Quando la Opel Calibra vinse il Campionato Turismo - Ruoteclassiche
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14 April 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Quando la Opel Calibra vinse il Campionato Turismo

Nel 1996 la Casa di Russelsheim conquistò il Titolo costruttori dominando nel Campionato Internazionale Turismo. Gli artefici del trionfo Opel furono Manuel Reuter e la Opel Calibra V6 ITC, una “belva” da 500 CV con cambio sequenziale e trazione integrale.

La stagione 1996 è stata una delle annate più appassionanti del Campionato Turismo. Le vetture di Classe 1 raggiunsero un livello tecnologico elevatissimo, pari a quello delle auto di Formula 1.
Con il beneplacito della FIA, il campionato tedesco DTM venne ribattezzato ITC (International Touring Car Championship) e le corse della stagione ’96 si tennero in tutto il mondo: da Hockenheim in Germania a San Paolo in Brasile.Le competizioni, serratissime, con i concorrenti si sfidavano in emozionanti sorpassi tenevano gli spettatori col fiato sospeso sugli spalti o incollati al video durante le dirette TV. Erano gli anni dell’Alfa Romeo 155, delle Mercedes-Benz Classe C W202 e della Opel Calibra, la vettura che in quel fatidico 14 aprile 1996 si aggiudicò il titolo mondiale con la vittoria di Manuel Reuter.

Le stelle del motorsport. Il Campionato Turismo vide la partecipazione di molti ex piloti di Formula 1 come Alessandro Nannini, JJ Lehto e Hans-Joachim Stuck. Decani del motorsport che lottavano contro giovani promettenti come Giancarlo Fisichella e i vincitori delle precedenti edizioni del DTM: Nicola Larini del team Alfa Corse (1993); Klaus Ludwig, AMG Racing (1994) e Bernd Schneider, AMG Racing (1995).
Con l’avvento del nuovo campionato internazionale, nel 1996, per la Opel corsero tre squadre ufficiali, Joest, Rosberg e Zakspeed.
Per Opel la stagione’96 iniziò in maniera perfetta sul circuito di casa, Hockenheim. Il 14 aprile di quell’anno, Manuel Reuter conquistò la vittoria sulla sua Opel Calibra “Cliff” nella prima delle due gare. Il pilota tedesco, tuttavia, si assicurò il campionato nel corso di una gara molto movimentata disputata sotto la pioggia battente a San Paolo del Brasile. Reuter riuscì a lasciarsi alle spalle il principale pretendente per il titolo, il connazionale Bernd Schneider su Mercedes-Benz Classe C.
Nel finale di stagione disputatosi a Suzuka in Giappone, oltre al titolo piloti, Opel conquistò anche il primo posto nel campionato costruttori con 349 punti, trionfando davanti alle temibili rivali Alfa Romeo (340 punti) e Mercedes-Benz (305).
I piloti al volante delle Opel Calibra conquistarono ben 19 podi su 26 gare per un totale di nove vittorie: quattro con Klaus Ludwig (passato al team Opel Zakspeed), tre con Manuel Reuter del team Joest e due di "Strietzel" Stuck (Team Rosberg).

La Opel Calibra V6 ITC. Sotto le fattezze vagamente simili ai modelli di produzione, le Calibra V6 4x4 impegnate nella categoria Turismo di Classe 1 celavano le più avanzate tecnologie e motori V6 da 2.5 litri di cilindrata con potenze nell’ordine dei 500 CV. Anche il telaio era completamente rivisto per l’uso agonistico. L’Opel Calibra ITC poteva contare sulla trazione integrale, l’ABS e su una delle prime applicazione della trasmissione sequenziale con palette al volante.
Il cuore pulsante della Opel Calibra impegnata nell’ITC era un propulsore V6 basato su quello impiegato dalla Opel Monterey (Isuzu Trooper), ampiamente rimaneggiato per l’impiego agonistico. Il blocco in alluminio consentiva un significativo risparmio di peso rispetto e la maggiore ampiezza dell’angolo della bancata (75° contro i precedenti 54 gradi) ridusse l’altezza totale, consentendo di avere un baricentro più favorevole e prese d’aria meno sporgenti. Nel corso della stagione la Cosworth Engineering affinò ulteriormente il propulsore garantendone la massima competitività.

La tecnica.
La Opel Calibra V6 ITC montava anche una nuova trasmissione a sei marce, che si avvaleva di un dispositivo di cambiata semiautomatica a comando idraulico. Questa tecnologia venne sviluppata insieme alla Williams GP Engineering al fine di ridurre il carico di lavoro del pilota nelle fasi più impegnative della corsa ed impediva al propulsore di andare fuori giri. Il cambio sequenziale veniva azionato con le palette al volante o premendo un pulsante: alla Opel Calibra bastavano solo 0,004 secondi per passare da una marcia all’altra, compreso l’innesto della frizione. Una soluzione derivata dalla Formula 1, che consentiva al pilota di effettuare i cambi marcia in frazioni di secondo. Con queste prerogative, i tempi sul giro delle vetture turismo erano in linea con quelli della Formula 3000, il campionato che permise a molti piloti di approdare nella categoria più prestigiosa, la Formula 1.

Assetto intelligente. Un altro sistema idraulico variava la pressione durante i bloccaggi del differenziale. Alcuni sensori misuravano lo slittamento delle ruote e la centralina elettronica convertiva le informazioni per applicare la pressione idraulica migliore, ad esempio, aumentandola nelle fasi di accelerazione e determinando così il bloccaggio del differenziale. Una volta registrato il percorso in fase di qualifica, diventava possibile programmare il bloccaggio del differenziale, così come la regolazione automatica delle barre antirollio. La tenuta di strada della Opel Calibra migliorò sensibilmente per il lavoro degli specialisti di aerodinamica: con 200 ore di prove nella galleria del vento, la deportanza venne incrementata del 28 per cento.

La fine dell’ITC.
Al termine della stagione 1996, con il trionfo della Opel, l’epoca delle auto da turismo di Classe 1 raggiunse il suo apice. Le nuove vetture da Turismo erano considerate le "Formula 1 con il tetto", ma il loro sviluppo richiedeva ingenti risorse in termini di sviluppo e gestione. Per questo motivo, dopo soli due anni, il Campionato ITC venne accantonato.
Nel 2000, la Fia ripropose il Campionato DTM, chiamato German Touring Car Masters. Il nuovo regolamento stabilì l’utilizzo di tecnologie più semplici e “gestibili” da parte delle Case automobilistiche. Manuel Reuter conquistò altre due vittorie con la Opel, questa volta al volante della nuova Astra V8 Coupé. Così come giunsero sul gradino più alto del podio anche i colleghi Joachim Winkelhock e Uwe Alzen, entrambi in forza alla Casa di Rüsselsheim.
Gran parte delle Opel da corsa che gareggiarono negli anni 90 tra i campionati ITC e del DTM sono custodite oggi nella collezione Opel Classic. La Opel Calibra con la livrea nera e bianca “Cliff” è parcheggiata in prima fila: la campionessa dell’ITC è ancora in pole position, oggi come 25 anni fa.

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