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07 luglio 2018 | di Maurizio Schifano

Passione Volante sbarca al Museo Nicolis

Non la solita mostra tematica, ma l’inizio di un nuovo corso per il Museo Nicolis, che lo farà evolvere da Museo Impresa a Impresa Museale".

Così la presidente Silvia Nicolis ha presentato “Passione Volante – 100 Volanti F1 X 100 Auto”, inaugurata il 4 luglio. Lo scopo è quello di dare sempre più forza alla cultura e alla storia delle collezioni esposte, per poter trasmettere e diffondere alle nuove generazioni l’amore per la tecnica in ogni sua forma.

Un appuntamento per tutta la famiglia. Ciò nasce da un’esigenza colta osservando le famiglie che visitano il museo, con genitori e nonni, che lo vedono come una sorta di casa, nella quale entrare con figli e nipoti, per condividere, osservando e descrivendo i pezzi esposti, ricordi ed esperienze personali.

I volanti dei campioni. Introdotta dal giornalista e scrittore Leo Turrini, questa mostra, in particolare, ha lo scopo di cogliere, se non di scoprire, la funzione del volante, come connessione imprescindibile (forse ancora per poco, ahimè) tra il mezzo meccanico e le mani, quindi le braccia, il cuore e il cervello di chi guida. Cuore della mostra è l’unica e inedita collezione di volanti di Formula 1, raccolti dal fotografo Daniele Amaduzzi nell’arco di 20 e più anni frequentando i campi di gara, e, nella maggior parte dei casi, autografati dai piloti che li hanno stretti tante volte tra le mani. Oltre 100 pezzi appartenenti a uno dei periodi più interessanti della storia della massima competizione automobilistica, quello tra il 1970 e il 1999, che ha visto succedersi, alla guida di mitiche monoposto Ferrari, McLaren, Lotus, Williams, Benetton e tante altre, campioni entrati nel cuore degli appassionati, come Michael Schumacher, Ayrton Senna, Nigel Mansell, Alain Prost e Michele Alboreto, solo per citarne alcuni. In aggiunta, altri 30 volanti granturismo utilizzati tra gli anni 20 e gli anni 60.

Pezzi d'alta collezione. L’ambientazione, degna del valore storico di tali cimeli sportivi, si apre con la rara Delahaye 135 M Cabriolet Chapron del 1939, che è stata protagonista nel film Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana, presentato al festival del Cinema di Cannes nel 2008, e poi conduce il visitatore in un percorso suddiviso in quattro aree, Le Origini, Le Granturismo, Le Sport e Le Formula 1, che, con l’esposizione di vetture storicamente importanti, come una Lancia Lambda VIII serie del 1928, una Ferrari 250 GTE 2+2 del 1963, una Fiat Sport 1100 Motto del 1948 e una Lotus 21 del 1961, raccontano delle protagoniste della strada e della pista, richiamandone lo stile di guida. Ma per gli appassionati della storia, la mostra non finisce qui, perché dall’esclusività di questa esposizione si passa naturalmente a quella del Museo, dove, lungo il percorso di oltre 1 chilometro, è possibile scoprire le varie applicazione dei sistemi di guida su decine di automobili, di motociclette, di scooter, di biciclette e persino di aerei, patrimonio della collezione permanente.

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