Garage Band
18 giugno 2018 | di Paolo Sormani

La triste storia della Vauxhall degli Specials

Qualcuno si ricorda degli Specials? Nomen omen, sono stati probabilmente il gruppo più creativo e moderno dell’ondata ska, quella del 1979, con i Madness e gli scacchetti bianchi e neri.

Declino. Inglesi come il tè al latte e la Marmite, con “Ghost Town”, città fantasma, gli Specials – uno dei primi gruppi da classifica multirazziali – interpretarono la dura crisi politico-economica della Gran Bretagna in pieno Thatcherismo. È un video amaro, di rimpianti: mentre girano per quella che era stata la Coventry del boom economico degli anni Sessanta, gli Specials stipati nella Vauxhall Cresta PA del 1961 sembrano più che altro impegnati a evitare le macerie di una società in declino.

Triste destino. Non per deprimervi a tutti i costi considerando che è lunedì, ma anche la Cresta del video ha una storia tristina. È una ghost car: circa 15 anni dopo il video, il suo proprietario cercò di venderla, ma non trovando compratori, fu rottamata. Non esiste più. Anche molte delle location che vedete sono state rase al suolo. Il reggae di “Ghost Town” seppe catturare il momento più lugubre dell’era Thatcher. Il senso di spaesamento e paranoia era così condiviso dal pubblico, da portare gli Specials per la prima volta al numero uno in classifica nel 1981. Fu il loro canto del cigno, si sciolsero poco dopo. Una curiosità: la Vauxhall Cresta con motore 6 cilindri in linea da 2.651 cc è un’icona della subcultura teddy boy ed è stata citata in svariati pezzi dibandinglesi. Ancora oggi è la star dei raduni nostalgici dei Fifties.

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