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14 February 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

IL RITORNO

Dopo 22 anni dalla prima versione a motore anteriore, un'altra vettura di Maranello si fregia della sigla "GTO". Otto cilindri, due turbocompressori, 400 CV, 300 all'ora e da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi. Negli Anni 80 si faceva la coda per averla e alcuni erano disposti a pagarla più del prezzo ufficiale.

Nei primi Anni 80 la sovralimentazione dominava nella Formula 1 e a Maranello fu deciso di utilizzarla anche sulle berlinette di serie. Nacque così, sulla base della "308 GTB", la "288 GTO", presentata al Salone di Ginevra del 1984.

Il successo fu immediato, al punto che ne vennero assemblate 272, contro le 200 previste. La "GTO" fu equipaggiata con il motore a otto cilindri a V della "308", al quale vennero applicati due turbocompressori. Il motore fu montato in posizione longitudinale, con il cambio posteriore e la lubrificazione separata a carter secco. La carrozzeria fu realizzata in materiale sintetico, con cofano anteriore in Kevlar.

Saliti a bordo, la prima impressione è quella di essere al volante di un'auto fin troppo spartana; la strumentazione è chiara e completa, la posizione di guida risulta infossata e, di conseguenza, la visibilità non è delle migliori. La frizione richiede una certa forza e il cambio si rivela un po' ostico.

Acceleriamo, dapprima con dolcezza, poi con decisione. La spinta è violenta e i 400 CV ci sono tutti. In curva occorre prestare molta attenzione e se si preme troppo sul gas è inevitabile squilibrare l'auto. Il momento più esaltante è quando si avverte, in accelerazione, il sibilo dei due turbo: l'ago schizza immediatamente a quota 8000 in piena zona rossa e bisogna passare alla marcia superiore.

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