Auto
26 February 2020 | di Andrea Zaliani

Made in Italy: Fiat Coupé 2.0 turbo 16v

Linee originali e una personalità fuori dal coro. La Coupé, introdotta sul mercato verso la metà degli anni Novata, ha segnato il ritorno della Fiat nel segmento delle sportive con carrozzeria chiusa

Può piacere oppure no, ma una cosa è certa: la Fiat Coupé, tutt’ora, non passa certo inosservata. Vigorosa di linee, aggressiva nel look e intrigante per una serie di richiami al passato. Uno su tutti, il tappo del bochettone della benzina in alluminio: vistoso e con apertura rapida, come s’usava un tempo. Particolare che s’intona perfettamente con la plancia verniciata, altro elemento “old-school”.

Interni sportiveggianti. Oltre alla plancia colorata, caratterizzata da una strumentazione circolare con indicazioni ben visibili e la scritta Pininfarina cromata al centro, gl’interni si caratterizzano per l’impiego di pellami di prim’ordine per la selleria, il rivestimento del volante e il pomello del cambio. Peccato invece che le cuffie delle leve del cambio e del freno a mano siano di plastica. Nella realizzazione del progetto la parte più impegnativa per i tecnici torinesi, però, è stata quella riservata alla caratterizzazione sportiva della vettura, nata sfruttano uno schema supercollaudato. Nonostante ciò, tanti cavalli, tutti sulle ruote anteriori, non semplici da gestire, in quanto posso finire per non essere sfruttati al meglio. Tale impostazione può, in alcune circostanze, evidenziare anche il fastidioso fenomeno del sottosterzo. Problema che, in questo caso, è stato pressoché risolto con l’impiego del Viscodrive, un giunto viscoso sistemato sull’asse anteriore, che convoglia più coppia sulla ruota con maggiore aderenza, in generale quella esterna, per ottimizzare la motricità.

Accortezze tecniche. Anche il propulsore di 2.0 litri è stato preparato ad hoc, al fine di garantire la massima fluidità e progressività nell’erogazione della potenza (190 cv). Per ottenere questo risultato gli ingegneri del marchio hanno lavorato, tra l’altro, sul turbo e sulla gestione elettronica dell’iniezione sequenziale IAW integrata all’accensione statica. Significative attenzioni sono state rivolte anche all’impianto frenante a quattro dischi, con circuito sdoppiato a X e due servofreni in tandem. Infine, il cambio manuale a cinque rapporti non rappresenta una novità in senso stretto, ma sfrutta tutto il moderno know-how in materia raggiunto dalla Casa: parliamo, per esempio, della sincronizzazione sdoppiata, per ridurre la rumorosità (in folle) e i carichi d’innesto, e dell’adozione di una coppia di cavi Bowden per comandare il selettore delle marce, con lo scopo di contenere la trasmissione delle vibrazioni dal motore all’interno dell’abitacolo.

La prova di Quattroruote. La valutazione media emersa dalla prova della “nostra” rivista è risultata decisamente soddisfacente. Nonostante il ritardo avvertibile della turbina, il motore piace (quattro stelle) e dà il meglio di sé al di sopra dei 3.500/4mila giri. Ottima l’accelerazione (cinque stelle): si raggiungono i 190 km/h in 24 secondi, un tempo definito eccellente all’epoca. Positiva anche la frenata (cinque stelle), con un impianto adeguato alla tipologia di vettura, e l’elevata tenuta di strada (quattro stelle). Il componente che convince di meno è rappresentato dal cambio (tre stelle): la selezione è discretamente veloce, leggermente contrastata in scalata.

Voi, che ne dite? Trattandosi di una vettura appositamente ideata per attrarre una nicchia di mercato composta da una clientela appassionata e dinamica, logicamente, il marchio non ha mai avuto la pretesa di fare grandi numeri con questo modello. In realtà, la Coupé ottenne delle belle soddisfazioni: dal 1994 al 2000 fu infatti prodotta in circa 72mila esemplari, generando una community ancora oggi vitale e attiva. Proprio per questo siamo curiosi di conoscere il vostro parere su tale modello. Innanzitutto, vi classificate tra i sostenitori o tra i denigratori? Ai possessori ed ex-possessori chiediamo: come vi siete trovati con la vostra Coupé? La ricomprereste oppure (se ancora in possesso) la vendereste per acquistare un’altra sportiva? Fatecelo sapere attraverso i commenti qui sotto. Inoltre, se avete una storia particolare sul suo conto e volete condividerla con la nostra community, scriveteci una mail formato post (breve descrizione abbinata, se possibile, a immagini) all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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