Se l’idea era scatenare un vespaio di polemiche, l’obiettivo è perfettamente riuscito, soprattutto al di qua dell’Atlantico. Negli Usa, invece, l’approccio alla trasformazione delle auto è totalmente libero da qualsiasi condizionamento e fare uno “swap” di motore - ovverosia sostituire quello originale con un altro diverso proveniente da un modello di un’altra marca - è comune come da noi fare un cambio dell’olio. Olio, che, con il marchio giapponese Eneos, ha sponsorizzato il progetto di Jimmy Oakes, imprenditore in ambito automobilistico e famoso youtuber.
Maserati-Ferrari-Porsche
Una miscela esplosiva di motore italiano, telaio tedesco e benedizione nipponica che è stata battezzata “Porrari”, con effetti cacofonici che forse sono sfuggiti a chi mastica solo l’americano. L’idea di infilare dentro una Porsche 911 SC del 1978 un V8 Maserati F136 (quello costruito dalla Ferrari) proveniente da una Quattroporte del 2007 è stata portata avanti, infatti, senza farsi troppi problemi su come avrebbero reagito i puristi. Per tutti gli altri, l’apprezzamento verso questo lavoro - tutt’altro che semplice - è invece partito dal fatto che, tecnicamente, far combaciare tutto facendo spazio a un motore ben più grosso del 6 cilindri boxer originale è stata una vera impresa, documentata sul canale YouTube di Oakes.
Tetto di carbonio e pezzi su misura
Prima di poter prendere in considerazione qualsiasi modifica, la Porsche 911 è stata sottoposta a un restauro completo, che è diventato uno degli aspetti più impegnativi del progetto, richiedendo lo smontaggio e il restauro dell'intero telaio e cogliendo l’occasione per rimuovere il tetto e sostituirlo con un rivestimento di fibra di carbonio. A quel punto, si è recuperato il cambio di una Porsche 996, accoppiandolo al V8 con una frizione e un volano realizzati su misura: dato che c’era, il caro Jimmy ha pensato bene di spingersi oltre con i pezzi personalizzati, aggiungendo al V8 made in Maranello una componente germanica, ovvero i corpi farfallati individuali provenienti da un motore BMW M3 S65, adattati con trombe di aspirazione stampate in 3D.
Problemi da risolvere
La complicazione maggiore però è arrivata al momento di ospitare il radiatore, visto che la Porsche 911 SC era raffreddata ad aria e aveva un motore più piccolo. Per poterlo collocare nella parte anteriore, si è dovuto riposizionare il serbatoio e - visto che tutto l’impianto elettrico è stato rifatto ex novo - si è provveduto a costruire un tunnel rimovibile al centro del telaio per consentire il passaggio diretto del liquido di raffreddamento. Non è la prima volta che qualcuno ha stipato un V8 nella parte posteriore di una 911, quindi i rinforzi aggiuntivi del telaietto supplementare non hanno creato troppi grattacapi. Anzi, hanno anche permesso di installare delle sospensioni regolabili della Stance Suspension, mentre per i freni si è rimasti in casa Porsche, prendendo delle pinze Brembo a quattro pompanti di una Boxster.
Interni da corsa e look da pista
Per quanto riguarda gli interni, c’è poco da dire, perché sono stati completamente spogliati e dotati di volante e sedili da corsa, oltre a un roll bar a gabbia. La carrozzeria originale della 911 invece è stata allargata sia all’anteriore che al posteriore, donandole un look simile alle 934, ma oltre che una scelta estetica, si è trattato di un’esigenza pratica. Con una potenza più che raddoppiata rispetto all'originale, era necessario aumentare l’impronta a terra e, infatti, la “Porrari” monta dei cerchi da 17x9,5 pollici all'anteriore e 17x10,5 pollici al posteriore, equipaggiati con pneumatici Accelera 651 Sport 235/40 R17 e 255/40 R17. Il risultato finale, con quegli scarichi esagerati (ovviamente anch’essi realizzati su misura), è un esperimento che siamo curiosi di vedere come risponderà alla prova su strada, ma che, in quanto a risonanza mediatica, ha sicuramente raggiunto il suo obiettivo. Però per favore, smettetela di chiamarla “Porrari”, non si può sentire.
