltre che il più alto in assoluto dell’edizione 2019 di Rétromobile.

Per star sereni… Al di là del prezzo di aggiudicazione, però, lo scettro di regina della settimana delle aste parigine andrebbe assegnato alla Serenissima Spyder del 1966, la bellissima vettura da corsa realizzata dal conte Volpi di Misurata rimasta fino a ieri di sua proprietà. Uno stupendo pezzo di storia dell’auto sportiva italiana che ha attirato l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo scatenando una lotta serrata a suon di decine di migliaia di euro e conclusasi con un prezzo di aggiudicazione di 4,2 milioni di euro rispetto agli 1,8 milioni cui era stata stimata.

Old but gold. Grande interesse collezionistico hanno riscontrato anche quattro auto anteguerra scoperte dagli esperti di Artcurial in un fienile belga (le barn-find sono una specialità di Artcurial), tutte aggiudicate a prezzi elevati. Dalla Bugatti Type 40 del 1929 (stimata 100.000 – 130.000 € e aggiudicata per 190.700) alla Bugatti Type 57 Cabriolet del 1937 di Graber (stimata 400.000 – 600.000 € e venduta per 500.600 €; dalla Bugatti Tipo 49 Vanvooren del 1932 (stima 150.000 – 200 000 € e venduto per 196.700 €) alla Citroën 5HP del 1925 (stima 10.000 – 15.000 €) venduta per 21.500 €).

Si è giocato Francia-Germania. Buoni risultati sono stati ottenuti anche da una Citroën DS21 Cabriolet del 1927 (244.400 €); da una De Tomaso Pantera Group 4 del 1974 (202.600 €, due volte la stima); da una Mercedes SLR Stirling Moss Edition 2009 (2.617.000 €); e da una Porsche 916 Prototype «Brutus» del 1971 (953.600 €).

RM SOTHEBY’S

Inizio col botto. Meno articolata la proposta francese di RM Sotheby’s, la prima delle case d’asta ad aver iniziato le danze nella Ville Lumière, mercoledì 6 febbraio. Per lei un successo oltre le attese, con una percentuale di vendita del 79% su un totale di 84 vetture e un fatturato superiore ai sei precedenti. Merito di una selezione di auto moderne e di grande prestigio collezionistico anche se tra loro mancava una stella che si staccasse dalle altre.

Rossa mozzafiato. Alla fine la regina del catalogo della Casa anglo-canadese è stata la Ferrari F40 LM del 1987, una delle più attraenti vetture da corsa di Maranello dell’era moderna. Un’auto che è stata utilizzata prima per lo sviluppo della F40 stradale e poi trasformata in una vettura da competizione molto ambita.  I 4.842.500 euro raggiunti (compresi i diritti d’asta) rappresentano il nuovo record mondiale per questo modello.

E se “matching number” non è? Sotto le aspettative ma pur sempre ottimo è stato il risultato ottenuto da una Porsche 550 RS Spyder del 1956, che non poteva però vantare una perfetta corrispondenza tra i numeri del motore e del telaio. A questi livelli sono “difetti” che si pagano anche se poi chi l’ha acquistata potrà comunque esibire in ogni occasione una vettura tra le più attraenti in circolazione.

Non c’è tempo da perdere. Un buon risultato, anche se ottenuto fuori asta, è quello raggiunto da una Ferrari 275 GTB/6C Alluminio Berlinetta del 1966, una delle vetture che appartenevano alla Collezione Compiano venduta nel 2016 nell’asta più famosa di sempre: la Duemilaruote di Milano. È passata di mano per 2.860.000 euro, mentre a Milano era stata aggiudicata a € 3.416.000. Probabilmente chi l’ha venduta si trovava nella necessità di realizzare il massimo possibile. Oppure ha pensato che sarebbe stato ancora più difficile venderla a quella cifra nei prossimi mesi.

Regine della strada. Record invece per una Bugatti EB110 Super Sport del 1994, uno dei 30 esemplari costruiti e probabilmente l’unico esistente con un chilometraggio di soli 916 km da nuovo. È stata aggiudicata a 2.030.000 euro a fronte di una stima di 1.300.000 – 1.800.000 euro. Grande interesse anche per una Porsche 918 Spyder del 2015, equipaggiata con finiture Liquid Metal Silver venduta per 1.101.875 euro (a fronte di una stima di 950.000 – 1.100.000 euro).

Giovani gemme preziose. I veri protagonisti delle aste di RM Sotheby’s sono stati però i 25 esemplari di Youngtimer appartenenti alla collezione di 140 vetture che la Casa d’aste proporrà in diverse sedi. Si tratta di vetture caratterizzate da una condizione di manutenzione esemplare e da un chilometraggio bassissimo. Quella di Parigi è stata la prima tranche a essere venduta e i risultati hanno dato pienamente ragione alla casa d’aste. A partire dalla Mercedes-Benz 560 SEC AMG 6.0 ‘Wide-Body’ del 1989 venduta per 297.500 euro finali (contro una stima di 150.000 – 200.000 euro) per arrivare al top di  590.000 euro di una Ferrari Superamerica del 2006, consegnata nuova alla famiglia reale del Kuwait e presentata con una specifica di trasmissione manuale a sei velocità. Tra i pezzi della collezione da segnalare: una Porsche 928 GTS del 1992 di 17.000 km (€ 138.000 finali contro i 70-85.000 stimati); una BMW Alpina B12 del 1994 5,7 a € 207.000; un’Audi Quattro del 1985 (€ 77,625) e una Mercedes Benz E 500 Limited del 1994, venduta per € 86.250. 

BONHAMS

Coi piedi per terra. La casa d’aste londinese si è invece distinta per una proposta meno pretenziosa delle concorrenti, condita prevalentemente di vetture anteguerra, ma altrettanto efficace. Presentatasi al Grand Palais con un catalogo di 140 vetture, ha chiuso la sua vendita con 93 vetture aggiudicate.

Per qualche euro in più. Il suo top lot è stato quello relativo all’elegante Mercedes-Benz 540 K Cabriolet A del 1939, già di proprietà di Re Hussein di Giordania, aggiudicata a 1.581.250 euro. A seguire, una Mercedes-Benz 300 SL Gullwing Coupé del 1955 che sembrava appena uscita di fabbrica, venduta per 1.207.500 euro e una Porsche 356 Split-Window del 1950 (805.000 euro), vincitrice al Concorso d’Eleganza di Zoute e di InterClassics di Bruxelles e poi venduta per un euro a un offerente europeo.

È questione di proprietario. Molte le Bentley in catalogo, tra cui una Bentley 6,5 litri di Weymann Sports Saloon del 1928 venduta 1.150.000 euro. Bene anche una Bentley 8-Liter Sports Tourer del 1931 (787.750 euro). Altri lotti di spicco per Bonhams sono stati: una Ferrari 365 GT4 Berlinetta Boxer del 1974 (278.300 euro); una Alfa Romeo 6C-2300 Berlina di Stabilimenti Farina del 1937 (264.500 euro); una BMW 327/328 del 1939 (212.750 euro); una Lagonda M45 T7 Tourer del 1934 (212.750 euro) e la Toyota Celica ST185 Turbo Gr.A del 1994 vincitrice del Rally di Sanremo del 1994 con al volante Didier Auriol (207.000 euro).

MARCA/MODELLO CASA D’ASTE PREZZO (€)
1 Alfa Romeo 8C 2900 B Touring Berlinetta, 1939 Artcurial 16.745.600
2 Ferrari F40 LM, 1987 RM Sotheby’s 4.842.500
3 Serenissima Spyder, 1966 Artcurial 4.218.800
4 Porsche 550 RS Spyder, 1956 RM Sotheby’s 3.042.500
5 Ferrari 275 GTB/6C Alluminio Berlinetta, 1966 RM Sotheby’s 2.860.000
6 Mercedes-Benz SLR Stirling Moss Edition, 2009 Artcurial 2.617.200
7 Bugatti Chiron, 2018 RM Sotheby’s 2.275.000
8 Bugatti EB110 Super Sport, 1994 RM Sotheby’s 2.030.000
9 Ferrari F50, 1996 RM Sotheby’s 1.700.000
10 Mercedes-Benz 540 K Cabriolet A, 1939 Bonhams 1.581.250

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