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09 July 2020 | di Paolo Sormani

Svelate le stelle di Poltu Quatu Classic

Sono l’Alfa Romeo Montreal smeraldina della Collezione Lopresto (in copertina su Ruoteclassiche di giugno) e l’Alfa Romeo 6C 1750 GT Spider della Collezione Righini le superstar a sorpresa annunciate dagli organizzatori del Poltu Quatu Classic.

Il Concorso d’eleganza più glamour dell’estate italiana, il Poltu Quatu Classic che si apre domani nella località turistica della Costa Smeralda, aveva tenuto in serbo due grandi protagoniste a sorpresa. Le promesse di storicità ed esclusività sono state mantenute: la notizia è che nella classe “Wonderful Coupé” sarà presente l’Alfa Romeo Montreal di Corrado Lopresto, star della copertina di Ruoteclassiche di giugno. Un’altra Alfa straordinaria e di particolare valore storico, la 6C 1750 GT Spider della Collezione Righini, uscirà per un fine settimana dalla rarefatta atmosfera aristocratica che respira, per concedersi in tutto il suo splendore alla classe “La Dolce Vita”. Non potrebbe esserci vettura più giusta nel posto giusto, al giusto tempo. Carrozzata a Torino da Garavini nel 1930, l’Alfa Romeo 6C 1750 GT Spider fu una delle protagoniste delle vivaci e interminabili notti romane degli anni Cinquanta e Sessanta. Quelle ritratte in bianco e nero da Federico Fellini, con gli attori americani e i paparazzi, l’emergente avanguardia artistica e i flaneur in perenne grand tour esistenziale.

Tra Rossellini e Buscaglione. In quei giorni e in quelle serate non era infrequente ammirare la 1750 Spider tra via Veneto e Ponte Milvio, i luoghi della mondanità più celebrata di Roma, parcheggiata tra la Ferrari del regista Roberto Rossellini e l’imponente Studebaker di Fred Buscaglione. Frequenti erano le gite fuori porta o castellane con Henry Fonda e i fratelli Bulgari, Francesco Santovetti, Giorgio Marzolla, Afdera Franchetti. Una signora elegante e sempre dinamica la 1750 Spider, forse un po’ in là con l’età, ma ammantata da un’aura di glamour. Anzi, è stata a suo modo protagonista dei piccoli raduni romani degli anni Cinquanta a Villa Glori, che ebbero il merito di anticipare il movimento dell’auto classica in Italia. Nella sua storia di passione risiede il valore storico della vettura, recuperata con amore dal barone Giorgio Franchetti il quale la intestò alla sorella Tatiana, detta Tatia. Franchetti era un collezionista di opere d’arte anche senza ruote, in particolare quelle legate alla modernità del Futurismo e delle Avanguardie di quegli anni. Fu proprio lui a fondare a Roma il Registro Storico Italiano Alfa Romeo nel 1962 con Francesco Santovetti, che possedeva una rarissima 8C tipo Monza ex Nuvolari. Da circa mezzo secolo la 6C 1750 GT Spider appartiene alla Collezione Righini di Castelfranco Emilia.

Wonderful Coupé, assolutamente. Ma c’è anche un po’ di Gran Turismo nel verde smeraldo che brillerà sulla passerella di Poltu Quatu questo fine settimana. L’Alfa Romeo Montreal numero di telaio 102 è stata magnificamente raccontata da Gaetano Derosa sul fascicolo di giugno di Ruoteclassiche. Non si tratta di una delle due cosiddette “montrealine” esposte all’Expo del ’67, ma di uno dei due esemplari preserie con motore V8 da 2.6 litri che lasciò il segno al Salone di Ginevra del 1970. È uno dei più recenti “colpi all’italiana” di Corrado Lopresto, che l’ha recuperata dagli Stati Uniti e fatta restaurare con la consueta cura e competenza. Lopresto l’ha riportata nel colore e nelle condizioni in cui fu esposta a Ginevra e ritratta a Venezia in una famosa sessione fotografica promozionale, fra una coppia di modelle vestite Fendi. Proprio quelle immagini hanno rivelato gli interni originali, diversi dalla pelle nera del ritrovamento. Il ripristino del tessuto verde Bertone di derivazione Miura sarà l’atto finale della storia di questa straordinaria sportiva all’italiana. Prima, però, troverà il tempo di concedersi agli occhi degli appassionati in un vero fine settimana da “Smeralda”.

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