A Rétromobile il mito di Steve McQueen - Ruoteclassiche
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28/01/2026 | di Roberto Barone
A Rétromobile il mito di Steve McQueen
Una mostra immersiva racconta il rapporto viscerale con i motori e la velocità dell'attore-pilota attraverso alcuni dei modelli a due e quattro ruote più rappresentativi
28/01/2026 | di Roberto Barone

In occasione della sua 50ª edizione, Rétromobile 2026 dedica una mostra immersiva a Steve McQueen e al suo rapporto viscerale con la velocità. Un viaggio emozionale - attraverso alcuni dei modelli a due e quattro ruote più rappresentativi della sua vita - nei gusti, nei sogni e nella continua ricerca dell'adrenalina dell’attore-pilota hollywoodiano.

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Garage da cinema

Allestita nel cuore del Pavillon 7.2 del Paris Expo Porte de Versailles, la rassegna accende i riflettori su una selezione di motociclette e automobili che più incarnano l’universo del "King of Cool", creando un ponte tra cinema e motorismo storico. Tra le protagoniste assolute spicca la Triumph TR6 del 1961, celebre per la sua apparizione sul grande schermo nel film "La grande fuga", simbolo di libertà e ribellione rimasta nell’immaginario collettivo degli anni 60. Accanto a essa, la Husqvarna 400 Cross del 1971, con cui McQueen amava correre nel deserto del Mojave, nel sud della California, e la Honda 250 SRM dello stesso anno raccontano il legame profondo dell’attore per il fuoristrada e il motocross.

Bullitt: la leggenda

Nessun tributo a McQueen sarebbe completo senza ricordare una delle pellicole più memorabili della sua carriera, "Bullitt", dove al volante di una Ford Mustang Fastback del 1968, nei panni di un poliziotto incorruttibile, si lancia all'inseguimento della Dodge Charger dei sicari:un film che ha segnato la storia del cinema perché è stato il primo a presentare una vera scena ad alta velocità, peraltro girata personalmente dall'attore che ha sempre rifiutato di fare ricorso a controfigure. Entrambe le vetture si potranno ammirare a Rètromobile.

La passione prima della fama

La mostra non si limita a esporre veicoli, ma invita i visitatori a comprendere il percorso umano di McQueen, a partire dalla sua infatuazione per le moto. Prima ancora di diventare una star, Steve si guadagnava da vivere partecipando a corse motociclistiche con la determinazione di chi vede nell’acceleratore non un semplice pedale, ma una filosofia di vita. La sua amicizia con il pilota e stuntman Bud Ekins non solo rafforzò la sua abilità, ma lo radicò ancor più profondamente nella comunità dei "veri" appassionati di motori.

Immersione sensoriale

La scenografia dell’esposizione richiama scene di film, box di corse e paesaggi degli anni 60 e 70, offrendo un’esperienza sensoriale completa. Non si tratta soltanto di ammirare mezzi storici, ma di rivivere l’epoca in cui McQueen trasformò la sua immagine pubblica in un manifesto di libertà e velocità. Ogni moto, ogni auto qui esposta è il capitolo di una narrazione che parla di sguardi oltre l’orizzonte, di piste polverose, di motori ruggenti e di un’idea di avventura che trascende la semplice guida. Steve McQueen ha lasciato un segno indelebile tanto nel cinema quanto nel collezionismo: la sua passione per i motori ha fatto sì che oggetti come moto d’epoca e muscle car non siano mai stati meri esemplari da ammirare, ma autentici simboli culturali. A Rétromobile 2026, questa eredità rivive con forza nello sguardo di chi ama l’arte della guida, la storia del motorismo e il fascino senza tempo di un uomo che ha saputo trasformare la sua ossessione in leggenda.

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