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10 gennaio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

115 anni fa nasceva Bertoni, lo scultore delle Citroën

Più conosciuto in Francia che in Italia, Flaminio Bertoni ha disegnato quattro vetture Citroën che hanno segnato in maniera indelebile la storia dell'automobile. In occasione del 115° anniversario della sua nascita, vi raccontiamo la storia dei suoi capolavori  a quattro ruote.

Nato il 10 gennaio 1903 a Masnago, un rione della città di Varese, Flaminio Bertoni emigra in Francia all’inizio degli anni 30. Appassionato di pittura e scultura - attività cui si dedica parallelamente a quella di stilista di automobili -, entra in Citroën nel 1932, in un periodo cruciale per la Casa francese.

A Parigi, infatti, gli affari del "Double Chevron" non vanno affatto bene e il patron André capisce subito che solo una mossa ardita potrà risollevare le sorti dell'azienda. Pensa così a un’automobile rivoluzionaria e ingaggia André Lefèbvre, un progettista che ha da tempo un chiodo fisso: spostare il peso del veicolo in avanti. Allo stile della nuova vettura (la Traction Avant, che debutta nel 1934 e deve il suo nome alla trazione anteriore) lavora proprio Bertoni che, partendo da una maquette di plastilina, dà forma a un’elegante carrozzeria, bassa e aerodinamica, con le portiere a libro incernierate sul montante centrale.

La seconda Citroёn che porta la firma del designer varesino è la 2 CV, utilitaria pratica ed economica che la marca francese ha prodotto per 42 anni, dal 1948 al 1990 (dal 1° al 4 febbraio, il 70° compleanno della "Deuche" sarà festeggiato dalla kermesse torinese Automotroretrò). Costruita in 3.868.634 milioni di esemplari, è stata fedele compagna a quattro ruote per intere generazioni di automobilisti, simbolo indiscusso di libertà e joie de vivre.

Ma è nel 1955, al Salone di Parigi, che viene svelato al pubblico il capolavoro assoluto di Flaminio Bertoni. In un’epoca in cui per le strade si vedono ancora vetture in pieno stile “anteguerra”, con parafanghi esterni, pedane e mascherine cromate, la DS, con la sua silhouette allungata e i suoi innovativi contenuti tecnologici (sospensioni idropneumatiche, servosterzo e servofreno) sembra davvero atterrata da un altro pianeta. Oltre il tempo e le mode, la "déesse" (in francese la sigla si legge così, in italiano vuol dire "dea") fa sognare ancora oggi gli appassionati di tutto il mondo. Qui, un articolo che celebra i sessant'anni del modello.

L’ultima creazione dell’"Italiano" – così Bertoni veniva chiamato al reparto di progettazione di rue du Théâtre, a Parigi – è la Ami 6, caratterizzata dall’originalissimo lunotto inclinato al contrario, ispirato a quello della Ford Anglia 105E del 1959.

Alberto Amedeo Isidoro

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