33° Salone dell'Automobile di Torino, 4-15 aprile 1951: il sipario si alza sulle nuove Alfa Romeo 1900 Sprint. Prima ancora di rappresentare l'effettiva celebrazione del rinnovamento della Casa in atto, queste creature riconfermano che la vecchia regina, la 6C 2500 già minata dalla 1900 berlina, ha i giorni ormai contati. Viene però confermato il suo vecchio "ordinamento" per le derivate ufficiali nel listino: alla Carrozzeria Touring spetta la coupé, a Pininfarina la cabriolet. Appositamente per i carrozzieri, viene allestito il pianale C, accorciato nel passo da 2.630 a 2.500 millimetri. Il motore di 1.884 cm³ sale da 80 a 100 CV (la stessa taratura poi adoperata anche sulla 1900 TI nel 1952), maggiorando le valvole di aspirazione e di scarico, mentre il carburatore monocorpo lascia il posto ad un Weber 40 DCA3. Unendo queste modifiche alla diminuzione del peso di circa un quintale, si ottiene un sensibile aumento delle prestazioni, con punte velocistiche nell'ordine dei 180 km/h per l'aggressiva coupé Touring, e 170 per l'elegante cabriolet Pininfarina, che mantiene lo stesso peso a vuoto della berlina, 1.100 kg.
Scelte difficili
In realtà, l'Alfa Romeo aveva esteso la gara d'appalto per vestire i suoi telai anche ad altri grandi interpreti del rinascimento italiano. Per tutti significava una commessa importante, per qualcuno avrebbe addirittura determinato la sopravvivenza dell'azienda, come nel caso di Castagna. Concittadina in difficoltà e geograficamente prossima al Biscione, all'Alfa Romeo avrebbe fatto piacere aiutarla, ma purtroppo la sua proposta, più pomposa e pesante, meno compatta e pulita della coupé Touring, viene scartata. La stessa sorte capita anche a quella della Colli, ed ecco che rimangono Pininfarina e Touring a giocarsela. Ovviamente anche i loro concept presentano dei chiari rimandi estetici alle 6C 2500 (SS Cabriolet per il primo, Villa d'Este per il secondo), ma con maestria ripuliti, aggiornati, semplificati e snelliti. Perfettamente inerenti e consapevoli dei nuovi parametri estetico-funzionali che l'Alfa Romeo voleva trasmettere e sviluppare, rinnegando di netto l'opulenza delle forme come sinonimo di lusso e prestazioni (pur mantenendo il tocco classico delle belle ruote Borrani a raggi tangenti).
Di bene in meglio
Dopo un inizio della produzione lento, come per la berlina, la disponibilità di pianali aumenta. Per la Touring è l'automobile carrozzata nel maggior quantitativo di esemplari fino a quel momento (circa 650, più ulteriori 299 con la carrozzeria leggermente aggiornata e già motorizzate Super Sprint, prima però della terza serie "Giuliettona"). Pininfarina può concedersi di offrire personalmente la sua alternativa coupé in piccola serie, circa un centinaio, troppo bella per non essere fatta: un'accattivante due posti con lunotto panoramico, rifiutata solo per delle sottigliezze di peso, leggermente superiore alla Touring, e proprio per il lunotto che la tecnologia dell'epoca non permetteva di produrre con standard omogeneo; spesso il cristallo si rompeva durante la fabbricazione e andava buttato. Bertone, Boano, Boneschi, Francis Lombardi, Ghia, Vignale e Zagato furono altri sarti che operarono in misura minore sulla 1900C Sprint, la quale non solo aprì la strada alle successive Super Sprint, ma fu la capostipite dell'intera, longeva famiglia di sportive "moderne" dell'Alfa Romeo, sia su strada che in pista.
