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23 maggio 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

La vera auto di 007? In uso all’Intelligence inglese

Scoperta in una Aston Martin Vantage DB 2/4 del 1954 parte dei congegni poi comparsi anche nella vettura di James Bond in "Goldfingher". È l’auto che ha ispirato Ian Fleming? Coys dice di sì. E la mette all’asta.

Il condizionale è d’obbligo, ma sembrerebbe proprio che l’Aston Martin Vantage DB 2/4 MK I del 1954, che la casa d’aste Coys metterà all’incanto il 12 luglio nel monumentale Blenheim Palace di Oxford, sia davvero quella che ispirò a Ian Fleming l’idea di affidare a James Bond un'Aston Martin piena di congegni nascosti. La si ritrova infatti nel romanzo Goldfingher: un’auto blindata e ricca di marchingegni di difesa mai visti prima. Si ricorderà lo scudo posteriore antiproiettile, il sedile passeggero eiettabile, le mitragliatrici anteriori e posteriori, lo spargichiodi, lo spargiolio, il tranciaruote, le targhe intercambiabili, il telefono, il radar nello specchietto, un cassetto sotto il sedile passeggero e altro ancora. Nel film il compito di trasportare tutto questo carico di gadget sarà affidato a un'Aston Martin DB5 coupé del 1963, ma a quanto pare l’idea partì da questa DB 2/4.

Lo hanno scoperto i nuovi proprietari della vettura targata JBW 974, che dopo aver riposato per decenni nel classico garage polveroso, ha svelato la sua vera origine durante le fasi di restauro. È stato in questa occasione che sono venute alla luce una serie di particolari insoliti, come i paraurti rinforzati in acciaio, i cassetti nascosti, un sistema di accensione anti-interferenza, connessioni per una radio a due vie nel sedile del guidatore e un dispositivo che calcola con precisione il tempo e la distanza rispetto a una velocità media preselezionata. Ed è così che si è scoperto anche il collegamento della vettura tra l'Intelligence Service britannico e il creatore di James Bond, Ian Fleming. Proseguendo nelle indagini, infatti, i titolari hanno trovato che la vettura è stata fornita nuova il 4 luglio 1955 all'onorevole Phillip Ingram Cunliffe, il cui padre, Lord Swinton, oltre che uno stretto confidente di Winston Churchill era anche il capo del MI5 durante la Seconda guerra mondiale. Casualmente Lord Swinton era anche il vicino di casa di Ian Fleming nel Kent, che non deve aver faticato molto a ispirarsi a un simile gioiellino per i suoi romanzi.

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