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22 June 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Museo Fratelli Cozzi: riapertura speciale per i 110 anni dell’Alfa Romeo

Le feste sono belle quando ci sono tanti amici”, esordisce così Elisabetta Cozzi, direttore del Museo Fratelli Cozzi. Tartine e Champagne lasciano il posto a una passione autentica e partecipata perché l’amore per l’Alfa Romeo è un sentimento trasversale capace di abbattere le barriere sociali e generazionali.

Il Museo Cozzi di Legnano (Mi) riapre dopo la quarantena in un momento molto particolare: i 110 anni dell’Alfa Romeo. L’evento di ieri è stato l’occasione per celebrare (con le dovute cautele per la sicurezza) questo importante traguardo fondendo tre realtà diverse unite in nome dell’automobilismo, Ruoteclassiche, il Museo Cozzi e il CMAE. A fare gli onori di casa Elisabetta Cozzi, Direttore del Museo mentre Massimo Zecchini e Nina Stefenelli erano in rappresentanza del CMAE (Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca), uno dei più antichi club di auto storici in Italia, attivo dal 1959.

La società che cambia. L’automobile è stata protagonista di una Storia che esula dal tecnicismo didascalico. La giornalista Laura Defendi è stata la nostra guida e ci ha edotti sulle storie appassionanti dei vari modelli esposti, facendoci immergere in mondo, quello Alfa Romeo non di sole automobili, ma inteso come un più vasto percorso multidisciplinare che contestualmente ad ogni vettura ha toccato i temi più disparati: dallo stile al marketing in una società, la nostra, in continua evoluzione.

Più uniche che rare. La rassegna inizia con una vettura molto speciale, l’Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d’Oro in arte “Gobbone”, la vettura che sancisce la fine della produzione artigianale Alfa Romeo a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra, una delle ultime vetture italiane con guida a destra. Passiamo quindi all’ Alfa Romeo 1900 Super, che segna l’avvento della produzione in serie e alla Giulietta TI, un esemplare “Giallo Cina”, che è stata la prima vettura ad entrare nella collezione di Pietro Cozzi. C’è poi la magnifica 6C Cabriolet Farina, datata 1950 come la coupé Freccia d’Oro e la Giulia TI, un esemplare unico in grigio “Fumo di Londra”. Ogni auto ha una storia particolare e vale davvero la pena di visitare il Museo per scoprire tanti aneddoti e curiosità come quello relativo alle 50 Alfa Romeo 1750 donate nel 1970 al governo cubano o al record tuttora imbattuto dall’altro esemplare unico della collezione, la 155 Q4 che nel 1992 battè il record di velocità sul lago salato di Bonneville.

Mettila lì. L’Alfa Romeo è parte integrante della famiglia Cozzi, sin dal 1955 quando Pietro e i suoi fratelli decisero di creare la concessionaria e l’officina Cozzi. Una realtà divenuta “commissionaria” Alfa Romeo dal 1960 e un punto di riferimento per la comunità alfista. Modello dopo modello Pietro Cozzi si innamora di queste auto, a tal punto da voler conservare un esemplare di ogni modello: “Mettila lì” è motto del museo e il gesto di chi non vuole separarsi da ciò che ama. Anno dopo anno la collezione si arricchisce e per celebrare i 60 anni di onorata carriera dell’azienda e gli 80 di Pietro, la collezione diventa un museo: il modo migliore per vivere una passione è condividerla.

Il sapere condiviso. Il Museo Cozzi è stato associato ad una cattedrale dedicata al collezionismo: 3 navate con al centro le spider e ai lati coupé e berline. Troviamo in successione i modelli principali dal dopoguerra al 2000: dalla 2600 berlina (e le sue varianti Coupé e Spider), l’ultima d’ispirazione vagamente americana con cambio al volante e panca anteriore, fino alle varie Alfetta, Giulietta, Alfasud, Alfa 6, 75, 90, 156 e 166, oltre alle GTV e Spider di fine anni 90. Il Museo Fratelli Cozzi è il tempio di una passione, che come dicevamo va condivisa e così da mercoledì 24 giugno saranno consultabili online i preziosi archivi che racchiudono poster, informazioni tecniche, locandine pubblicitarie e promozionali che raccontano l’evoluzione dei modelli ma anche del modo in cui venivano commercializzati, scopriamo così che i Beatles durante il loro tour italiano nel 1965 viaggiarono esclusivamente su veicoli Alfa Romeo. “Il sapere per essere tale dev’essere condiviso” sottolinea Elisabetta Cozzi, anche per chi non ha avuto la fortuna di “respirare il profumo della Storia” che c’era al Museo, aggiungiamo noi.

Le iniziative. Tra saluti col gomito e odore di benzina, alle 17 prende il via la diretta con l’Asi per l’iniziativa “Asi sulle strade d’Italia” che ha visto la partecipazione di tantissimi club di veicoli storici da Nord a Sud. Nell’ottica di una passione trasversale per l’Alfa Romeo, il Museo Fratelli Cozzi propone poi l’interessante progetto “Women in power” per superare gli stereotipi legati al binomio donne e motori in un percorso interdisciplinare che abbraccia temi economici, politici, sportivi, sociali e culturali da percorrere insieme: perché il punta-tacco non è soltanto una prerogativa maschile.

Festa per tutti. Suddivisi in tre slot si sono susseguiti 15 equipaggi per turno, con un parco auto di livello: dall'Alfasud Giardinetta alle Giulia Sprint GT e GTA alle varie Spider, come la Giulietta Sprint e varie “Duetto”, sino alla spettacolare 6C 2500 SS Villa d’Este. Non sono mancate le youngtimer come la 147 GTA, la Spider Tipo 916 e una 75 Evoluzione o vetture odierne come la 4C di un equipaggio giapponese. Quando è festa il campanilismo è bene lasciarlo a casa, e così oltre alle vetture Alfa Romeo all’evento hanno partecipato equipaggi a bordo di vetture Lancia (Appia III Serie, Flavia Coupé 1.8 e Flaminia 2.8 3C Touring), Fiat 124 Spider; tante le auto estere come la Austin Healey 100, Porsche 930 Targa e Boxster, diverse Mercedes-Benz (250D W124, 500SL R129, CLK 200 Kompressor Sport) e persino una Buick Roadmaster del ’95.

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