Auto
12 June 2019 | di Gilberto Milano

Artcurial: all’asta la Lola T93/30 ex Alboreto

Artcurial aggiudicherà al miglior offerente la Lola T93/30 guidata da Michele Alboreto nel 1993 con i colori della Scuderia Italia

Ha corso un solo anno e non è mai andata a punti. Non brillava nemmeno per la linea, molto tradizionale e aerodinamicamente superata, e per i contenuti tecnici, inferiori alle concorrenti (si distingueva, semmai, per l’assenza di aiuti elettronici alla guida). Ha persino fallito più volte la qualificazione. Un disastro, insomma, nonostante montasse un V12 Ferrari.

L’ultima di Michele. Ma la monoposto che Artcurial si appresta a mettere all’asta a Parigi, lunedì 17 giugno, è comunque una vettura molto speciale, con valori storici immensi, soprattutto per gli appassionati italiani: è stata l’ultima monoposto della Scuderia Italia portata in gara dal pilota milanese Michele Alboreto.

Cuore Ferrari. La Lola T93/30 F1 del 1993 era stata progettata per la Scuderia Italia dall'ingegner Eric Broadley della Lola Cars. Broadley aveva utilizzato una telaio monoscocca in fibra di carbonio realizzato dalla Casa inglese sul quale aveva innestato il V12 di Maranello utilizzato nella stagione precedente dalla Ferrari F92A. Sono state due le monoposto costruite in quell’anno, una affidata a Michele Alboreto e una all’allora giovane Luca Badoer, neo vincitore del Campionato Formula 3000.

Il motore non c’è più. La monoposto in vendita è la ex-Alboreto, con ancora impressi il numero 21 di gara e i colori bianco e arancione dello sponsor principale, il produttore di sigarette Chesterfield. Il motore però non c’è più: terminata la stagione 1993 (e conclusa dopo cinque anni l’esperienza in F1 della bresciana Scuderia Italia, fondata da Giuseppe Lucchini nel 1988) l’auto è stata smontata e messa da parte. Successivamente è stata ricomposta in ogni suo elemento, tranne che nel motore.

Una carriera nelle retrovie. La T93/30 debuttò al GP del Sudafrica il 14 marzo 1993 con tutti e due i piloti costretti al ritiro per noie meccaniche. Alboreto si classificò successivamente 11° in Brasile e al GP d’Europa a Donington, 16° nel GP di Germania e 14° in quello del Belgio; non riuscì a qualificarsi invece nei GP di San Marino, Spagna, Canada, Francia e Gran Bretagna; si ritirò ai GP di Monaco, di Ungheria, d’Italia e del Portogallo.
Il preludio alla Minardi. Gli ultimi due GP della stagione (Giappone e Australia) non furono invece disputati: visto l’andamento fallimentare del campionato, Ferrari decise di non rinnovare la fornitura del suoi motori alla Scuderia Italia e questo provocò la rottura del sodalizio tra Giuseppe Lucchini e la Lola. Con la decisione di Lucchini di ritirare il suo team dal Campionato in corso. Quindi, a fine stagione, la Scuderia Italia si fuse con la Minardi.

La Lola T93/30 sarà battuta lunedì prossimo alle 17.00 nell’asta Automobile en scène che Artcurial terrà al Théâtre du Rond-Point a Parigi con una stima d’asta compresa tra 80.000 e 120.000 euro.

Condividi
COMMENTI