Orologi
23 gennaio 2019 | di Paolo De Vecchi

Sihh 2019: le dieci novità più interessanti secondo noi

Si è conclusa a metà della scorsa settimana, a Ginevra, la 29° edizione del Sihh (Salon International de la Haute Horlogerie), il primo grande appuntamento del 2019 con le novità dell’industria del tempo.

I dati parlano di un appuntamento con cifre record, in particolare per le 23.000 presenze, un +15% rispetto allo scorso anno, con clienti finali e personaggi influenti che si sono aggiunti ai consueti visitatori professionali. I circa 1400 giornalisti accreditati hanno fatto la loro parte su carta e siti, ma da quest’anno il Salone di Ginevra ha sdoganato l’informazione in tempo reale del web, una grande rivoluzione che va ad aggiungersi ai media tradizionali e che ha saputo generare circa 380.000 post e 260 milioni di contatti. Tutto questo mondo molto gioca sulla mondanità, ma gravita attorno alle novità di prodotto e alle tendenze dell’anno, che sembrano puntare sul concetto vintage, sui quadranti colorati (di blu e verde soprattutto) e sull’innovazione tecnologica e di design, con le complicazioni meccaniche a fare la parte del leone.

Tenendo conto di queste linee guida, possiamo citare 10 modelli particolarmente esemplificativi, a cominciare dal Code 11.59 di Audemars Piguet, un segnatempo automatico e in oro bianco che vuole essere, dopo il mitico Royal Oak del 1972, la nuova icona della maison. Proprio per questo difficile compito cui è stato chiamato ha avuto giudizi contrastanti, ma tutti concordi nel ritenerlo al centro di un grande progetto orologiero, che vuole tratteggiare l’estetica dell’orologio contemporaneo d’alta gamma e tradizione. Da parte loro, sia Cartier sia A. Lange & Söhne attingono al proprio patrimonio storico, rivisitando il Santos e il Lange1, capostipiti rispettivamente della maison parigina e della manifattura sassone.

Al Sihh, aprono invece il sipario sui grandi progetti meccanici applicati alla misurazione del tempo Jaeger-LeCoultre e Girard-Perregaux, nel primo caso adottando in bella vista sul quadrante del Master in oro bianco un impeccabile regolatore di marcia tourbillon, nel secondo applicando al Cosmos in titanio l’indicazione realistica e in movimento su due globi del secondo fuso orario e delle costellazioni. E a proposito di complicazioni, chiude questa breve carrellata Vacheron Constantin, con un calendario perpetuo inserito in maniera inedita all’interno della cassa sportiva Overseas, per l’occasione realizzata in oro e con quadrante in lacca traslucida blu.

Si mostrano invece d’ispirazione militare, sia per le tinte sia per il design, le più attuali produzioni di Montblanc e Panerai, rispettivamente in campo con l’automatico Collezione 1858 in bronzo e con il subacqueo Submersible in fibra di carbonio. Infine, per la prima volta dopo tanti anni, Richard Mille presenta al Sihh novità non legate al mondo dello sport o dei motori e lo fa con la sua tipica stravaganza espressiva, questa volta ispirata con divertimento ai dolciumi, richiamati nel nome BonBon della collezione e nei loro colori, mentre Roger Dubuis nel mondo dell’automobilismo ci entra a tutto gas, con un aggressivo orologio automatico in titanio, battezzato Huracán e dedicato all’omonima supercar Lamborghini.

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