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30 gennaio 2019 | di Redazione Ruoteclassiche

Uno sguardo a Ruoteclassiche di febbraio

Arriva in edicola Ruoteclassiche di febbraio. Sotto la lente d'ingrandimento la prima serie della Mazda MX-5, che proprio questo mese taglia il traguardo dei 30 anni, diventando così storica a tutti gli effetti.

Il piatto forte del numero di febbraio è annunciato già dalla copertina. Non è così ovvio, perché la scelta di una cover risponde a logiche non necessariamente di “peso contenutistico”, ma spesso più estetiche che altro. Questa volta però, con una fiammante Mazda MX-5 NA si annuncia all’interno un “Dossier” di 12 pagine dedicato alla prima serie, prodotta dal 1989 al 1998 in qualcosa come 430.000 esemplari, una cifra che le vale il primato di roadster più diffusa al mondo (complessivamente, tra tutte le generazioni che si sono susseguite nel tempo è stata costruita fino a oggi in oltre un milione di pezzi).

Doppia Studebaker. Presenza fissa è invece il “Test a test”, che su Ruoteclassiche di questo mese mette una di fronte all’altra due Talbot Sunbeam coeve, entrambe del 1981: una 1.0 LS e una 1.0 GLS. Tre le “Impressioni”: un’Alfa Romeo GT 1300 Junior del 1966, una Citroën D Luxe del 1972 e una Studebaker Champion Business Coupé del 1950. Marchio quest’ultimo protagonista della sezione “Ritrovamenti”, che si occupa di una Commander Land Cruiser del 1951 abbandonata dal lontano 1967 in un garage del centro di Milano.

Una Bugatti… alla mano. Incoronata “Regina del passato” di febbraio un’affascinante Bugatti Type 40 Roadster Luxe del 1930, erede della fortuna Brescia ma un po’ di “alla mano” delle altre ammiraglie della Casa. Le “Nate per correre” è appannaggio di una Maserati 450 S del 1956 (qui il nostro articolo con video): soltanto 11 gli esemplari costruiti per partecipare al Mondiale Sport del 1957 (che sfiorò). La “Classica domani” è la Cupra Ateca.

Ultraventennali, che cosa succede? Cosa sta accadendo attorno al bollo per le auto tra i 20 e 29 anni, dopo la delibera e l’entrata in vigore dell’ultima Legge di Bilancio? Sul numero di Ruoteclassiche in edicola ne parliamo in un'inchiesta approfondita che prefigura possibili scenari (e retromarce) futuri. In coda vi spieghiamo come ottenere il Certificato di Storicità.

Uomini e aziende. “Storia” e “Specialisti” incrociano l’avventura romana di Porsche Classic (che fa capo ad Autocentri Balduina) e la storia di Antonio Costantini, emigrato da Lecce per fare fortuna in Svizzera e diventare un apprezzato esperto nel restauro dei motori Ferrari, fra le cui mani sono passate alcune delle Rosse più prestigiose della storia.

Rassegne di spessore. Nella sezione “Fatti e Persone” spazio anche a due mostre importanti: una, al Mauto di Torino, dedicata al genio (nascosto) di Marcello Gandini e l’altra, ad Automotoretrò, che omaggia i 70 anni dell’Abarth (torneremo presto sopra il marchio dello Scorpione).

Un salto in Patagonia. In attesa dei due grandi eventi che segnano gli inizi della nuova stagione della regolarità - la Coppa Milano-Sanremo e il Rallye Monte-Carlo Historique - occhi puntati, dall’altra parte del mondo, sulla 1000 Millas Sport in Patagonia.

Incanti di ieri e di domani. La sezione “Vendita all’asta” fa un bilancio dell’anno appena chiuso e si proietta sui tre imminenti incanti di Rétromobile a Parigi, introducendo i lotti che con tutta probabilità scateneranno la guerra di rilanci dei collezionisti più facoltosi. “Il Polso del mercato” mette sotto la lente La Ferrari 308 e le sue derivate.

Nuova “mitica” collana. Ricordiamo che con il numero di febbraio - a richiesta - esordisce anche la nuova collana di speciali “le Mitiche”, che per questa prima uscita si occupa delle coupé più iconiche della storia.

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