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20 February 2020 | di Redazione Ruoteclassiche

1000 Miglia al Salone di Ginevra: insieme verso il futuro

Per i 90 anni del Motor Show svizzero, un’installazione della corsa della Freccia Rossa racconterà la storia dell’automobile per riflettere sulle innovazioni di domani.

“Un intero padiglione dedicato alle prove di veicoli a propulsione alternativa, che percorreranno una pista della lunghezza di 450 metri”. Secondo Maurice Turrettini, presidente del Salone di Ginevra, che è stato presentato stamattina a Milano, questa è la novità più significativa dell’edizione numero 90, al via il 5 marzo (fino al 15). I numeri di quest’anno: 150 espositori distribuiti su 57.100, oltre 90 novità presentate dalle Case. Grande attenzione alle tecnologie del futuro (dall’elettromobilità alla guida autonoma), ma anche uno sguardo attento al passato. E il passato dell’automobile è la 1000 Miglia, che quest’anno, a Ginevra, avrà uno spazio particolare: al padiglione 6 sarà allestito Expo Speciale 1000 Miglia “Crossing the future”, un viaggio nella cultura delle corse e nei cambiamenti che l’auto ha portato nella nostra società.

La Freccia Rossa a Ginevra. Ha illustrato questo viaggio affascinante Alberto Piantoni, ceo 1000 Miglia: “Fin dalla sua prima edizione la 1000 Miglia ha rappresentato unicità, tradizione e sguardo al futuro. È stata portabandiera di innovazioni tecnologiche e di nuove infrastrutture. Valori che condividiamo con il Salone di Ginevra. Per questo abbiamo individuato cinque aree tematiche che ci uniscono e ci portano a guardare al futuro senza mai dimenticare le nostre radici”. Piantoni ha spiegato che l’installazione (con possibilità di interazione) si svilupperà lungo un tunnel su una superficie di 300 metri quadrati.

Le 5 tappe cronologiche. Cronologicamente il viaggio nel tempo è suddiviso in cinque periodi: Big Bang (1905-1927, gli anni di esordio del Salone e della corsa): è il periodo della carrozza motorizzata, della ricerca della velocità (siamo in pieno Futurismo). Seconda tappa: Speed, 1928-1955: in questi anni l’auto si raffina, non si inseguono solo le performance, ma si guarda al design. Terza: Automotive Society, 1956-1969: l’auto si trasforma in mezzo quotidiano e non incarna più solo il mito della velocità, ma è simbolo di libertà. C’è poi il segmento Conscience, 1970-2000: è il periodo delle innovazioni (vedi Isetta o Smart), ma segna anche la nascita della presa di coscienza del problema ambiente. Infine, Future Car, 2001-2030: è il futuro. Ovvero, l’esperienza digitale, ma anche le nuove infrastrutture. “Scopo dell’esperienza Crossing the Future è mostrare come l’auto abbia plasmato il nostro mondo e come cambierà nel prossimo decennio, per renderlo ancora migliore”, ha concluso Alberto Piantoni.

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