Compie mezzo secolo una delle Citroën 2CV più speciali, se non la più speciale di tutte: quella denominata “Spot” e prima serie speciale in edizione limitata. Tanti i festeggiamenti previsti in Francia, a partire dal raduno nazionale dedicato alle 2CV che si terrà dal 13 al 17 maggio a Villiers-sur-Loire e che vedrà quasi 3.000 esemplari della leggendaria bicilindrica francese, mentre sarà protagonista del manifesto del salone Epoqu’auto di Lione (dal 6 all’8 novembre 2026).
Ispirazione artistica
Ripercorrere la storia della nascita di questo modello speciale è anche fare un salto indietro nel tempo per quanto riguarda il marketing e la creatività, decisamente più liberi dai vincoli odierni e improntati alla fantasia e all’imprevedibilità che possono scaturire solo dal mondo dell’arte. Tutto passa infatti per le mani di Serge Gevin, pittore, artista e decoratore, “arruolato” nel 1974 da Robert Delpire, il pubblicitario di Citroën dell’epoca che deve trovare un’idea in grado di rilanciare le vendite della mitica “Deuche”. Insieme alla moglie Micheline, Serge disegna due livree, sgargianti ed evocative: la prima vuole omaggiare André Citroën – il fondatore – e le 5HP degli anni della Belle Époque, caratterizzate dalla carrozzeria gialla e nera, mentre la seconda abbina il bianco Meije all’arancione Téneré, tinta da poco inserita nella gamma Citroën. L’aria sbarazzina che ricorda una località balneare suggerisce il nome “transat” (che in francese significa sedia a sdraio) ma – a causa di problemi di copyright – si decise di ripiegare su “Spot”.
Serie limitata sulla base della “Club”
È infatti la seconda proposta a conquistare i dirigenti della Citroën, che acconsentono a realizzare una serie limitata (la prima, nella storia di Citroën) di 1.800 esemplari. La vettura scelta come base era la 2CV4, con motore di 435 cm³ma in alcuni paesi, come Regno Unito e Svizzera, verrà proposta anche con il motore da 602 cm³ della 2CV6: per quanto riguarda l’allestimento si sceglie quello più lussuoso denominato “Club”, che presentava la strumentazione dell’Ami 6, un elegante volante di resina, i fari rettangolari e i copricerchi cromati della Dyane 6.
Bianco, arancione e righe colorate
A caratterizzare in modo estremamente riconoscibile la “Spot” però non è solo la livrea esterna, ma anche l’abitacolo, che ne riprende i colori, a partire dai sedili in tessuto jersey “Orange Vénitien” e proseguendo con i pannelli porta a strisce bianche e arancione, stesso motivo utilizzato per lo speciale tendalino, specifico di questo modello. Posizionato nella porzione di tetto anteriore, consentiva di ripararsi dal sole anche a capote aperta, che invece era interamente di colore arancione, colore utilizzato anche per una striscia che correva lungo la parte inferiore delle fiancate, culminando nel logo adesivo “Spot” all’altezza delle portiere anteriori. Dal prototipo ai modelli definitivi, passerà un po’ di tempo, necessario per addestrare il personale ad assemblare una vettura da produrre in piccola serie, ma a gennaio del 1976 vengono scattate le foto promozionali, optando per le spiagge deserte della Normandia in modo da non “bruciare” il lancio di questa versione speciale.
Un successo travolgente
Quando, il 27 marzo, viene organizzato l’evento di presentazione ufficiale che coinvolge l’intera rete commerciale nazionale, l’uscita di questa serie limitata diventa un vero e proprio evento di vendita, con esiti straordinari. Le scorte – 1.200 erano le unità che erano già state completate – vengono esaurite in pochi giorni e scatta la caccia ai pochi esemplari rimasti, con le ultime consegne per il mercato francese effettuate tra maggio e giugno, mentre a partire da ottobre inizia la commercializzazione anche negli altri Paesi europei, Italia inclusa. Oggi la “Spot” è una delle più rare e ammirate ai raduni e porta con sé una lezione creativa che rimane sempre valida, fatta di coraggio, passione, voglia di stupire e, soprattutto, capacità di dare vita a un insieme armonioso e allegro perfettamente in sintonia con lo spirito della vettura.
