Guida al collezionismo: Audi e Volkswagen - Ruoteclassiche
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01 July 2022 | di Fabrizio Greggio

Guida al collezionismo: Audi e Volkswagen

Con questo volume, il sesto, si conclude la seconda stagione della nostra “Guida al collezionismo”. E l’ultimo capitolo ha come protagonisti due marchi simbolo dell’industria automobilistica tedesca: Audi e Volkswagen. Una carrellata di icone del motorismo storico, dall'Audi "Ur-Quattro" alla TT, dalla RS2 alla RS6 col V10, dal sempreverde Maggiolino alla Golf GTI. Buona lettura

Il 29 giugno 1932, su iniziativa della Banca di Stato della Sassonia, le società Audiwerke AG, Horchwerke AG e Zschopauer Motorenwerke J. S. Rasmussen AG (DKW) si fondono per formare Auto Union AG. La nuova realtà industriale conclude contemporaneamente un accordo con la Wanderer Werke AG, acquisendone la divisione automobilistica. Il logo della neonata azienda riproduce quattro anelli intrecciati a rappresentare l'unità delle quattro Case che la compongono (DKW, Wanderer, Audi e Horch), le quali pur legate mantengono però la propria identità. Da metà anni 60 quel simbolo identifica Audi, unica erede di quel ricco patrimonio tecnico e stilistico.

Mitici anni 80 - In Italia l’interesse dei collezionisti verso la Casa si orienta principalmente sui modelli prodotti a partire dagli anni 80. In particolare, dalla Quattro (soprannominata “Ur-Quattro”) la rivoluzionaria sportiva che ha svelato al grande pubblico le potenzialità della trazione integrale sulle vetture stradali. E quindi la nostra guida non poteva che partire da qui. Soltanto alcune versioni della Quattro rientrano nel nostro limite di budget, fissato a 40.000 euro. Anzi a dire il vero abbiamo fatto uno strappo alla regola in quanto anche le più “economiche” delle Quattro superano, sia pure di poco quella soglia: vengono infatti quotate 41.500 euro. Tutte le Audi analizzate nel volume che state sfogliando appartengono al segmento delle youngtimer o a quello temporalmente successivo, quello delle instant classic.

“Sleeper” d’autore” - In queste pagine i lettori troveranno l’analisi storica, tecnica e commerciale di una dozzina di modelli: la già citata Quattro, la sua “declinazione” popolare Coupé GT, le successive Coupé e Cabriolet derivate dall’Audi 80 e la A4 Cabriolet. Ma anche le principali S e RS quotate fino a 40.000 euro: quelle, per intenderci, derivate dalle 100 - A6 Serie C4, A4 (B5), A6 (C5 e C6) e A8 (D2). In più, la capostipite delle RS, la RS2, nata dall’Audi 80 Avant, e l’ormai mitica TT. Perché mitica? Perché è stata una delle più originali automobili nel panorama automobilistico di fine del secolo scorso.

L’auto del popolo - Ed eccoci alla nostra seconda protagonista. La Volkswagen è legata a doppio filo alla vettura che ha sancito la nascita stessa della Casa: il Maggiolino. Il collezionismo targato Volkswagen ha origini antiche: i “maggiolinisti” sono una setta che esiste almeno dagli anni 70 (anche in Italia) e che è andata raffinandosi nel tempo. All’inizio viveva non nel culto dell’originalità, bensì in quello della personalizzazione, ma già negli anni 80 la passione per il restauro conforme alle caratteristiche d’origine prese il sopravvento. Quello che distingueva la maggioranza dei fan era l’assoluto rifiuto per tutti i modelli non conformi a un principio considerato il simbolo stesso della Casa: il quattro cilindri boxer posizionato dietro e raffreddato ad aria. Negli anni 90 a questi integralisti si affiancò un nuovo tipo di appassionati: gli estimatori della Golf GTI prima serie. Un’auto che, oltre a inventare il fenomeno hot hatch, passò rapidamente da travolgente successo commerciale al mondo del collezionismo. Dalla prima generazione alle successive il passo fu breve.

Per tutte le tasche - Oggi il culto per le Volkswagen non accenna ad affievolirsi e riunisce decine di migliaia di estimatori. Un mondo che orbita intorno a modelli in gran parte accessibili economicamente, con alcune eccezioni. Il Typ 2 (in tutte le sue varanti) ha raggiunto quotazioni tali da essere quasi inavvicinabile; i Maggiolino Cabriolet rientrano nel nostro limite di budget, che ricordiamo è fissato a 40.000 euro, soltanto nelle versioni prodotte dal 1954 in avanti. Però la produzione del colosso di Wolfsburg propone tante possibilità di scelta, molte delle quali offrono la garanzia di una costante rivalutazione nel tempo.

La nostra selezione - In questa “Guida al collezionismo” la redazione di Ruoteclassiche ha selezionato una quindicina di modelli, partendo dalle cosiddette “air cooled”: Maggiolino (6 Volt e 12 Volt), Maggiolone (1302 e 1303) e Karmann-Ghia, nelle versioni berlina e cabriolet. A queste icone si aggiunge la Volkswagen-Porsche 914 (esclusa ovviamente la rara e costosa versione col sei cilindri, quotata 57.000 euro), sportiva a motore centrale oggi molto ambita. Esaminando il “nuovo corso” Volkswagen, avviato negli anni 70, la lista inizia con la coupé Scirocco, per poi passare subito a un approfondimento quasi completo della gamma Golf, puntando ovviamente sulle versioni sportive (GTI fino alla III serie, G60, Rallye ecc.) e sulle Cabriolet, per poi passare alla Corrado. E il cerchio si chiude idealmente con la New Beetle.

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