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07 May 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Peugeot 304 Cabriolet e Coupé: 50 anni di fascino discreto

Presentate nel 1970, le Peugeot 304 Cabriolet e Coupè erano due interessanti variazioni sul tema 304: robuste, ben rifinite e dalla linea ricercata, davano una sferzata di vitalità all’onesta berlina media di casa Peugeot.

La Peugeot 304 svelata nel 1969 era l’evoluzione della piccola 204. Il nuovo modello si posizionava nella fascia intermedia della gamma Peugeot affiancando la sorella minore: i volumi e le linee generali della 204 vennero mantenute, ma la 304 strizzava l’occhio alla più grande Peugeot 504 e poteva contare su motori più potenti e di maggior cilindrata. Una strategia commerciale già sperimentata dalla Casa del Leone a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 con la “Serie 01” sui modelli 201 e 301. Inizialmente la gamma 304 si articolava tra la classica berlina e la familiare, indicata come Break. Un anno dopo, al Salone di Ginevra del 1970 debuttavano le varianti più sbarazzine, la Cabriolet e la Coupè.

Piccoli cambiamenti. Se la 304 berlina e Break affiancavano le omologhe 204 guardando verso il segmento superiore, le Peugeot 304 Cabriolet e Coupé invece sostituivano tout court i rispettivi modelli 204 Cabriolet e Coupé, evitando così una sovrapposizione tra modelli della stessa categoria: il pianale e la struttura di base infatti erano state ripresi integralmente dai modelli precedenti. Spiccava invece il nuovo frontale con mascherina, gruppi ottici, cofano e parafanghi più tesi e moderni. Anche il posteriore inglobava una nuova fanaleria. All’interno, l’abitacolo vedeva poi una nuova plancia, con dettagli e rivestimenti specifici, mentre la struttura e la sagoma dei sedili rimase invariata rispetto alle 204.

Bella ma non balla. I modelli della gamma Peugeot 304 ottennero un buon successo, conservando inalterate le proverbiali doti di solidità e comfort unite ai bassi costi di gestione delle 204, esaltate in questo caso da una meccanica più performante e finiture più curate. Le nuove 304 risultavano tuttavia vetture piuttosto tranquille anche a fronte di uno stile dinamico e la vocazione “ludica” delle varianti Cabriolet e Coupé. I propulsori derivavano infatti da quelli montati sulla 204, ma la cilindrata passava dai 1.130 cm3 e 60 CV del modello ‘69 ai 1.288 cm3 e 70 CV della nuova 304.

Più vivace. Per sopperire a questa mancanza, nel settembre del 1972 venne presentata la versione “S” (Sport) che adottava un nuovo motore indicato come “XL3S” da 1.288 cm3 con carburatore doppio corpo, che portava la potenza a 80 CV. Le rinnovate 304 S montavano un nuovo cruscotto con tre strumenti circolari e nell’abitacolo dei modelli caratterizzavano anche per la presenza dei grandi poggiatesta anteriori: elemento distintivo di quegli anni. Quei vistosi poggiatesta risaltavano in particolar modo sulle 304 Cabriolet con la capote aperta.

Piacque anche al presidente.
A livello estetico l’allestimento S prevedeva dei cerchi con piccoli fori tondi in luogo di quelli rettangolari, i copri cerchi schiacciati erano simili a quelli della più grande 504. La fanaleria posteriore includeva poi le luci di retromarcia e il logo “S” posizionato posteriormente. Prodotte tra il 1970 e il 1975, le Peugeot 304 Cabriolet e Coupè, furono realizzate complessivamente in 78.835 esemplari: 18.647 Cabriolet e 60.186 Coupé. Piccolo Amarcord: in Italia, la presentazione alla stampa italiana dei modelli Peugeot 304 Cabriolet e Coupè si svolse a Roma l'11 giugno 1970 nell'elegante cornice dell'hotel "Americana". La struttura, non più esistente si trovava sulla Via Aurelia. La 304 Cabriolet nonostante fosse stata prodotta con volumi decisamente più bassi poteva contare su un’affezionata schiera di ammiratori, a partire dall’ex Presidente francese Jacques Chirac, grande estimatore delle auto Peugeot.

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