Bollo per le “ventennali”, il Mef fa la voce grossa

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Si alzano i toni tra Governo e regioni in materia di bollo per le auto “ventennali”. Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia ha emesso, con data beffarda del 1° aprile, una direttiva con toni ultimativi sulla questione, bocciando ogni iniziativa a livello regionale volta a prevedere l’esenzione del bollo per le auto tra i venti e i trent’anni di età.

Come scrivono i colleghi di Quattroruote, a sostegno delle sue argomentazioni, il Mef si basa su alcune recenti sentenze, ricordando nella sua nota che “la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 297 del 26 settembre 2003, ha precisato che alle regioni a statuto ordinario, in definitiva, è stato attribuito dal legislatore statale il gettito della tassa, unitamente all’attività amministrativa connessa alla sua riscossione, nonché un limitato potere di variazione dell’importo originariamente stabilito con decreto ministeriale, ma che resta ‘invece ferma la competenza esclusiva dello Stato per ogni altro aspetto della disciplina sostanziale della tassa stessa’”. E la sentenza n. 2888 del 19 dicembre 2012 precisa “che la tassa automobilistica si qualifica come tributo proprio derivato” perché non può modificarne il presupposto ed i soggetti d’imposta (attivi e passivi). Può invece modificare le aliquote e non può escludere esenzioni, detrazioni e deduzioni già previste, però, dalla legge statale”. Da questa precisazione, è l’argomento del Mef, deriverebbe che le regioni possono intervenire, ma solo nello stretto ambito imposto dalla legge dello Stato.

Si starebbe quindi andando a passo spedito verso un conflitto di competenza Stato-regioni, con la Corte Costituzionale chiamata a esprimersi per dirimere la questione.

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