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21 September 2020 | di Paolo Sormani

Torna a rombare il Monza Historic

In un Autodromo Nazionale desertificato dalle misure anti-Covid, riprendono a correre più di duecento classiche Endurance e GT nel weekend del Monza Historic. Le Lola sui podi delle Classic Endurance Racing e della serie Le Mans, dagli anni Cinquanta ai 2000.

Si rimettono in moto le corse e se ne accorgono i monzesi, che già nella piazza rotonda del “Re de Sass”, ai margini del centro storico, tornano a udire l’eco dei motori attraverso il parco. Da venerdì a domenica all’Autodromo Nazionale più di duecento auto classiche da Inghilterra, Belgio, Francia, Germania e Italia sono tornate a tirare le marce, con giudizio, nel fine settimana del Monza Historic, organizzato dal promoter francese Peter Auto. C’era solo da scegliere in quale griglia sistemarsi, fra le diverse categorie ammesse: Classic Endurance Racing 1 e 2, Sixties Endurance, Endurance Racing Legends, The Greatest’s Trophy, Group C Racing, 2.0L Cup e Heritage Touring Cup. Un parco piloti con relative auto ha animato un Autodromo purtroppo desertificato dalle restrizioni anti-Covid, che hanno pesantemente influito sull’atmosfera. A questo genere di giornate in pista normalmente non si presenta molto pubblico, ma nel vasto paddock si respira di solito un’aria di grande passione. Peccato, ma non si poteva fare altrimenti: anzi, riportare le classiche a Monza è un segnale di ripresa incoraggiante. L’organizzatore Patrick Peter ha già annunciato le date della prossima edizione fra un anno esatto, dal 17 al 19 settembre 2021. Il “tempio” è galantuomo…

Fanali accesi sull’Endurance. Il piatto forte del fine settimana è stato rappresentato dai prototipi dell’Endurance e della serie Le Mans e dalle sportive più rare, provenienti dalle migliori collezioni di auto storiche racing. David Hart e Nicky Pastorelli si sono aggiudicati la Classic Endurance Racing 1, che accoglie le stelle delle competizioni di durata dal 1966 al 1974. La Lola T70 Mk III B (1969) dell’equipaggio ha anticipato la Porsche 917, dello stesso anno, condotta da Claudio Roddaro. Philippe Scemama al volante di una Lola T600 del 1981 ha vinto la Classic Endurance Racing 2, la serie dedicata alle GT e ai prototipi prodotti dalla metà degli anni Settanta ai primissimi anni Ottanta. Dietro di lui, Beat Eggimann con Cheetah G601 (1976) e Mr John of B con una Ferrari 512 BBLM del 1979. Sapore di Gran Turismo 1950-65 nella Sixties’ Endurance, dominata dalle Shelby con Michel Lecourt e Raymond Narac, al volante di una Daytona del 1964. Al secondo posto la Shelby Cobra 289 del 1963 guidata da Christopher Milner e Nigel Greensall. Dominio delle vetture italiane sui due podi della Endurance Racing Legends: la Dallara SP1 del 2001 di James Cottingham ha preceduto la Ferrari 550 GTS Prodrive del 2004 di Dominik Roschmann in entrambe le manche.

Dall’asta alla pista. La serie The Greatest’s Trophy ha portato a Monza un pugno di signore d’alto rango direttamente dalle collezioni di auto storiche racing. In gara 1 hanno brillato Remo Lips e David Franklin su Ferrari 250 GT Berlinetta del 1961, davanti a Christian Bouriez su Bizzarrini 5300 GT del 1965; e Thorpe e Phil Quaife su Lister Jaguar (1955). Nei prototipi del Gruppo C sono salite sul podio tre vetture del 1990: le Porsche 962C di Vercoutere-Kelleners davanti a Lecourt-Narac, terza la Spice SE90C di Tony Sinclair. Tutte Porsche 911 passo corto pre-66 nel menù servito dalla 2.0L Cup. Qui ha vinto la coppia Cook-Stanley davanti a Philippe De Craene e all’altra coppia Thorpe-Cappelli. Per dessert, domenica pomeriggio ha chiuso il fine settimana di gare la Heritage Touring Cup, riservata alle ETCC tra il 1966 e l’84 ha concluso le attività di pista di domenica. Podio, nell’ordine, per Christian Traber, Charles Firmenich-Henri Moser e Johannes Schouten, i primi due su BMW 3.0 CSL del 1975 e ’72, il terzo su BMW 635 Csi del 1983.

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